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Energia, Carney accelera: avanti con il Pacific Link

TORONTO – La storia è tutta nei numeri: 1 milione di barili di petrolio al giorno, 1200 km di oleodotto, un ricavo annuo di 20 miliardi di dollari per un investimento di 4 miliardi. È questo il progetto presentato ieri dal primo ministro Mark Carney insieme alla premier dell’Alberta Danielle Smith, con la decisione di attribuire al progetto Pacific Link – chiamato in precedenza West Coast Pipeline – la dicitura di “grande opera di interesse nazionale”: è la prima volta, non era mai successo dall’approvazione della legge avvenuta lo scorso anno. E non è un dettaglio da poco, visto che questa certificazione fa sì che vengano quasi del tutto eliminate le lungaggini burocratiche e la moltiplicazione degli studi sull’impatto ambientale previsti dalla legge ordinaria, con la compressione dei tempi e la certezza di arrivare alla costruzione di una determinata infrastruttura.

Anche la tempistica è stata annunciata dal governo federale e da quello provinciale dell’Alberta: finalizzazione del progetto con la partecipazione dei privati entro il settembre del 2027, inizio immediato dei lavori che dovrebbero portare al completamente dell’oleodotto entro tra il 2032 e il 2033. Stando al progetto, la pipeline partirà da Bruderheim, cittadina dell’Alberta nel cuore delle regioni petrolifere delle sabbie bituminose, per arrivare a Delta, sulla costa pacifica della British Columbia: da qui il petrolio trasportato dall’oleodotto – circa 1 milione di barili al giorno – verrà imbarcato nelle grandi petroliere dirette verso i ricchi mercati asiatici.

Con la valutazione media di 60 dollari al barile, i ricavi in un anno dovrebbero raggiungere quota 20 miliardi di dollari.

“Il Canada – ha dichiarato Carney – ha un’opportunità generazionale per diventare una superpotenza energetica globale. Per creare centinaia di migliaia di buoni posti di lavoro. Per trasformare la nostra economia. Per diversificare il nostro commercio. Per diventare meno dipendenti da un unico partner commerciale. Per raggiungere una maggiore autonomia strategica, così da poter continuare a vivere le nostre vite come desideriamo. Pacific Link è fondamentale per questa missione. Per cogliere questa opportunità, stiamo costruendo insieme – con coraggio, sostenibilità e in vera partnership con i Popoli Indigeni”.

“Oggi – gli ha fatto eco la Smith – segna una vittoria significativa per il futuro energetico dell’Alberta e del Canada. L’inserimento di Pacific Link come progetto di interesse nazionale dimostra cosa si può ottenere quando i governi collaborano per far avanzare le infrastrutture di costruzione nazionale. Oggi segna un passo importante verso l’espansione dell’accesso ai mercati, il rafforzamento della nostra economia e il rafforzamento della posizione dell’Alberta come fornitore globale di energia affidabile”.

Secondo il progetto annunciato ieri, Canada e Alberta condivideranno la proprietà pari di Pacific Link. Alle comunità indigene sarà offerta una quota minima del 10%, finanziata attraverso i Programmi di Garanzia dei Prestiti Indigeni di Canada e Alberta. Parteciperà al progetto anche Pembina Pipeline Corporation, un investitore del settore privato e sta mettendo a disposizione la sua esperienza.

Nel corso del prossimo anno verranno effettuati gli studi di impatto ambientale e le consultazioni, prima di iniziare i lavoro a settembre 2027.

“Questo – si legge in una nota del Pmo – trasformerà il modo in cui il Canada costruisce le principali infrastrutture, dando a investitori e costruttori la certezza necessaria per portare avanti i progetti. Pacific Link ridurrà la nostra dipendenza dagli Stati Uniti permettendo al Canada di esportare un ulteriore milione di barili al giorno verso mercati in crescita in Asia.

Creerà 140.000 posti di lavoro in tutto il paese e genererà oltre 20 miliardi di dollari di PIil all’anno, e 100 miliardi di dollari di entrate governative entro il 2060 – entrate che aiuteranno a costruire le infrastrutture e le abitazioni di cui gli abitanti dell’Alberta, della British Columbia e di tutti i canadesi hanno bisogno, e proteggerà i programmi sociali di cui fanno affidamento quotidiano, dalla sanità all’assistenza all’infanzia”.

“Questo gasdotto – conclude la nota del Pmo – è una parte della più ampia missione del governo del Canada di trasformare la nostra economia, raddoppiare le nostre esportazioni non statunitensi nel prossimo decennio, creare decine di migliaia di buoni posti di lavoro, attrarre miliardi in nuovi investimenti e sbloccare il nostro pieno potenziale come superpotenza energetica globale”.

Nella foto in alto, il primo ministro Mark Carney e la premier dell’Alberta Danielle Smith

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