Covid-19 in Canada:
più di 50mila decessi dal 2020

di Marzio Pelu del 25 January 2023

TORONTO - 25 gennaio 2020: un uomo sulla cinquantina arrivato a Toronto da Wuhan, in Cina, epicentro dell'epidemia di Covid-19, e diventa il primo caso "presunto" del nuovo coronavirus in Canada. Sono passati tre anni esatti e da allora più di 50.000 canadesi sono morti dopo aver contratto il Covid-19, secondo i dati diffusi lunedì dalla Public Health Agency of Canada (PHAC). Ieri, 24 gennaio, la dashboard della Johns Hopkins University, aggiornata costantemente, ne segnalava (per il Canada) 50.304.

Entrando nel dettaglio dei dati provinciali, secondo la PHAC la triste classifica dei decessi è guidata dal Quebec - unica provincia che riporta ancora quotidianamente i dati sul Covid-19 - con 17.865 vittime. L'Ontario ha il secondo più alto numero di vittime, 15.786, seguito da Alberta (5.470), British Columbia (5.007), Manitoba (2.403) e Saskatchewan (1.826).

Nel Canada Atlantico, New Brunswick e Prince Edward Island hanno registrato rispettivamente 762 e 85 morti, mentre Terranova e Labrador sono quota 297. La Nova Scotia ha registrato 706 decessi, mentre Yukon Territori del Nordovest e Nunavut - che hanno smesso di riportare i loro dati l'anno scorso - hanno confermato un totale di 61 morti dall'inizio del 2020, metà dei quali nello Yukon.

La strage, in realtà, sta continuando in maniera silenziosa: nonostante vaccini, trattamenti e generale immunità, muoiono ancora circa 40 canadesi al giorno, secondo un'analisi elaborata da Global News sulla base dei dati provinciali. Ma da tempo gli esperti di sanità pubblica affermano che il vero bilancio delle vittime (e dei contagi) è probabilmente molto più alto del conteggio "ufficiale": la variante Omicron più trasmissibile ha preso piede alla fine del 2021 e la maggior parte dei test viene eseguita privatamente a casa e non condivisa con le autorità sanitarie pubbliche. Non è quindi escluso che anche alcune vittime escano dal conteggio dei decessi ufficiali "per Covid-19".

Quanto ai ricoveri - dato di venerdì scorso - più di 4.400 canadesi sono attualmente ricoverati in ospedale con il Covid-19, inclusi oltre 240 pazienti in terapia intensiva, secondo i dati diffusi dalle Province: -10% rispetto ad una settimana fa. Una media di circa 1.800 nuove infezioni viene ancora confermata al giorno: -15% rispetto al tasso registrato due mesi fa.

Il Paese sta attualmente monitorando la diffusione di XBB.1.5, un sottolignaggio della sottovariante XBB di Omicron che finora è stata considerata dall'OMS la variante COVID-19 "più trasmissibile". La sottovariante, soprannominata "Kraken" sui social media, si sta diffondendo rapidamente in Asia e si ritiene che ora rappresenti circa la metà di tutti i nuovi casi negli Stati Uniti, secondo i centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie.

Venerdì scorso, il capo della sanità pubblica canadese, la dottoressa Theresa Tam, ha affermato che la diffusione della variante è aumentata dal 2,5% delle nuove infezioni canadesi all'inizio di quest'anno a circa il 7% alla metà di gennaio. Ha aggiunto che non è noto se XBB.1.5 diventerà il ceppo dominante in Canada come negli Stati Uniti nordorientali, dove rappresenta il 70% dei casi.

"Il numero assoluto di casi non sta aumentando in questo momento, né ci sono prove di una maggiore gravità con questa o altre nuove varianti", ha aggiunto Tam, citando la media complessiva dei casi calcolata su sette giorni ed il calo dei ricoveri. Da parte sua, la PHAC non ha ancora detto ufficialmente se considera XBB.1.5. una variante di preoccupazione. Non resta che aspettare e valutare i dati giorno dopo giorno.

Foto da https://www.gomrc.it

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