Con la fine del Cusma subito a rischio 100mila posti di lavoro
TORONTO – Senza il Cusma il Canada verrebbe travolto da uno tsunami occupazionali senza precedenti: e già nell’immediato verrebbero bruciati più di 100mila posti di lavoro. È questa la catastrofica istantanea scattata da un rapporto pubblicato ieri dal Canadian American Business Council, che mette in luce come l’ipotetica fine dell’accordo di libero scambio nordamericano metterebbe in ginocchio la nostra economia.
In termini occupazionali, si legge nello studio, solamente nel 2027 in Canada verrebbero spazzati via 102mila posti di lavoro, con un effetto domino che si farebbe sentire anche negli anni successivi. Negli Stati Uniti, di fronte al possibile accantonamento del Cusma, il salasso occupazionale sarebbe di 214mila posti di lavoro perduti e anche in questo caso l’onda lunga verrebbe avvertita nel medio e lungo termine.
Al contrario – afferma il rapporto del Canadian American Business Council – se il Cusma venisse rinnovato, entrambi i Paesi registrerebbero effetti benefici sul fronte occupazionale: in Canada verrebbero creati 98mila posti di lavoro, 137mila negli States. In questo momento il Cusma si trova in una sorta di limbo che alimenta incertezza e instabilità: la deadline per il rinnovo del primo luglio è passata senza un accordo per il rinnovo da parte di Canada, Messico e Stati Uniti.
Formalmente l’accordo è ancora in vigore, ma visto il mancato via libera per altri 16 anni il trattato sarà oggetto di revisione con una cadenza annuale.
Stando al rapporto presentato ieri, gli effetti del potenziale accantonamento tout court del Cusma non sarebbero limitati al fronte occupazionale, ma avrebbero delle conseguenze estremamente pesanti anche nella produttività, negli investimenti e più in generale nella crescita economica: difficile pensare che anche un solo comparto del tessuto produttivo dell’economia canadese sarebbe in grado di passare indenne la fine dell’accordo di libero scambio e l’ipotesi di una futura recessione diventerebbe una certezza.
Sempre ieri il ministro con in mano la delega per il Commercio Canada-Usa, Dominic LeBlanc, si è incontrato a Washington con il rappresentante al Commercio dell’amministrazione Usa, Jamieson Greer. Quello di ieri è stato il terzo incontro nel giro di pochi giorni, dopo che per sette mesi non c’era stato alcun meeting.
A quanto pare, si starebbe lavorando a una bozza d’intesa sui dazi da presentare a Donald Trump entro lunedì prossimo: un piccolo ma significativo passo avanti rispetto allo stallo delle ultime settimane.
In alto, Jamieson Greer e Dominic LeBlanc

