Canada

Carney tra minibudget, dazi e Cusma

TORONTO – Blindata la maggioranza assoluta alla Camera, Mark Carney fissa le priorità dell’agenda di governo. Si tratta di una vera e propria road map, che passerà attraverso alcune tappe fondamentali da qui alla prossima estate. Il primo punto di snodo è il 28 aprile, quando il ministro delle Finanze François-Philippe Champagne presenterà alla House of Commons l’Outlook fiscale primaverile. Non si tratterà semplicemente di un’istantanea della situazione fiscale del Canada: il governo infatti intende accompagnare il documento con una serie di misure che andranno a ricalibrare le priorità politiche dell’esecutivo rispetto a quanto già presentato nel Budget federale dello scorso autunno.

In questi mesi infatti la situazione geopolitica mondiale si è complicata ulteriormente, con i conflitto in Iran che ha fatto schizzare verso l’alto il costo del petrolio e, di conseguenza, del carburante. Una crisi, quella mediorientale, che potrebbe portare alla recessione globale, come spiegato in un rapporto presentato dal Fondo Monetario Internazionale. Il governo di Ottawa, quindi, vuole attivare alcuni provvedimenti per attenuare l’impatto della crisi, che si andrà a sommare a una situazione già abbastanza precaria a causa della guerra commerciale con gli Stati Uniti.

E il fronte dazi, appunto, rappresenta il secondo fondamentale snodo della road map del governo liberale. Continuano infatti le trattative, lontano dalla luce dei riflettori, tra gli inviati dell’esecutivo canadese con quelli dell’amministrazione americana, perf cercare di smussare gli angoli e arrivare quanto meno a una tregua sul fronte tariffe. Ma questo passaggio è legato intimamente con il terzo, fondamentale snodo della tabella di marcia del primo ministro, il rinnovo dell’accordo di libero scambio con Stati Uniti e Messico, il Cusma. Il trattato deve essere rinnovato entro il primo luglio 2026, anche se da più parti – soprattutto da Washington – è stato ribadito a più riprese come molto difficilmente questa scadenza sarà rispettata. Sono infatti ancora molti, troppi, i punti di rottura tra Ottawa e Washington su una lunghissima lista di temi e molto difficilmente si arriverà a un accordo entro i tempi prestabiliti.

Carney comunque non vuole forzare i tempi: meglio restare ancora qualche mese con un trattato in via provvisoria che arrivare a un accordo rattoppato che non affronti i nodi rimasti irrisolti. Anche perché il Cusma fa da ombrello a circa l’85 per cento delle esportazioni canadesi verso gli Stati Uniti e quindi è troppo importante per Ottawa la difesa e la tutela dell’accordo. Anche perché nei mesi scorsi lo stesso presidente americano Dondl Trump ha indicato che tra le varie opzioni al vaglio della sua amministrazione c’è anche quella dell’uscita unilaterale degli Stati Uniti dall’accordo, possibile con un semplice preavviso di sei mesi agli altri due partner commerciali. Un’ipotesi che ovviamente Carney vuole scongiurare, anche a costo di fare delle concessioni alla Casa Bianca.

Nel frattempo ieri Carney ha accolto le tre nuove deputate nel caucus liberale, il primo dopo il raggiungimento della maggioranza assoluta alla Camera. E proprio tramite la maggioranza assoluta è intenzionato ad accelerare la sua azione di governo senza gli intoppi del suo primo anno come primo ministro.

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