Canada

Incendi in B.C. : dopo la fuga anche il rientro è un dramma. «Abbiamo perso tutto, adesso non dimenticateci»

OKANAGAN VALLEY — C’è chi torna a casa e trova ancora la propria abitazione in piedi. E c’è chi torna e non trova più nulla. Tutto divorato dalle fiamme. Bruciato, incenerito. Perduto.

Mentre alcuni residenti iniziano a rientrare nelle proprie abitazioni nell’area di Summerland, dopo l’evacuazione di massa della scorsa settimana provocata dal devastante incendio di Bald Range, il quadro che emerge dalla Okanagan Valley, in British Columbia, è tutt’altro che uniforme.

Se a Summerland, dove diverse decine di case sono andate distrutte, è gradualmente iniziata la fase del rientro, la comunità di Faulder/Meadow Valley, nell’Area F del Regional District of Okanagan-Similkameen e direttamente alle spalle di Summerland, è stata colpita molto più duramente. Gran parte della comunità rimane sottoposta ad un ordine di evacuazione, l’incendio è ancora fuori controllo e l’entità complessiva della devastazione deve ancora essere accertata. E ciò che rimane è davvero molto poco.

«La nostra comunità ha perso il 90% o più delle abitazioni e delle proprietà», ci ha raccontato Joel Patan, residente di Faulder/Meadow Valley. «Anche la mia casa è stata completamente distrutta dalle fiamme», come mostrano le fotografie del prima e del dopo che pubblichiamo in alto.

Patan, che abbiamo contattato lunedì pomeriggio via-Messenger, si trova attualmente a Penticton, dove vive nel seminterrato della suocera insieme alla moglie Kelly, alle figlie Chloe e Blake, di cinque e tre anni, ai loro due cani e al gatto. Una famiglia bella e numerosa (nella foto sotto) che non ha ancora potuto fare un vero rientro a casa, anche perché l’accesso a Faulder/Meadow Valley rimane fortemente limitato: in alcuni casi vengono rilasciati permessi temporanei di accesso sulla base delle necessità, mentre alcuni residenti che sono rimasti sul posto continuano a vigilare sulla comunità. «Non siamo ancora riusciti a tornare davvero», spiega Patan. «Ci sono permessi temporanei di accesso. Soltanto alcuni dei nostri vicini hanno potuto rimanere per tenere tutti al sicuro da eventuali riprese dell’incendio, dare da mangiare agli animali e assicurarsi che non ci siano saccheggiatori».

Sempre più famiglie stanno ottenendo un accesso temporaneo alle proprie proprietà, ma la situazione rimane estremamente incerta. «La vera entità della devastazione non è ancora stata confermata, perché la nostra zona è ancora considerata un’area di evacuazione e gli incendi sono ancora fuori controllo. La situazione è in continua evoluzione».

Per Patan, tuttavia, la preoccupazione non riguarda soltanto la distruzione immediata. C’è anche il timore che la devastazione subita dalla sua comunità possa passare in secondo piano mentre aree più conosciute, come Summerland, iniziano a riaprire. «Piangiamo per entrambe le nostre comunità», dice Joel. «Ma abbiamo paura che la nostra venga dimenticata». E per cercare di scongiurare proprio questo rischio, Patan e la moglie Kelly hanno deciso di raccogliere donazioni e offerte di aiuto, mettendo a disposizione la sede della loro azienda di famiglia a Penticton, “Patan Heating” (una società che si occupa di riscaldamento e climatizzazione), per aiutare le persone colpite dall’incendio.

Nel giro di pochi giorni, il loro negozio si è di fatto trasformato in un “Free Store” per le famiglie che hanno perso tutto, dove vengono raccolti e distribuiti beni di prima necessità. I primi volontari, tra dipendenti di “Patan Heating”, familiari, amici e perfetti sconosciuti, si sono presentati spontaneamente per organizzare le donazioni, accogliere le famiglie e distribuire i beni essenziali: prodotti per la pulizia, contenitori e borracce riutilizzabili, batterie, materiale scolastico e buoni regalo per le spese più urgenti.

«Le foto che ho condiviso sui social media», racconta Joel, riferendosi alle immagini come quella che pubblichiamo qui sopra, «mostrano solo alcuni dei nostri incredibili volontari: famiglie che hanno perso tutto e che stanno aiutando altre famiglie che hanno a loro volta perso tutto, dipendenti e loro familiari, amici e perfetti sconosciuti che sono semplicemente entrati dalla porta pronti a dare una mano. Ogni persona che seleziona ed organizza i materiali, rifornisce gli scaffali, trasporta scatole, pulisce, mette ordine o semplicemente chiede: “Cosa posso fare?” sta facendo la differenza».

Parallelamente, è stata avviata online una raccolta fondi GoFundMe (qui: “Bald Range Wildfire Relief – Faulder & Summerland“) per sostenere le famiglie colpite dall’incendio. L’obiettivo è creare un fondo che possa intervenire laddove assicurazioni, programmi di emergenza ed altre forme di assistenza non riescano a coprire tutte le necessità che emergeranno nei prossimi giorni, settimane e mesi.

Come spiega Patan, «non si tratta di sostituire l’incredibile assistenza già disponibile, ma di integrarla e colmare le lacune che emergeranno durante il lungo percorso verso la ripresa». Un percorso lungo e tutt’altro che facile, ma nel quale la comunità è più unita che mai. «More hands make less work», dice Joel. “Più mani rendono il lavoro più leggero”. Ed è questo il messaggio che guida la comunità di Faulder/Meadow Valley mentre affronta questa nuova fase dell’emergenza incendi. Forse persino più difficile di quella dell’evacuazione.

(Tutte le foto sono state gentilmente fornite da Joel Patan, attraverso la sua pagina Facebook

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