Stelco, Carney contro la dirigenza ma i licenziamenti non si fermano
TORONTO – La Stelco ha degli obblighi verso il governo e verso i lavoratori che devono essere rispettati. A ribadirlo è stato Mark Carney, che ha chiesto alla dirigenza di bloccare i licenziamenti annunciati questa settimana sulla scia della crisi provocata dalle tariffe imposte da Donald Trump sull’acciaio prodotto in Canada.
“Sono chiaramente molto deluso – ha dichiarato il primo ministro – in questo momento i nostri pensieri sono rivolti ai lavoratori e alle loro famiglie che sono stati traditi dalla compagnia. La compagnia ha degli obblighi legali verso i suoi dipendenti. Noi intendiamo usare tutti i poteri che abbiamo e perseguire la compagnia fino al massimo consentito dalla legge”.
Parole durissime, quelle del leader liberale, che però non hanno avuto alcun effetto concreto, almeno fino a questo momento. Anche perché – è questa la difesa dei vertici aziendali – quella di licenziare circa 350 operai (cifra che potrebbe arrivare a 500 nelle prossime settimane) è stata a loro dire una scelta obbligata. “Non potevamo fare altrimenti – ha dichiarato Lourenco Goncalves, presidente e Ceo di Cleveland-Cliffs, la compagnia americana che ha acquistato Stelco nel 2024 – E voglio ribadire che non stiamo chiudendo, non ce ne stiamo andando. In questo momento non c’è mercato in Canada che possa assorbire la quantità di acciaio zincato che noi produciamo a Hamilton. Abbiamo bisogno di esportarlo negli Stati Uniti”.
E il problema è proprio questo: l’inquilino della Casa Bianca ha imposto dazi del 50 per cento per l’acciaio importato dall’estero, rendendo di fatto l’acciaio canadese invendibili nel mercato americano. Finora i contatti tra l’ufficio del primo ministro e lo stesso Goncalves non sono andati a buon fine: i potenziali aiuti finanziari messi sul tavolo dall’esecutivo federale non sarebbe stati ritenuti sufficienti dal Ceo di Cleveland-Cliffs. “Ho comprato Stelco – ha aggiunto – sulla premessa che Canada e Usa fossero amici. Erano amici nel 2024, quando abbiamo chiuso l’acquisizione. Ora non sono più amici”.
Goncalves in ogni caso è una figura controversa, che in passato ha sostenuto la politica delle tariffe di Trump verso il quale ha fatto laute donazioni durante la campagna presidenziale.
“Dobbiamo avere la possibilità di vendere più acciaio zincato e non posso aumentare il mercato domestico del Canada. Non posso permettermi di bloccare le importazioni, ma anche se lo facessi la produzione attuale supererebbe di molto il fabbisogno del Canada”. Serve – ha ribadito il Ceo – lo stop dei dazi, per poter ritornare ad essere competitivi nel mercato statunitense dove la domanda per questo prodotto continua ad essere altissima. Ma ci vorrà del tempo, e da qui a quella data resta la grande incertezza per il destino degli operai licenziati e più in generale per l’economia di Hamilton che ruota attorno alla Stelco.
In alto, lo stabilimento della Stelco a Hamilton (foto Wikipedia)
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