Aumento in busta paga, PSW ancora in attesa

di Mariella Policheni del January 18, 2021

TORONTO - Sono 217 le case di cura a lunga degenza che non hanno ancora pagato ai loro operatori di sostegno personale (PSW) l’aumento di stipendio di $3 l’ora come deciso dal governo. I fondi, ha precisato il ministro del Long Term Care Merrilee Fullerton, sono stati consegnati alle case di cura di tutta la provincia il 10 dicembre ma i PSW di Extendicare e Chartwell non hanno ancora ricevuto la paga in aggiunta al loro salario regolare.

Nelle lettere inviate ai Ceo di entrambe le società a scopo di lucro, la ministra afferma di essere “alquanto delusa” nell’apprendere che ci sono PSW che non hanno ancora ricevuto la paga e chiede ai Ceo di “risolvere immediatamente la questione”. “I lavoratori dell’assistenza personale non hanno la possibilità di aspettare per presentarsi al lavoro, allo stesso modo nessuna casa dovrebbe aspettare per pagarli. Questi eroi in prima linea stanno lavorando in condizioni estremamente difficili ed è inaccettabile che alcuni di loro stiano ancora attendendo il loro aumento di stipendio”, recita una dichiarazione del Ministero del Long Term Care.

Nell’ottobre dello scorso anno, il governo ha annunciato che 461 milioni di dollari sarebbero stati distribuiti alle case di cura a lunga degenza per "aumentare temporaneamente" i salari dei PSW e dei lavoratori di supporto di 3 dollari l’ora durante la pandemia di Covid- 19. Denaro, questo, che ha fatto seguito all’incremento temporaneo di 4 dollari l’ora per i lavoratori in prima linea nelle cure a lunga degenza e nelle case di riposo che è stato in vigore per 16 settimane dal 24 aprile al 13 agosto dello scorso anno.

Un portavoce di Extendicare, contattato da CP24 ha garantito che l’aumento di retribuzione è stato ora applicato a tutti i PSW. “La retribuzione per la pandemia è stata inviata a tutti i lavoratori di supporto personale idonei, incluso un pagamento retroattivo per l’importo aggiuntivo che risale al 1° ottobre 2020”, ha dichiarato un portavoce di Extendicare.

Anche Chartwell ha affermato di aver provveduto all’aumento dei salari dei PSW e che tutti questi lavoratori riceveranno una retribuzione retroattiva entro il 25 gennaio.

In risposta alla lettera di Fullerton, il Ceo di Chartwell, Vlad Volodarski, ha affermato che il ritardo nel pagamento è dovuto a vari fattori, tra cui un ritardo nel ricevere i dettagli delle allocazioni dal governo e una recente conversione a un nuovo sistema di buste paga.

Il notevole differimento nel dare ai PSW l’aumento a cui hanno diritto è visto in modo estremamente negativo da SEIU Healthcare, un sindacato che rappresenta più di 60.000 lavoratori in prima linea. “Questi continui ritardi nel dare la paga ’pandemica’ ai PSW sono il risultato diretto del fallimento del governo nel ritenere le avide catene di case di cura, come Chartwell ed Extendicare, responsabili dei maltrattamenti di lavoratori e anziani - ha dichiarato SEIU - è vergognoso, ma non sorprendente, che le società di assistenza a lunga degenza a scopo di lucro non sentano l’urgenza di intervenire per sostenere gli operatori sanitari, nemmeno durante una pandemia”.

Una pandemia della quale non si intravede ancora la fine. Tutt’altro. In base all’ultimo aggiornamento della situazione postato sul sito del governo dell’Ontario sono 246 le case di cura con focolai attivi, i residenti infetti sono 1.632, i membri dello staff contagiati 1.302. È salito di 27 il numero degli anziani che sono morti a causa del Covid-19: la cifra complessiva è ora di 3.112.

E tra i mille problemi presenti in queste strutture rientra anche quello di dover isolare i residenti con demenza che hanno la tendenza a vagare all’interno delle case e che a causa del loro bisogno di connessione sociale e contatto fisico tendono ad entrare nelle stanze di altri pazienti o nelle aree comuni dove potrebbero contrarre o trasmettere il virus.

«È un problema significativo in questo momento - ha affermato Laura Tamblyn Watts, CEO di CanAge, un gruppo nazionale di difesa degli anziani - è anche abbastanza disumano rinchiudere le persone nelle loro stanze. La buona notizia è che ci sono alcune cose che possiamo fare per prevenire e controllare le infezioni senza isolarli”.

Il governo dell’Ontario, che aveva fissato l’obiettivo di vaccinare tutti i residenti e gli operatori sanitari essenziali nelle case di cura a lungo termine a Toronto, Peel, York e Windsor-Essex entro il 21 gennaio, afferma di aver già raggiunto l’obiettivo. La provincia ha somministrato più di 174.000 dosi del vaccino anti-Covid-19: “Un’altra emozionante pietra miliare: tutte le case di cura a lunga degenza a Toronto sono state vaccinate, quasi una settimana prima del 21 gennaio. Grazie a #TeamVaccine per aver accelerato questo importante lavoro per proteggere i più vulnerabili e i nostri eroi in prima linea”, ha scritto la ministra della Salute Christine Elliott.

Ora con l’annuncio del ritardo nella consegna dei vaccini, la speranza è che la seconda dose - necessaria per acquisire l’immunità al virus - possa essere somministrata nei tempi previsti.

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