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G7, l’accordo in Iran stravolge il summit

TORONTO – Entrano nel vivo oggi i lavori del Summit G7 di Evian. Dopo l’arrivo dei leader nel pomeriggio di ieri e la cena ufficiale di benvenuto, i capi di Stato e di governo delle principali potenze economiche mondiali inizieranno ad affrontare i dossier in agenda del vertice, tenendo conto delle novità delle ultime ventiquattr’ore che hanno cambiato le carte in tavola.

Donald Trump, blindato l’accordo con Teheran dopo uno stallo durato mesi, arriva al meeting in una posizione di forza, visto che da più parti era partita l’accusa di aver provocato in modo avventato la crisi dello Stretto di Hormuz senza aver previsto le conseguenze e le ripercussioni economiche. L’accordo strategico siglato tra gli Stati Uniti e l’Iran stravolge completamente l’ordine del giorno e gli equilibri politici del vertice. La svolta diplomatica per porre fine al conflitto in Medio Oriente, arrivata alla vigilia del summit, sposta il focus dei leader mondiali dalla gestione di una crisi bellica attiva alla pianificazione della stabilità geopolitica ed economica globale.

Il vertice non si trova più a dover gestire l’attesa di una tregua, ma l’impatto concreto delle sue conseguenze immediate. Partendo, ovviamente, dalla riapertura dello Stretto di Hormuz: ileader del G7 devono coordinare la logistica per garantire la riapertura in sicurezza del canale marittimo, vitale per il commercio mondiale.

La Francia e il Regno Unito hanno già dichiarato pronte le proprie risorse navali per scortare e monitorare il traffico nello Stretto. Anche l’Italia si è detta disposta a inviare navi, previo passaggio parlamentare.

Il G7 torna a fare pressione affinché Teheran accetti controlli stringenti ed eviti in modo verificabile lo sviluppo di armi atomiche.

La dichiarazione congiunta di Canada, Regno Unito, Francia, Germania e Italia definisce l’intesa un “breakthrough” necessario per stabilizzare i mercati: i cinque Paesi si sono detti pronti a eliminare le sanzioni economiche e petrolifere contro l’Iran in risposta a passi verificabili sul nucleare.

Il settore economico del G7 respira dopo mesi di fortissime pressioni inflazionistiche legate ai costi dell’energia e l’annuncio dell’accordo ha immediatamente allentato la tensione sui mercati finanziari, provocando una discesa dei prezzi del greggio grazie alla prospettiva del ritorno del petrolio iraniano sui mercati globali.

Ma ovviamente quello di Evian non sarà un G7 monotematico. Resta da sciogliere il nodo del conflitto in Ucraina, anche alla luce del violento bombardamento di ieri di Kiev. Nonostante l’attenzione sul Medio Oriente, il sostegno a Kiev rimane una priorità assoluta per il blocco occidentale. Alla presenza del presidente Volodymyr Zelensky, si discutono i costi della futura ricostruzione e nuove misure per inasprire le sanzioni contro la Russia.

Al Summit è poi prevista uan sessione a parte sul fronte degli squilibri economici, con la discussione che si focalizzerà sulle crescenti frizioni commerciali e macroeconomiche globali

Senza dimenticare, infine, come in agenda rimangono altri due temi chiave: il controllo dell’Intelligenza Artificiale e la lotta contro il cancro, che per la prima volta verrà dibattuta a livello G7.

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