Canada

Il taccuino mundial del Corriere / Biglietti, pagliacciata infinita

TORONTO – Gianni Infantino ha gridato ai quattro venti che questo sarà il Mondiale dei record. Spettacolo, gol, emozioni: l’edizione del 2026 supererà di gran lunga le 22 precedenti Coppe del Mondo. Sarà.

Intanto un primato – poco invidiabile, a dire il vero – questa edizione lo ha già registrato. A poche ore dal fischio d’inizio dell’esordio del Canada a Toronto contro la Bosnia Erzegovina, sono ancora disponibili centinaia di biglietti. Una roba mai vista, in nessuna edizione del Mondiale.

Al momento in cui siamo andati in stampa, sul sito della Fifa era possibile comprare 20 biglietti alla modica cifra di 1.370 dollari l’uno, 148 biglietti a 2.300 dollari e ben 253 a 3.135 dollari. Senza dimenticare che una ventina di posti per vedere le due gloriose nazionali in questione erano ancora liberi, con i biglietti a quota 4.705 dollari.

Ma non si tratta di un problema limitato al Bmo Field di Toronto. Sempre secondo la Fifa, ci sono ancora 180mila biglietti invenduti, tra Stati Uniti e Messico.

Un fenomeno mai successo, un record per dirla alla Infantino. E quali sono le ragioni? La prima, la più logica e la più evidente, sono i prezzi: vergognosamente alti, clamorosamente inaccessibili per il tifoso medio. Quello che Infantino dimentica è che il calcio è uno sport popolare, non d’élite. Il poter assistere a una partita dal vivo non dovrebbe essere un privilegio riservato a pochi. Anzi al contrario si dovrebbe cercare di favorire l’accesso alle gare proprio a quelle fasce che fanno più fatica.

La seconda ragione è presto detta: il Mondiale a 48 squadre, la maggior parte di basso o bassissimo livello, non ha lo stesso appeal di un format più ristretto e qualitativo.

Insomma, al fascino di una Senegal-Iraq si può tranquillamente resistere senza troppi rimorsi. Le gare interessanti, semmai saranno nella fase ad eliminazione diretta. Ma lì, per assistere a una gara, sarà necessario andare in banca ad accendere un mutuo, e sperare che basti.

More Articles by the Same Author: