Tariffe Usa, si lavora su una bozza d’accordo
TORONTO – Il pressing del governo canadese ha dato i suoi frutti. Dominic Leblanc e Jamieson Greer, a conclusione del vertice di martedì a Washington – il terzo incontro in pochi giorni – avrebbero dato il loro benestare a una bozza d’accordo preliminare che dovrà essere presentata a Donald Trump prima dell’entrata in vigore delle nuove tariffe Usa, il prossimo 19 agosto.
È quindi una corsa contro il tempo, visto che Ottawa vuole assolutamente evitare questo nuovo round di dazi doganali e l’amministrazione americana preferirebbe trovare una soluzione negoziale rispetto all’ennesimo escalation della guerra commerciale, che dura da oltre 18 mesi. Al momento mancano i dettagli su questa bozza, visto che tra l’altro le due parti in causa non hanno voluto rilasciare dichiarazioni in merito. Nei prossimi giorni – questo è certo – dovranno essere limati ancora alcuni punti, ma le fondamenta per superare lo stallo sono state gettate.
Nell’ultima settimana era circolata l’ipotesi – mai smentita dal ministro con la delega al Commercio Canada-Usa – della possibile creazione di un sistema di quote per limitare le esportazioni di acciaio e alluminio negli Stati Uniti, in cambio di un significativo abbassamento delle tariffe che entreranno in vigore il 19 agosto. È molto probabile che lo stesso LeBlanc e il rappresentante al Commercio Usa abbiano lavorato proprio su questo progetto come base di un futuro accordo. A lasciare ben sperare è quindi la riattivazione di un dialogo diretto tra Ottawa e Washington dopo un lungo periodo di silenzio: basta pensare che prima di questi tre incontri, l’ultimo meeting a questo livello aveva avuto luogo 7 mesi fa.
Senza dimenticare che parallelamente alla trattativa sui dazi, sta procedendo – a singhiozzo, a dire il vero – anche il negoziato per il rinnovo del Cusma, che ha una valenza molto più importante e che comunque è intimamente legato alle tariffe americane.
Sempre ieri è stato presentato uno studio che getta nuove ombre sui traballanti rapporti con Washington. Secondo la Canadian Federation of Independent Business se il 19 agosto dovessero entrare in vigore le nuove tariffe, un grosso numero di produttori canadesi perderebbe circa la metà delle loro entrate. Secondo la ricerca circa due esportatori canadesi su cinque hanno dichiarato di esportare attualmente un prodotto negli Stati Uniti che rientrerebbe nell’ambito dei nuovi dazi in ingress. Di questi, più di tre quarti (77 per cento) ha dichiarato di aspettarsi di perdere entrate se i dazi verranno approvati e più di uno su tre (35 per cento) ha ammesso di rischiare di perdere almeno la metà o più dei propri ricavi.
“La maggior parte di queste aziende opera da tempo con l’assunzione che i prodotti conformi alla CUMA rimarrebbero privi di dazi”, ha dichiarato il presidente del CFIB Dan Kelly.
“La prospettiva di perdere vendite, ridurre drasticamente i prezzi o dover spostarsi completamente verso nuovi mercati sta generando molta ansia per i piccoli esportatori in vista del 19 agosto”.

