Canada

Cannabis, il settore rischia
di andare… in fumo

TORONTO – Quasi quattro anni dopo la legalizzazione della cannabis in Canada, ieri il governo federale ha annunciato che inizierà la revisione del Cannabis Act: in forte ritardo, dunque, visto che doveva aver luogo quasi dodici mesi fa.

Secondo Health Canada, “la revisione legislativa deve studiare l’impatto della legge sulla salute pubblica. In particolare, deve considerare l’impatto sulla salute e le abitudini di consumo dei giovani rispetto alla cannabis”. Ma in realtà il problema è anche economico: a quanto pare, da quando “l’erba” è stata legalizzata in tutto il Canada nell’ottobre 2018, dopo un vero e proprio “boom” di marijuana shops si è registrato un graduale spostamento verso l’illegalità che sta mandando, oggi, in crisi le attività regolari. E l’industria della cannabis rischia di andare… in fumo.

Chi opera nel settore, parla di tasse alle stelle, sovraccarichi del governo e restrizioni pubblicitarie, con il risultato che a proliferare è il mercato nero. Non solo: anche la concorrenza legale è spietata, visto che i governi provinciali stanno distribuendo troppe licenze di vendita al dettaglio, con il risultato che le strade cittadine si stanno saturando di negozi, come rileva Nima Derak, dirigente di Leafythings, directory di cannabis online. Toronto, tanto per fare un esempio, ha più negozi di “erba” che Tim Hortons.

“Molte di queste attività andranno in bancarotta, perderanno i risparmi di una vita”, spiega Derak a CTV, anche se molti proprietari di negozi di cannabis legali e regolamentati indicano il mercato nero come il vero problema. George Smitherman, il presidente del Cannabis Council of Canada, segnala infatti che “ci sono vetrine di negozi al dettaglio illegali e considerevoli servizi di consegna illegali che sono in gran parte ignorati (dalle autorità)”.

E per chi opera legalmente, dicevamo, la tassazione è altissima. Un rapporto commissionato dal Cannabis Council of Canada rileva che in Ontario ogni grammo di “erba” è tassato collettivamente per oltre il 27% dai governi provinciale e federale. Un ulteriore ricarico di quasi il 19% viene quindi applicato dal governo dell’Ontario. Il tutto, prima che il prodotto arrivi sul mercato per la vendita. “Nessun altro settore potrebbe far fronte ad un morso fiscale del genere”, afferma Smitherman.

Nel frattempo, il mercato nero funziona senza pagare un centesimo di tasse. Smitherman crede che le autorità debbano trovare un modo per chiudere le attività illegali. “C’è un corpo di regolamentazione significativo, ma nessuno sta facendo nulla al riguardo”.

Anche i coltivatori regolamentati su larga scala e i produttori di cannabis si ritrovano con la fetta più piccola della torta, con conseguenti licenziamenti di massa e con le azioni in calo nei grandi attori del settore canadese come Aurora Cannabis e Canopy Growth. Nel 2019, le azioni di Canopy Growth avevano raggiunto quasi $ 70, oggi sono scese a circa $ 4 per azione. E questa settimana Aurora Cannabis ha riportato una perdita nel quarto trimestre di oltre $ 600 milioni.

La revisione del Cannabis Act, lanciata ieri dal ministro della Salute, Jean-Yves Duclos, e dal ministro delle Dipendenze, Carolyn Bennett, riprenderà in esame la legge, che al momento fissa un “tetto” massimo di 30 grammi di marijuana per l’acquisto ed il possesso, limita l’accesso dei giovani alla sostanza e stabilisce requisiti di sicurezza per la coltivazione, la vendita e il trasporto dellla cosiddetta “erba”.

L’ambito della revisione sarà ampliato oltre quanto richiesto dalla legge per includere uno sguardo agli impatti economici, sociali e ambientali della cannabis condotto da Morris Rosenberg, ex viceministro della Giustizia e viceprocuratore generale del Canada, con un gruppo di quattro esperti che devono ancora essere nominati.

“Se non ci saranno grandi cambiamenti, ci sarà sicuramente un danno per l’industria”, dicono gli operatori del settore. Tra le richieste, sgravi finanziari e meno “paletti” al confezionamento ed allo smercio della marijuana. “Paletti” che, al momento, valgono solo per chi opera legalmente.

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