Tariffe, ecco la stretta finale per arrivare a un accordo
TORONTO – Stretta finale per un’intesa sul fronte tariffe. Ieri pomeriggio a Washington è andato in scena l’ennesimo vertice tra Dominic LeBlanc e Jamieson Greer – il secondo faccia a faccia in tre giorni e il quarto in tre settimane – per trovare la quadra a pochi giorni dall’entrata in vigore dei nuovi dazi voluti da Donald Trump.
I segnali sono positivi, l’intensificarsi degli incontri testimonia come siamo ormai in dirittura d’arrivo per blindare un accordo che soddisfi sia Ottawa che Washington.
Anche ieri, come era già successo martedì, solo bocche cucite da parte dei diretti interessati: fare filtrare troppi dettagli potrebbe infatti mettere in pericolo l’intera impalcatura della potenziale intesa.
L’amministrazione americana ha ribadito per l’ennesima volta che i dazi del 50 per cento da applicare su una lista di circa 800 prodotti canadesi sono provocati da tre elementi: le tariffe imposte da Ottawa sul settore auto (in realtà si tratta di controdazi), il sistema protezionistico garantito dal governo federale canadese al settore caseario del Quebec e la messa al bando in otto province su dieci degli alcolici americani.
L’esecutivo di Ottawa, per arrivare all’annullamento – o quanto meno all’abbassamento significativo – delle tariffe, deve per forza di cose fare delle concessioni. Anche perché – è questo il ragionamento del primo ministro Mark Carney – in ballo non ci sono solo i dazi che potrebbero entrare in vigore il 19 agosto, ma l’intera ridiscussione del Cusma che Ottawa vuole estendere per altri 16 anno, fino al 2042, il cui negoziato in questo momento sta vivendo una preoccupante fase di stallo.
Insomma, va bene mostrare un atteggiamento di fermezza e va bene non arrivare alla resa sui tutti i fronti, ma in questo momento bisogna per forza di cose garantire delle concessioni all’inquilino della Casa Bianca. Resta da capire se il rappresentante al Commercio americano abbia ricevuto o meno il via libera sulla bozza del progetto presentato nei giorni scorsi dallo stesso LeBlanc che prevedeva l’attivazione di un sistema di quote per l’esportazione di acciaio e alluminio verso gli States in cambio del significativo taglio dei nuovi dazi americani.
In alto, il rappresentante Usa al Commercio Jamieson Greer e il ministro Dominic LeBlanc (foto: X – LeBlanc)

