Odissea, un’iniezione economica per il Sud Italia
TORONTO – Il cinema internazionale possiede un potere quasi magico: può trasformare la bellezza grezza dei paesaggi regionali di un paese in un motore straordinario per la crescita economica. Oggi, questa trasformazione viene vissuta in tutto il Sud Italia, guidata dalla produzione di 250 milioni di dollari di Christopher Nolan, L’Odissea. Le proiezioni ufficiali del portale nazionale italiano del turismo cinematografico confermano che le location italiane presenti nel film si preparano a un boom dei ricavi indotto previsto per superare i 250 milioni di euro nei prossimi tre anni.
Questi dati segnano una trasformazione massiccia che rimodellerà le infrastrutture regionali locali.
La squadra di Nolan girò interamente in esterni, portando gemme nascoste mediterranee uniche sotto i riflettori mondiali. L’isola di Favignana, nascosta nell’arcipelago egadico al largo della Sicilia, funge da principale ancoraggio visivo, con le sue insenature costiere incontaminate e le remote rovine del Castello di Santa Caterina che rappresentano il regno natale di Ulisse, Itaca.
Più a sud, il dramma vulcanico delle Isole Eolie – in particolare le scogliere di Lipari, i paesaggi zolfare di Vulcano e le acque intorno a Panarea – rappresentano il dominio mitico di Eolo. Anche la costa di Laziale di Ostia veniva utilizzata per complessi spettacoli marittimi.
Per le piccole comunità insulari molto unite, gestire questo improvviso afflusso di viaggiatori globali è una sfida monumentale.
Un’iniezione economica di 250 milioni di euro costringe a un immediato aggiornamento delle infrastrutture regionali – il che è ottimo. I comuni locali modernizzeranno rapidamente il trasporto marittimo ed espanderanno i servizi di ospitalità stagionale. Si potrebbe almeno presumere.
Per dare un’idea, il precedente storico recente più vicino è l’aumento del turismo vissuto da Taormina dopo l’uscita di The White Lotus per HBO. Quella singola produzione televisiva cambiò in modo permanente le tendenze di viaggio nella Sicilia orientale per anni. Eppure, mentre quella serie catturava la ricchezza contemporanea, il film di Nolan opera su una scala storica molto più ampia.
Dimostra che la cultura classica, l’arte regionale e la storia antica non sono pezzi museali statici, ma beni economici attivi. La poesia epica di Omero, composta migliaia di anni fa, potrebbe essere proprio lo stimolo per alcune comunità rurali italiane a costruire oggi strade, porti e corridoi commerciali moderni.
Naturalmente, un’operazione commerciale di tale portata non arriva senza dibattito intellettuale. Hollywood, in questo caso sotto la guida del regista britannico Christopher Nolan, ha offerto un’interpretazione altamente modernizzata dell’epopea, prendendosi notevoli licenze creative.
La scelta dello studio di affidarsi a un cast completamente non greco (guidato da Matt Damon e Tom Holland) ha acceso una forte resistenza culturale, arrivando persino a lettere formali di protesta da parte di organizzazioni culturali greche. Gli studiosi osservano che, spostando gran parte della geografia tradizionale sulle coste italiane e utilizzando accenti americani, il film presenta una versione frammentata e occidentalizzata della mitologia classica al pubblico più giovane.
Per il pubblico italiano e le loro industrie creative, tuttavia, l’orgoglio di vedere le coste italiane, le commissioni cinematografiche regionali e le forze d’opera marittime al centro assoluto della cultura pop globale potrebbe oscurare le lamentele accademiche. Il lungo viaggio di Ulisse verso casa si è di fatto ancorato al Mar Tirreno, e per le isole meridionali dell’Italia, il futuro economico appare leggendario quanto il mito stesso.
Immagini dell’Odissea e della fortezza di Santa Caterina in Sicilia, Italia, per gentile concessione di Universal Studios
Massimo Volpe, autore di questo articolo, è un filmmaker e scrittore freelance di Toronto: scrive recensioni di film/contenuti italiani su Netflix




