Il Commento

Vaughan 2026: cooperazione per un successo garantito

TORONTO – Da un punto di vista municipale, i consiglieri comunali o regionali aspiranti sono nella fase in cui stanno registrando le proprie intenzioni di candidarsi prima di essere “tagliati fuori” o “blindati dentro”. A parte uno studio accademico delle tattiche politiche, la “corsa” nella città di Vaughan è, come si dice, praticamente già finita: manca solo lo spoglio.

A proposito, il voto e lo scrutinio si terranno il 26 ottobre 2026. Vaughan non è molto diversa da molte municipalità in Ontario: una volta che i candidati locali vengono eletti, è improbabile che vengano sostituiti, salvo eventi medici imprevisti, pensionamenti o gravi indagini di polizia.

Forse è giusto così. I consigli comunali decidono su sviluppo urbano, infrastrutture (fogne, drenaggio, accesso all’acqua, strade, trasporti, sicurezza – polizia e vigili del fuoco – marciapiedi, rimozione della neve, biblioteche e, sempre più spesso, servizi sociali (vengono in mente gli ospedali) che sono competenze ricevute dai governi federale o provinciale.

Le cose non sono affatto così semplici o nette, ma in generale, con piccole variazioni, questo è il mandato di chi si candida alle elezioni in autunno.

Non c’è spazio per il partigianato politico. Quando il tuo seminterrato si allaga o neve e ghiaccio rendono impossibile l’accesso alla tua abitazione, è poco pratico cercare l’intervento del “capo partito” locale. Tranne forse, fino a ora, in materia di istruzione, poiché il passaggio del Bill 101 ha offuscato le linee di responsabilità su chi possa essere ritenuto responsabile del successo e/o del fallimento dei nostri figli. Il prelievo destinato all’istruzione sulle proprietà rappresenta circa il 30% delle tasse immobiliari totali – il resto è contributo diretto della Provincia.

Nessun singolo rappresentante eletto a livello locale può sperare di affrontare tutte queste questioni senza la collaborazione dei colleghi in consiglio. Questa realtà è in parte il motivo per cui il premier Doug Ford ha introdotto la politica del “sindaco forte”, come incentivo affinché i consiglieri si orientino verso un sindaco capace di unirli e ottenere risultati.

Dal suo punto di vista, a Vaughan quel sindaco è Stephen Del Duca. Il primo cittadino è stato in passato ministro provinciale per un altro partito. Il premier, insieme a diversi attuali deputati provinciali, ministri e parlamentari federali, ha elogiato senza sosta il suo amico Stephen e i piani condivisi per rendere Vaughan “Where You Want to Be”.

La location e l’atmosfera (interni ed esterni) riflettevano questa realtà. Musica, cibo, famiglia e iniziative imprenditoriali orientate alla comunità riunita (circa 1.000 in totale) nello spirito della beneficenza… [“il ritorno alla comunità”] – enti e progetti sociali non coperti dal bilancio municipale annuale. Nessun consigliere avrebbe voluto sottrarsi a quella luce. Nessuno lo ha fatto. Nemmeno gli enti incaricati dalla Città.

Ciò che è notevole è che i due principali oratori della serata, il premier Doug Ford e il sindaco Stephen Del Duca, non si sono discostati neppure di una sillaba dal messaggio: la cooperazione genera successo – ogni eventuale carenza è solo “un lavoro in corso”.

Traduzione in Italiano – dall’originale in Inglese – a cura di Marzio Pelù

Nella foto in alto, da sinistra: Jean Brazeau, Vincent Lo, l’avvocato Tony Pascale, il Sindaco di Vaughan Steven Del Duca, Mary Mauti della Federazione Laziale dell’Ontario, Dan Montesano di “Lido Construction”, Enrico Montesano, Marino Moscone e Leonardo Volpe; qui sotto, una fotogallery dell’evento (foto: Corriere Canadese)

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