Brancolando nel buio
ma la scienza è più precisa

di Joe Volpe del 30 December 2021

TORONTO - Giusto perché nessuno si faccia un'impressione sbagliata, sono considerato completamente vaccinato per il Covid-19, e ho già fatto il richiamo ormai apparentemente obbligatorio per una maggiore efficacia. Né sono ideologicamente o filosoficamente un "anti-vaxxer". Né io né il Corriere ci occupiamo di diffondere cattive informazioni, falsità o teorie del complotto, soprattutto per quanto riguarda la salute e il benessere della popolazione, indipendentemente da razza, colore, sesso, età.

Detto questo, a due anni dall'inizio di questa “crisi sanitaria” alcune incoerenze richiedono un commento. Per quanto ci sforziamo di segnalare problemi in generale, raramente ce n'è uno che non sia correlato al Covid.

Questo in parte perché, come collettivo, sembriamo studenti svogliati, nonostante le [ormai sfacciatamente] vanagloriose vanterie all'inizio di questo calvario che noi canadesi abbiamo meno da preoccuparci per la diffusione del Covid a causa delle lezioni che abbiamo imparato nell'affrontare la Sars quasi due decenni fa (enfasi aggiunta). Confesso di non sapere più quali fossero quelle lezioni.

Chi fornisce la leadership? Esperti medici (nazionali, internazionali) o eletti politicamente? I politici proclamano la loro adesione servile ai consigli delle migliori competenze scientifiche. Non abbiamo prove che loro critichino le loro fonti, il processo che seguono o le procedure per raccogliere le informazioni più aggiornate su cui basano le loro decisioni per conto nostro. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ammette che la raccolta dei dati è stata incoerente, la segnalazione non è stata tempestiva e l'analisi è stata spesso casuale.

Ma, "per abbondanza di cautela" (ricordate quel disconoscimento) abbiamo accettato ciecamente praticamente tutto ciò che ci è stato propinato. Ora con la variante Omicron, ripetiamo la domanda posta da un giornalista della CBC al capo del tavolo scientifico in Ontario (parafrasando): quindi i vaccini non sono più efficaci? Al che ha risposto che la scienza sembra suggerire che la loro efficacia è scesa a circa il 14%. Accipicchia, e poi si parla di guadagnarsi la fiducia (sarcasmo intenzionale).

Tieni presente che circa l'86% della popolazione "ammissibile" e circa l'80% di tutti i canadesi sono stati vaccinati. Inoltre, ci era stato detto, che una volta raggiunto il 75% di infezione o vaccinazione avremmo raggiunto un'efficace “immunità di gregge”. Cosa è successo?

Qualcuno farebbe meglio a gestire una strategia di comunicazione che ispiri fiducia da e nei nostri leader. Quei leader politici hanno abbandonato il processo decisionale ai ricercatori di laboratorio i cui mezzi di sussistenza dipendono da fonti non sempre motivate da puro altruismo. Quegli esperti medici stanno prendendo decisioni politiche per le quali hanno scarsa preparazione: non servono mascherine, indossale se vuoi, devi indossarle, solo alcuni tipi sono efficaci… L'imperturbabile dottor Fauci del Centro per il Controllo delle Malattie dell'Istituto Superiore di Sanità, USA, ha affermato più di un anno fa che se il Covid-19 si trasmette per via aerea, l’hai già contratto.

Quindi cosa abbiamo misurato o testato mentre la nostra leadership politica armeggiava con le dinamiche economiche e sociali con cui ci eravamo abituati a confrontarci per decenni dopo la seconda guerra mondiale? All'improvviso, nonostante tutti gli "sforzi" e le precauzioni, in un giorno, gli Stati Uniti hanno annunciato 313.000 infezioni, Spagna 100.000, Francia 180.000, Regno Unito 168.000, Italia 78.000, Danimarca in lockdown totale per due settimane. I nostri esperti medici avvertono che i "nostri" numeri sono probabilmente da otto a dieci volte i numeri che annunciano (per l'Ontario, circa 9.000 al giorno).

Forse il dottor Fauci aveva/ha ragione: ce l'abbiamo tutti, la pandemia è diventata endemica. Ma cos'è che abbiamo? Siamo passati dall'abbondanza di cautela, alla paura, alla paranoia, all'iperbole, all'isteria. E dopo?

Siamo a fine anno. È un buon momento per mescolare le carte e impegnarsi in una riorganizzazione del messaggio, tornare indietro dall'iperbole e fornire alcune guide misurabili per un controllo efficace di ciò che dobbiamo sconfiggere.

(traduzione in Italiano a cura di Mariella Policheni)

PER LEGGERE I COMMENTI PRECEDENTI: https://www.corriere.ca/il-commento/

Potrebbero interessarti...

Il quotidiano italiano in Canada
Corriere Canadese
287 Bridgeland Avenue, Toronto, Ontario, Canada, M6A-1Z6
Tel: 416-782-9222 - Fax: 416-782-9333
Email:info@corriere.com
Advertise: advertise@corriere.com - Tel 416-782-9222 ext. 200
Obituary ad notice: lomutot@corriere.com - Tel 416-782-9222 ext. 211
Reset della password
Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.