“Wisteria”, la mitica metamorfosi dell’amore
TORONTO – Per gli appassionati di fantasy romantic indie, Wisteria offre una visione cinematografica interessante e riflessiva. Distribuito da Indiecan Entertainment, il film è in scena questa settimana al Carlton Cinema di Toronto dal 10 luglio a giovedì 16 luglio, con proiezioni giornaliere alle 18:30. Il pubblico del weekend di apertura potrà anche assistere a sessioni speciali di domande e risposte post-proiezione con il team creativo.
Il film rappresenta una tappa significativa come debutto alla regia di lungometraggio della regista Nina Moscone Marrese. Avendo già fatto le prime fatiche scrivendo e producendo cortometraggi narrativi come Bien, Tile Man, e il dramma sugli immigrati del dopoguerra The Junction, Marrese prende con grazia la sedia del regista del lungometraggio.
Collaborando strettamente con il co-regista e direttore della fotografia Russ De Jong, la partnership creativa appare coesa e rifinita. Insieme, offrono una serie di bellissimi inquadrature e un ritmo narrativo fluido che aiutano a radicare la premessa magica del film.
Toronto viene anche apertamente presentata come se stessa, invece di essere una metropoli americana generica. Permettendo alla città di mantenere la propria identità, i registi conferiscono alla storia un fascino radicato e distintivamente locale che evita di sembrare forzata. Istituzioni di riferimento sono intrecciate con fluidità sullo sfondo con immagini ampie che esaltano le qualità oniriche e romantiche della storia, creando uno sfondo atmosferico per il complesso viaggio emotivo di Alana.
Al centro di questa storia d’amore ci sono gli attori principali Caitlyn McNerney e Joseph Marrese, che danno vita ai personaggi di Alana e Jack con vera calore e sincerità. McNerney offre una performance profondamente commovente che porta con sé il peso emotivo della storia, catturando il dolore profondo di Alana e la speranza duratura con una sfumatura incredibile. Accanto a lei, Joseph Marrese porta una presenza sullo schermo gentile e radicante che rende il loro legame centrale davvero genuino, offrendo al pubblico un rapporto per cui vale la pena tifare nel tempo.
Il trionfo più ambizioso del film è come integra l’arte dell’Alto Rinascimento e la mitologia romana nella trama. La narrazione attinge direttamente alla poesia epica delle Metamorfosi di Ovidio e alla celebre serie di dipinti Amori di Giove di Antonio da Correggio, evidenziati durante la visita di Alana alla galleria viennese dove sono alloggiati.
Marrese e De Jong rispecchiano queste metafore visive direttamente con la narrazione principale. Jack non può tornare da Alana nella sua forma fisica originale, così il destino lo riporta in un recipiente completamente diverso: il giovane protetto musicale, Gustav. Questo parallelo premia il pubblico con un’immensa profondità narrativa, dimostrando che i miti antichi possono ancora dare vita alle storie d’amore moderne.
In definitiva, Wisteria è un tentativo di porre domande molto più ampie ed esistenziali sulla connessione e le relazioni umane. È un film che ti lascerà a fissare i rampicanti di glicine, chiedendoti chi potrebbe cercarti nella prossima vita.
Come nota la stessa Marrese, “Wisteria esplora la tensione tra destino e scelta attraverso un mondo dove amore, memoria e magia sono profondamente intrecciati. Nel suo cuore, il film parla di trovare luce in luoghi incerti e scoprire che la magia più potente si trova spesso nella connessione umana”.
Massimo Volpe, autore di questo articolo, è un filmmaker e scrittore freelance di Toronto: scrive recensioni di film/contenuti italiani su Netflix




