Il Commento

Creare il Canada, lavorando: cinquant’anni di Farindolesi

TORONTO – Per secoli, nell’Appennino italiano, l’agricoltura e l’allevamento hanno sostenuto numerose famiglie. Ma dopo le devastazioni della Seconda guerra mondiale, il lavoro era diventato scarso. Come centinaia di migliaia di loro connazionali (“paesani”) negli anni Cinquanta e Sessanta, i primi Farindolesi arrivarono in Canada alla ricerca di opportunità e di un nuovo inizio.

Molti trovarono casa nella regione del Niagara, dove l’industria manifatturiera, l’agricoltura, l’edilizia e un’economia locale in crescita offrivano lavoro e stabilità a chi era disposto a impegnarsi.

Quando quelle prime famiglie si stabilirono, accolsero parenti, amici e vicini provenienti da Farindola, creando una comunità unita che contribuì a plasmare l’eredità italiana del Niagara. Molti di quei primi Farindolesi furono anche tra i fondatori e i volontari che contribuirono alla nascita del Club Roma, creando un luogo dove generazioni di famiglie potessero incontrarsi, celebrare, preservare le proprie tradizioni e crescere insieme.

Nei primi anni, le famiglie si ritrovavano nell’area picnic alberata dietro il club, condividendo cibo fatto in casa attorno a semplici tavoli di legno sotto gli alberi, mentre i bambini giocavano e le amicizie destinate a durare una vita si rinnovavano. Con la crescita del Club Roma e della comunità farindolese, anche il picnic è cresciuto. Oggi la celebrazione si svolge sotto il padiglione esterno del club e accoglie oltre 250 partecipanti, mantenendo lo stesso spirito caloroso e accogliente che lo ha caratterizzato per cinque decenni.

Quello che era iniziato come un semplice incontro tra paesani è diventato una delle celebrazioni più longeve dell’identità e dell’eredità italiana nella regione del Niagara.

Oggi, figli, nipoti e pronipoti tornano con orgoglio ogni agosto, presentando la nuova generazione a cugini, vicini e amici di famiglia di una vita che, pur vivendo ormai in case diverse o persino in città diverse, sono sempre stati considerati un’unica grande famiglia.

La giornata è ricca di cibo italiano preparato in casa, piatti tradizionali abruzzesi, musica e balli, amichevoli partite a bocce e giochi di carte, racconti condivisi in inglese e italiano, e innumerevoli ricordi nati attorno ai tavoli.

Sebbene molto sia cambiato negli ultimi 50 anni, una cosa ha reso più facile che mai rimanere uniti: oggi la comunità farindolese condivide durante tutto l’anno storie, vecchie fotografie, notizie sulle famiglie e ricordi attraverso il proprio gruppo Facebook, permettendo a parenti e amici nel Niagara e in tutto il mondo di celebrare insieme le proprie radici e di mantenere vivo il legame anche tra un picnic e l’altro.

«Non è soltanto un picnic», racconta un membro storico della comunità. «È la nostra riunione di famiglia. Anche se non siamo legati dal sangue, siamo tutti paesani».

Nel corso di oltre cinque decenni, questo incontro ha celebrato matrimoni e nascite, accolto nuove generazioni, festeggiato importanti anniversari e ricordato i pionieri il cui coraggio e la cui determinazione hanno permesso loro di costruire nuove vite in Canada, senza però mai dimenticare il paese lasciato alle spalle.

Domenica scorsa, nonostante piogge torrenziali e allerte per tornado, 300 Farindolesi hanno dimostrato quella resilienza per cui gli italiani all’estero sono conosciuti: sorridere, affrontare ogni situazione con spirito positivo e godersi la propria famiglia. Il Club Roma di 50 anni fa è oggi una struttura multifunzionale, dotata anche di un padiglione coperto capace di affrontare qualsiasi tempesta.

Sebbene molti degli immigrati originari non siano più con noi, la loro eredità continua a vivere attraverso le generazioni che ogni estate si ritrovano insieme. Il Picnic annuale dei Paesani è molto più di una festa: è diventato un appuntamento rituale per ricordare chi siamo e per rafforzare quei legami che ci hanno aiutato a superare le difficoltà della vita e a costruire il nostro successo.

Potremmo aver lasciato Farindola, ma Farindola non ha mai lasciato noi.

Articolo di Mariella Colantoni, scritto in collaborazione con l’On. Joe Volpe, Editore

Traduzione in Italiano – dall’originale in Inglese – a cura di Marzio Pelù

Nella foto in alto, Marissa Giancaterino in Muraca, Presidentessa del Comitato Organizzativo; qui sotto, una fotogallery dell’evento con l’aggiunta di qualche immagine d’epoca…

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