Carney fa l’en plein alle suppletive Maggioranza assoluta alla Camera
TORONTO – Cappotto liberale alle elezioni suppletive. Il partito del primo ministro Mark Carney stravince nelle byelection in Ontario, Quebec e British Columbia, blinda la maggioranza assoluta alla House of Commons e incassa un attestato di fiducia dell’elettorato in questa delicata fase caratterizzata dalla guerra commerciale con gli Stati Uniti e dall’escalation del braccio di ferro con Washington sul fronte dazi. Con le vittorie di Daniel Gobeil a Chicoutimi-Le Fjord, Tanveer Shahnawaz a Beaches-East York e Braeden Caley a North Vancouver–Capilano il Partito Liberale sale a quota 173 seggi alla Camera, riconquistando la maggioranza assoluta persa in questi mesi dopo l’ondata di dimissioni di deputati grit. “I risultati delle suppletive – ha dichiarato Carney ieri mattina – confermano come i canadesi stiano promuovendo la gestione del governo di questa situazione commerciale”. In tutti e tre i distretti, i liberali hanno superato il 50 per cento dei voti.
E se il primo ministro canta vittoria, dall’altra parte della barricata l’opposizione recita il mea culpa e si chiede cosa sia andato storto in questa tornata elettorale.
Il Partito Conservatore, almeno alla vigilia, nutriva pochissime speranze di far bene nelle circoscrizioni di Toronto e British Columbia, mentre in Quebec ci si aspettava tutto un altro risultato. E questo anche perché il seggio era diventato disponibile dopo che il deputato in carica – il conservatore Richard Martel – aveva optato per le dimissioni in seguito alla nomina al Senato: il distretto di Chicoutimi-Le Fjord era in mano ai conservatori dal 2018. Alle elezioni federali del 2025, lo stesso Martel era stato rieletto con il 34,1 per cento delle preferenze. In queste suppletive, il candidato dei conservatori non è andato oltre il 12 per cento, facendo registrare un crollo nel consenso verso il suo partito. Insomma, la strategia del leader Pierre Poilievre non ha funzionato, non è stata in grado di catturare il consenso necessario per ribaltare i sondaggi delle ultime settimane.
Tuttavia, i risultati di lunedì sera non saranno l’ultima prova per i partiti federali, poiché il primo ministro ha ancora altre sei elezioni suppletive da indire. Quattro deputati si sono dimessi da metà giugno, le dimissioni di un deputato conservatore sono entrate in vigore la notte di lunedì, e ce n’è un altro il cui seggio sarà vacante a metà settembre. Una volta che un seggio alla Camera dei Comuni è vacante, il primo ministro ha tra gli 11 e i 180 giorni dopo le dimissioni del deputato per indire un’elezione suppletiva. Il periodo di campagna per queste elezioni può durare tra i 36 e i 50 giorni. Quindi, la prossima elezione che probabilmente verrà convocata sarà Saint-Hyacinthe-Bagot-Acton, in Quebec. Quella era una circoscrizione controllata dal Bloc Quebecois, fino a quando il deputato Simon-Pierre Savard-Tremblay si è dimesso il 19 giugno per candidarsi a livello provinciale. Il Bloc ha avuto un margine di vittoria di 10 punti nelle elezioni generali del 2025, con i liberali al secondo posto. Allo stesso modo, l’Ndp ha perso uno dei pochi seggi alla Camera del partito proprio la scorsa settimana, quando il deputato di lunga data Alexandre Boulerice si è dimesso dal suo collegio di Rosemont-La Petite-Patrie, per candidarsi alle elezioni del Quebec.
Poi ci sono due roccaforti liberali vacanti: Scarborough North, Ontario, che apparteneva al deputato Shaun Chen fino alle sue dimissioni a metà agosto per problemi di salute, e Laurier-Sainte-Marie, Quebec, che l’ex ministro dell’Ambiente Steven Guilbeault ha ufficialmente lasciato solo pochi giorni fa.

