Vaccini, prima bozza del piano di Ottawa ma Erin O’Toole attacca il governo

di Francesco Veronesi del December 4, 2020

TORONTO - È ancora una volta il vaccino per il Covid-19 a tenere banco nel dibattito politico a Ottawa. Ieri, per la prima volta, le autorità federali hanno presentato una bozza preliminare del futuro piano di distribuzione del vaccino in Canada. Nulla di definitivo, quindi, con le opposizioni ancora sul piede di guerra per la mancanza di elementi concreti e tempistiche certe.
A dare i pochi dettagli è stato il responsabile della task force sulla gestione del vaccino, il maggiore generale Dany Fortin, un militare con una lunga esperienza di comando durante la guerra in Iraq.
Se dovesse essere approvato il vaccino della Pfizer - una risposta arriverà entro dieci giorni - la maggiore difficoltà logistica sarà legata dalla necessità di conservare le fiale a temperature bassissime (-80 gradi centigradi).
Le Province e i Territori hanno già identificato 14 strutture di stoccaggio. Da qui il vaccino sarà trasportato in altre 204 località e da questo punto la competenza della gestione passerà ai governi provinciali.
Sulla tempistica, ancora incerta, le autorità federali sono fiduciose che le prime dosi del vaccino dovrebbero arrivare in Canada entro la fine di dicembre.
Secondo il vice Chief Public Health Officer Howard Njoo, in un primo momento il Canada riceverà 3 milioni di dosi, che ovviamente non saranno sufficienti per l’intera popolazione. “Ma entro pochi mesi - ha aggiunto - avremo dosi sufficienti per vaccinare tutti i canadesi”. Troppo poco per le opposizioni.
Ieri il Partito Conservatore ha presentato una mozione parlamentare alla House of Commons nella quale si chiede al governo guidato da Justin Trudeau di presentare il piano d’azione dettagliato per la gestione e la distribuzione del vaccino. Erin O’Toole in mattinata ha attaccato duramente il primo ministro durante una conferenza stampa, tacciando l’esecutivo federale di “incompetenza e immobilismo” di fronte all’emergenza sanitaria provocata dalla pandemia di coronavirus.
“Il governo - ha dichiarato il leader conservatore - non ha ancora presentato né un piano concreto né tanto meno una tabella di marcia per la distribuzione del vaccino. Senza certezza sui tempi, le imprese non torneranno a investire e a riassumere i dipendenti che hanno perso il lavoro durante la pandemia. Allo stesso tempo, senza una tabella di marcia affidabile le Province non si troveranno nella condizione di attivare un piano logistico affidabile per la vaccinazione dei canadesi”.
Secondo O’Toole, il primo ministro non è stato in grado di pianificare in tempo i dettagli di un’operazione che si presenta già di per sé estremamente complessa, accompagnata da evidenti problemi di carattere logistico.
Trudeau, dal canto suo, continua a difendere l’operato del governo, affidandosi alle linee guida messe nero su bianco dalle autorità sanitarie guidate dal Chief Public Health O.cer Theresa Tam. Restano, ovviamente, numerosi nodi da sciogliere, anche perché stiamo parlando di un vaccino, quello della ditta farmaceutica Pfizer, che non ha ancora avuto il via libera da Health Canada.
Su questo punto un po’ di chiarezza è arrivata proprio ieri dal ministero federale della Sanità, che ha fatto sapere come la valutazione complessiva sull’efficacia e sulla sicurezza del vaccino dovrebbe arrivare entro e non oltre metà dicembre: in una decina di giorni quindi avremo in mano qualcosa di concreto, per un vaccino che mercoledì ha avuto il via libera dalla commissione sanitaria inglese ma che è ancora al vaglio degli organismi di controllo dell’Unione europea.
Un altro spinoso punto è quello relativo alle forniture del vaccino e alla priorità a determinate fasce della popolazione quando si tratterà di avviare la vaccinazione di massa. Su questo la stessa Tam, pur non avendo ancora presentato le linee guida definitive che saranno adottate dal governo, ha ribadito che l’età sarà il fattore determinate nella scelta di chi verrà vaccinato prima.
Secondo l’ultimo censimento di Statistics Canada, nel nostro Paese vivono 7 milioni di persone con più di 65 anni e di queste circa 400mila risiedono in case di cura a lunga degenza o in case di riposo.
Sempre ieri ad agitare le acque ci ha poi pensato Derek Sloan, deputato conservatore già candidato alla leadership del partito, che ha sottoscritto e sponsorizzato una petizione nella quale il procedimento di vaccinazione contro il Covid- 19 viene definito come “un esperimento umano di massa” nel quale vengono messe da parte le certezze scientifiche e dove non sono rispettati i normali tempi necessari per testare e vagliare la sicurezza dei vaccini.
Sloan strizza l’occhio a una fetta minoritaria ma consistente della popolazione che vede con scetticismo l’ipotesi di approvazione da parte di Health Canada di un vaccino prodotto in pochi mesi.
O’Toole per ora ha preferito non commentare la posizione di Sloan.

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