Il taccuino mundial del Corriere / Trump, Infantino, il cartellino che scotta: il calcio come sport è morto e sepolto
TORONTO – Ai Mondiali ne abbiamo viste di tutti i colori. Morsi suareschi e testate zidaniane, biscotti in salsa tedesca e mani di Dio in salsa argentina, arbitraggi vergognosi e gol fantasma decisivi. Ma questa mancava alla galleria degli orrori Mundial: la squalifica, dopo un rosso diretto, tolta per volere di un presidente americano. Non ci azzardiamo a chiamarlo scandalo, perché gli scandali sono una cosa seria. Questa roba è molto peggio. È una pagliacciata senza precedenti, una farsa, una buffonata che mina alle fondamenta un’edizione della Coppa del Mondo, quella 2026, già abbastanza discutibile, causa l’allargamento folle a 48 squadre – molte delle quali davvero improbabili e improponibili – o il cooling break forzato di tre minuti per incassare lauti assegni miliardari.
Lo stop alla squalifica del centravanti americano Balogun, che si era beccato l’espulsione per un intervento killer sul bosniaco del Sassuolo Muharemovic, ha alzato l’asticella, provocando le proteste e l’indignazione di decine di federazioni, allenatori, fino all’Uefa, ha bollato la decisione come “senza precedenti, incomprensibile e ingiustificata”.
Ma la cosa più divertente è che non c’è nemmeno stato bisogno di scomodare teorie cospirazioniste, terrapiattiste e negazioniste per arrivare alla verità. È stato lo stesso inquilino della Casa Bianca ad ammettere di aver contattato il presidente della Fifa Gianni Infantino per chiedergli di cambiare la decisione. “Sì, ho chiesto una revisione alla Fifa – ha detto Trump – Tutto quello che ho fatto è stato chiedere una revisione, perché non pensavo fosse fallo. E questo arbitro, che è un po’ sospetto, se controllate il suo passato… Non voglio dirlo perché non mi piace creare polemiche, ma è molto sospetto”.
Robe dell’altro mondo, davvero. Senza dimenticare che Trump è pure diventato un esperto di calcio, pardon soccer come si chiama da queste parti. “Ho visto l’azione. Sono una persona che ama lo sport, sono stato un buon atleta e capisco davvero molto bene lo sport. Molto bene. E quello non era fallo. Non era nemmeno un’infrazione. Erano due ragazzi che correvano a tutta velocità e si sono scontrati. Non puoi prendere il piede e piazzarlo perfettamente sul piede di un altro mentre stai andando a quella velocità. Erano due grandi atleti che si sono intrecciati”.
Due atleti che si sono “intrecciati”. Già. E questo basta a buttare all’aria le regole. Ci piacerebbe sapere come e quando lo stesso Trump e Infantino si siano “intrecciati”, e quelli accordi e prebende abbia prodotto questo “intrecciamento”. Come abbiamo già accennato alla vigilia del Mondiale, questo non è più calcio, ma semplice intrattenimento, pura finzione, da consumare senza farsi troppe domande. Come cantavano i 99 Posse, meglio non pensare, che può fare male.
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