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Canada, incendi senza tregua: oltre 900 quelli attivi

TORONTO – Tornano a superare quota novecento (916 per la precisione) gli incendi attivi in Canada, da costa a costa: come si vede chiaramente nella mappa qui sopra (tratta dal sito del Canadian Wildland Fire Information System del governo federale, qui), l’intero Paese è attraversato dalle fiamme degli incendi che, in alcuni casi, arrivano addirittura ad “unire le forze” diventando ancora più devastanti. È quanto è successo con i due roghi che minacciano il villaggio di Clinton, in British Columbia, che si sono uniti nella tarda serata di sabato, un giorno dopo che l’incendio di Pear Lake aveva distrutto diverse strutture, comprese abitazioni, alla periferia della comunità.

Un aggiornamento del B.C. Wildfire Service – come riferisce  Global News  – ha reso noto che gli incendi di Pear Lake e Fiftynine Creek si sono fusi continuando, nella giornata di domenica, la loro avanzata verso nord e nord-est dell’area di Chasm, circa 20 chilometri a nord di Clinton.

Domenica, il servizio antincendi ha quindi aggiornato la mappa, indicando che la superficie stimata dei due incendi ormai uniti, Pear Lake e Fiftynine Creek, era di quasi 670 chilometri quadrati. Anche l’incendio di French Bar Creek, esteso per circa 250 chilometri quadrati, continuava intanto a bruciare più a nord-ovest, formando insieme agli altri il complesso di incendi denominato “Big Bar”.

Il Thompson-Nicola Regional District ha annunciato, domenica, che gli abitanti di 70 Mile e delle aree circostanti sarebbero stati raggiunti da un ordine di evacuazione a causa dell’incendio di Pear Lake. Ai residenti della zona è stato chiesto di prepararsi a lasciare le proprie abitazioni.

Alla giornata di ieri, erano ancora in vigore in tutta la British Columbia diverse decine di ordini di evacuazione e di allerte di evacuazione concentrate principalmente nelle regioni centrali e meridionali dell’entroterra della provincia. La situazione, quindi, soprattutto in certe zone è ancora di totale emergenza e le condizioni metereologiche non stanno certo aiutando. Infatti, anche se domenica nell’area metropolitana di Vancouver pioveva, non sono previste precipitazioni significative nella zona di Clinton, situata circa 350 chilometri più a nord-est. Anzi: la regione è interessata da una prolungata siccità che aumenta il rischio di nuovi focolai e favorisce un comportamento ancora più aggressivo del fuoco. E non mancano conseguenze per la qualità dell’aria, con allerte di varia gravità emesse da Environment Canada (qui) a causa del fumo che ha invaso anche le province circostanti.

Nei prossimi giorni è previsto l’arrivo in British Columbia di personale proveniente dagli Yukon Protective Services, da Alberta Wildfire e dal Messico per contribuire alle operazioni di spegnimento degli oltre 140 incendi attivi presenti in tutta la provincia. E la situazione non è migliore nelle altre province e nei territori del Canada: come dicevamo all’inzio, gli incendi attivi al momento in cui scriviamo (lunedì mattina, 27 luglio) sono, secondo i dati ufficiali del governo federale e del Canadian Interagency Forest Fire Centre (CIFFC –  qui), 916 dei quali 178 fuori controllo, 556 fuori controllo ma monitorati, 52 sotto contenimento e 130 sotto controllo. L’area dei Territori del Nord Ovest è la più colpita con 215 incendi, seguita dalle province dell’Ontario (159), Manitoba (154), B.C. (142), Québec (122), Saskatchewan (53), Yukon (25), Alberta (11), Newfoundland and Labrador (2) e Nova Scotia (2), mentre altri 31 roghi bruciano nei parchi nazionali. Dall’inizio dell’anno al momento in cui scriviamo, in Canada sono andati in fumo 3,7 milioni di ettari, ad un passo dalla media decennale che è di 3,8 milioni di ettari. Ma siamo ancora in luglio.

In alto, la “mappa” degli incendi in corso in Canada come appariva ieri mattina sul sito del Canadian Wildland Fire Information System. Ogni pallino corrisponde ad un incendio ed il colore rappresenta la gravità: rosso fuori controllo, giallo sotto contenimento, blu sotto controllo, viola fuori controllo ma monitorato

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