Canada

Referendum in Alberta, Smith nel mirino

TORONTO – Fuoco incrociato su Danielle Smith. Cresce la polemica verso la premier dell’Alberta che ha deciso di aggiungere ai quesiti referendari del 19 ottobre anche quello relativo alla secessione. Non si tratta però di una richiesta diretta – che aprirebbe le porte all’indipendenza dell’Alberta – ma di un primo passo concreto che va verso quella direzione.

Gli elettori provinciali dovranno sostanzialmente rispondere al seguente quesito: volete o meno l’indizione di un referendum secessionista? Nel caso in cui dovesse vincere il fronte del no, non ci sarebbero cambiamenti. Al contrario, in caso di vittoria del fronte del sì, il governo provinciale indirà il referendum vero e proprio – sulla falsariga di quanto accaduto in Quebec nel 1980 e nel 1995 – dove gli elettori saranno chiamati a decidere il possibile addio alla confederazione.

La Smith, peraltro, ha confermato di essere personalmente contraria all’ipotesi di indipendenza e nei prossimi mesi farà campagna contro la secessione. Allo stesso tempo, però, da più parti arrivano le accuse verso la premier per aver dato il via libera a quel meccanismo che potrebbe portare al referendum.

Un approccio che ricalca per filo e per segno quanto fatto nel 2016 dal premier inglese David Cameron, che pur contrario concesse il referendum sulla Brexit: l’esito fu l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea.

“Ascolterò la volontà del popolo – ha dichiarato la Smith – Questo dibattito è durato, alcuni potrebbero dire, decenni, ma certamente con forza negli ultimi due anni. “E vorrei avere cinque mesi per discuterne. Sosterrò il no all’indipendenza”.

Smith ha insistito che il processo referendario è una “democrazia diretta.” “Secondo me, non si elimina semplicemente la rabbia che le persone provano ignorandola. Penso che se provi a ignorarlo o a reprimerlo, possa diventare qualcosa di fuori controllo.”

“Abbiamo davanti a noi un futuro incredibile per il nostro paese e la nostra provincia. Stiamo invertendo le sorti degli ultimi 10 anni di politiche disastrose da parte di Ottawa che hanno frenato la nostra provincia, ora che abbiamo un governo federale che sta iniziando a collaborare con noi nello spirito del federalismo cooperativo, per annullare i danni causati dal governo precedente”.

“Ritengo che sarebbe molto peggio se questa cosa durasse per anni, creando sempre più divisione, sempre più frustrazione,” ha detto anche. “Penso che ora abbiamo cinque mesi per discuterla, sostenere la tesi, poter votare e andare avanti”.

Molto duro il leader dell’Ndp dell’Aberta Naheed Nenshi. “Non solo è una bugiarda – ha dichiarato – ma tratta anche gli abitanti dell’Alberta come se fossero degli idioti e gli abitanti dell’Alberta non lo sono”.

Il leader dell’opposizione ha accusato la Smith di mettere a rischio il futuro della provincia.

“La premier capisce che se esce come separatista a pieno titolo, perde le elezioni, ma se esce come una canadese a piena voce, perde il suo incarico di leader dell’UCP — quindi chiariamo molto, i separatisti le hanno procurato il ruolo di leader, l’hanno installata come premier. Abbiamo sempre saputo che lei doveva loro qualcosa. Non abbiamo mai saputo esattamente quale fosse l’accordo o cosa dovesse loro, e ora sappiamo che ciò che doveva loro era un referendum questo autunno”.

La richiesta di referandum nasce da una petizione, che non è stata verificata da Elections Alberta e è stata annullata dalla Corte Superiore per la mancata consultazione con le First Nations su come l’indipendenza dell’Alberta avrebbe influenzato i diritti dei trattati siglati dai Nativi con la Corona.

Smith ha promesso di fare appello contro la sentenza, ma ha detto che il processo potrebbe richiedere anni. Il referendum autunnale dà ancora agli abitanti dell’Alberta la possibilità di esprimersi, dando al suo governo la direzione di cui ha bisogno.

A livello federale, sia la maggioranza che le opposizioni si sono schierati apertamente contro l’ipotesi della secessione. Il primo ministro Mark Carney ha lanciato un appello a favore dell’unità nazionale, mentre il leader dell’opposizione Pierre Poilievre ha annunciato che nei prossimi cinque mesi farà campagna elettorale in Alberta contro l’istanza indipendentista.

Nei sondaggi degli ultimi mesi, emerge il fatto che la maggioranza dei cittadini in Alberta sono contrari alla secessione. Ma questo non rassicura affatto: anche nel 2016 il sì alla Brexit si trovava nettamente dietro il no, poi sappiamo tutti come è andato a finire.

In alto: la premier dell’Alberta, Danielle Smith (foto: X – Smith)

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