Canada

Pressing di Carney sull’economia, ma scoppia la grana degli appalti

TORONTO – Forcing del governo sul Bill C-39. Il primo ministro Mark Carney si è posto l’obiettivo di una rapida approvazione della nuova legge quadro sull’economia e sul lavoro, un corposo pacchetto di riforme che punta a stimolare la crescita di fronte agli scossoni provocati dalla guerra commerciale con gli Stati Uniti. Ieri i deputati alla House of Commons sono tornati a discutere il testo di 243 pagine, con il documento che verrà inviato in una commissione creata ad hoc invece che alla Standing Committee.

Il leader liberale vuole spingere sull’acceleratore perché tra i vari provvedimenti contenuti nel disegno di legge c’è anche la codificazione del concetto di “interesse nazionale”, uno strumento che può essere utilizzato dal governo per l’avvio della costruzione delle grandi opere, che di fatto taglia le lungaggini burocratiche e limita i ritardi rappresentati dagli studi sull’impatto ambientale e sulle successive review: nel caso in cui la misura dovesse diventare legge, l’intero procedimento di valutazione non potrebbe durare più di un anno.

Allo stesso tempo il Bill C-39 contiene anche il controverso provvedimento che di fatto va a limitare il diritto di sciopero, con la concessione al ministro del potere di porre fine a una vertenza sindacale nel caso in cui venisse messo in gioco “l’interesse nazionale”. Una misura questa che è stata fortemente contestata dai sindacati, al contrario della promozione a pieni voti da parte del ministro del Lavoro Patty Hajdu, secondo la quale gli effetti della riforma sarebbero contrari: per l’esponente liberale, la legge aumenterebbe il potere negoziale del sindacato nelle vertenze.

Resta da capire come si muoveranno le opposizioni. L’Ndp ha già annunciato la sua piena contrarietà alla riforma, mentre i conservatori sono stati messi in una posizione scomoda, perché quelle proposte dal governo liberale assomigliano molto a politiche tipiche di un governo di destra, lontane anni luce dalle spinte progressive dei governi guidati da Justin Trudeau.

Ma mentre il primo ministro punta con forza all’approvazione della riforma, scoppia improvvisamente la grana degli appalti pubblici. Stando a inchiesta pubblicata ieri sul Toronto Star, infatti, l’esecutivo di Ottawa non avrebbe rispettato i dettami delle sue politiche del Buy Canadian mentre ci troviamo nel bel mezzo della guerra commerciale con gli Stati Uniti.

A quanto pare il governo guidato da Carney avrebbe concesso contratti pubblici ad aziende americane per un valore di 7,8 miliardi di dollari e questo nonostante la dichiarata volontà a favorire le aziende canadesi.

La linea di Ottawa è stata chiara: tra il marzo 2025 e il luglio 2026, gli appalti governativi sono andati ad aziende canadesi per un valore totale di 22,4 miliardi, mentre solo 1,2 miliardi sono stati attribuite a compagni americane. Ma il problema – mette in luce l’inchiesta – è lo stabilire la bandiera di una determinata multinazionale.

In realtà, appalti con un valore complessivo di 7,8 miliardi di dollari sono stati vinti da aziende americane con filiali canadesi.

Le opposizioni su questo punto sono pronte a dare battaglia.

In alto, il primo ministro Mark Carney (foto: X – Carney)

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