Canada

“Il Canada farà tutto il necessario contro la minaccia delle tariffe”

TORONTO – Il governo canadese farà tutto quanto sarà necessario per disinnescare la bomba delle tariffe imposte da Donald Trump. Ad assicurarlo è stato ieri Mark Carney, durante la giornata conclusiva del Vertice dei premier a Charlottetown, nella Prince Edward Island, un incontro che a differenza di quelli di martedì e mercoledì ha visto la presenza del primo ministro per tirare le somme e mettere nero su bianco una strategia condivisa per fare fronte all’ennesima escalation di questa guerra commerciale. Anche perché, secondo quanto dichiarato dal leader liberale, in questo momento partiamo da una situazione di vantaggio rispetto al 2025.

“Ci troviamo in una situazione migliore rispetto a quella di 18 mesi fa – ha ribadito Carney – quando è iniziata la guerra commerciale con gli Stati Uniti. E ci troviamo in una situazione migliore per via della determinazione dei canadesi e per l’impegno dei premier seduti attorno a questo tavolo”.

Parole d’incoraggiamento quindi, di fronte però a una situazione oggettivamente difficile, con il pressing americano che ha portato all’attivazione di altre tariffe del 50 per cento su quasi 500 prodotti canadesi, per un valore di circa 28 miliardi di dollari, che tra l’altro hanno colpito per la prima volta beni che in teoria dovevano godere della protezione del Cusma. E anche ieri, nonostante la dichiarazione d’intenti che ha registrato un impegno all’unità, si sono avute delle divisioni sulla risposta pratica da dare all’inquilino della Casa Bianca.

Carney ha continuano a predicare la strategia della prudenza: il governo federale è impegnato nella delicata trattativa per il rinnovo dell’accordo di libero scambio nordamericano e punta quindi a un allentamento delle tensioni. Ottawa – è questo il ragionamento del primo ministro – vuole blindare un accordo quadro, andando magari a risolvere le singole questioni sulle quali non si riesce ancora a trovare una quadra.

Tra i premier, invece, le posizioni non sono state univoche. Da un lato Danielle Smith dell’Alberta e Scott Moe del Saskatchewan spingono per un abbassamento dei toni, mentre il premier dell’Ontario Doug Ford è per il pugno duro, come peraltro dimostra il suo niet alla richiesta di togliere la messa al bando della vendita degli alcolici americani.

In alto, il vertice a Charlottetown (foto: X – Doug Ford)

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