Cusma, la deadline si avvicina, economia canadese “in pausa”
TORONTO – A due giorni dalla prima scadenza sul rinnovo del Cusma, non si registrano progressi nel negoziato. A meno di colpi di scena al fotofinish, l’accordo di libero scambio a partire da mercoledì entrerà in esercizio provvisorio, in quella che il trattato definisce fase di joint review. E se il governo canadese continua a minimizzare lo stallo e nella trattativa e la scadenza del 1° luglio, l’amministrazione americana decide di non scoprire le proprie carte sulla reale volontà di arrivare a un accordo in tempi brevi.
E di fronte al silenzio dei rappresentanti al commercio di Washington, a prendere la parola è stato ancora una volta l’ambasciatore americano in Canada Pete Hoekstra, che ieri ha sottolineato come nonostante le tensioni registrate nell’ultimo anno, i rapporti tra Ottawa e gli Stati Uniti continuano ad essere buoni.
“Non è vero che l’amministrazione americana ha preso di mira il Canada – ha dichiarato – perché quello delle tariffe commerciali è uno strumento che abbiamo deciso di utilizzare con tutti i Paesi del mondo”. La differenza, secondo il diplomatico, è che la maggior parte delle altre Nazioni ha deciso di scendere a patti con gli Stati Uniti, negoziando nuovi accordi commerciali con Washington, mentre il Canada si è mostrato “intransigente”, e questo ha comportato la dura reazione del presidente Trump. Circa la tempistica su un eventuale accordo nel negoziato per il rinnovo del Cusma, secondo Hoekstra si andrà avanti ancora qualche settimana, ma non oltre luglio: “Non credo si andrà avanti oltre agosto”.
Anche perché – è questo il ragionamento del diplomatico, condiviso da economisti e analisti di mercato – l’incertezza che deriva dalla mancanza di un accordo è chiaramente deleteria per tutte le economie coinvolte.
A dare conforto a questa tesi è arrivato un nuovo rapporto della Deloitte, che mette in luce come l’economia canadese si trovi impantanata in una fase di ”pausa”.
Secondo lo studio, la grande incertezza provocata dal mancato rinnovo del Cusma ha frenato gli investimenti, un fattore economico decisivo per la crescita e lo sviluppo. Per Deloitte, sebbene le condizioni siano deboli, l’economia canadese non sembra essere in una recessione tradizionale, caratterizzata da perdite diffuse di posti di lavoro e da una debolezza più ampia in tutta l’economia.
Il rapporto analizza diversi temi economici importanti, tra cui il debole mercato del lavoro canadese, nonché l’inflazione e i rischi della catena di approvvigionamento globale derivanti dalla guerra con l’Iran, che sembra attenuarsi ora che è stato raggiunto un accordo di pace che potrebbe portare a una fine duratura del conflitto.
Ma il problema più grande che l’economia deve affrontare in questo momento, afferma il rapporto, è l’incertezza commerciale in corso, che pesa sulle imprese.
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