Investimenti in Canada, la scommessa di Carney
TORONTO – Riuscire ad attirare investimenti in Canada pari a un trilione di dollari nell’arco dei prossimi cinque anni. È questo l’ambizioso piano di Mark Carney, che ieri ha inaugurato a Toronto il primo vertice internazionale sugli investimenti, una due giorni che vedrà l’intervento di investitori canadesi e internazionali e che si concluderà oggi con l’intervento dell’ex primo ministro Stephen Harper. Il piano di Carney rientra nella strategia complessiva di rafforzamento dell’economica canadese – in questa fase caratterizzata dall’instabilità e dalla guerra commerciale con gli Stati Uniti – non solo con la ricerca di nuovi mercati commerciali per l’export canadese, ma anche con l’attrazione di capitali e risorse da investire direttamente nel nostro Paese.
Un progetto ambizioso, dicevamo, non solo per la portata astronomica delle cifre ribadite dall’ufficio del primo ministro, ma anche perché va a cozzare contro il mantra protezionistico inaugurato quasi due anni fa da Donald Trump: mentre gli Stati Uniti vanno esattamente nella direzione opposta – barriere doganali, tariffe – il Canada ha intenzione di aprirsi agli investimenti esteri, facilitando la possibilità di entrare nel nostro mercato interno.
E tenendo conto di questo obiettivo, sempre ieri il ministro delle Finanze François-Philippe Champagne ha annunciato delle novità per i grandi investitori: chi investirà almeno un miliardo di dollari avrà ora accesso prioritario a un programma che offre decisioni vincolanti dall’Agenzia delle Entrate del Canada.
Attraverso l’attuale programma Advance Income Tax Rulings (AITR), gli investitori qualificati possono ottenere chiarezza su come si applicherà la legge fiscale sul reddito prima di impegnare capitale.
“Quando gli investitori considerano grandi progetti, la certezza conta”, ha dichiarato il ministro delle Finanze François-Philippe Champagne in un comunicato stampa. “Dando priorità alle decisioni fiscali anticipate per investimenti di un miliardo di dollari o più, stiamo dando loro la chiarezza e la prevedibilità necessarie per investire con fiducia, creare opportunità e contribuire a costruire il futuro economico del Canada”.
L’esecutivo vuole spingere l’acceleratore sulla sua agenda di governo, puntando come abbiamo detto anche sul rafforzamento dei rapporti commerciali con gli altri Paesi: è di ieri il rapporto di Statistics Canada che conferma come nei primi 6 mesi del 2026 l’export verso la Cina abbia subito un’impennata del 30 per cento, un dato questo che è stato accolto molto positivamente perché conferma in qualche modo come le strategie di Ottawa stiano portando risultati concreti.
In concomitanza con l’avvio dei lavori del summit a Toronto, è andata in scena la protesta, coordinata dall’associazione Capitalism Can’t Be Fixed. “Il messaggio dei manifestanti è semplice: il futuro del Canada non dovrebbe essere plasmato attraverso un raduno solo su invito degli ultra-ricchi”, ha osservato Bianca Mugyenyi, una delle leader della protesta. “Il vertice CEO di Carney è destinato a consolidare la sua agenda pro-corporative, militarista e anti-ecologica”, ha aggiunto.
“Banchiere da sempre, Mark Carney sta organizzando un massiccio trasferimento di ricchezza alla classe dei miliardari”, ha spiegato Jasmine Peardon, coordinatrice di Capitalism Can’t Be Fixed. “Mentre si aggravano le disuguaglianze, le politiche pro-combustibili fossili ed estrattiviste di Carney stanno peggiorando il collasso ecologico”.
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