Cusma, i dazi rimarranno anche con il rinnovo
TORONTO – Inutile farsi illusioni: i dazi doganali imposti dagli Stati Uniti resteranno in vigore anche in caso di rinnovo del Cusma. La conferma giunge direttamente da Washington, per bocca del rappresentante al Commercio dell’amministrazione americana Jamieson Greer, che ha ribadito come le strategie commerciali del presidente americano Donald Trump non cambieranno nel prossimo futuro e come, allo stesso tempo, il destino dell’accordo di libero scambio tra Usa, Canada e Messico è completamente slegato dall’imposizione delle tariffe volute dall’inquilino della Casa Bianca. “Nel mondo – ha sottolineato Greer – la stragrande maggioranza delle Nazioni ha accettato seppur a malincuore le tariffe come parte integrante delle politiche commerciali della nostra amministrazione. L’approccio del Canada è stato differente”.
Il fatto che Ottawa non si sia voluta piegare ai diktat del tycoon americano ha creato un clima di forte contrapposizione che non ha precedenti, un clima che inevitabilmente ha delle conseguenze anche nella difficile trattativa sul rinnovo del Cusma. E Washington, che ha voluto portare avanti un negoziato bilaterale parallelo con Canada e Messico, ammette che la trattativa è ormai a due velocità.
Mentre i funzionari americani e messicani hanno dato il via ufficiale al negoziato – il primo incontro ha avuto luogo il 25 maggio a Città del Messico – il dialogo tra Ottawa e Washington è fermo ai blocchi di partenza, con una tabella di marcia che almeno per ora non prevede alcun incontro.
Certo, ha ribadito Greer, Canada e Usa continuano ad essere in costante contatto, ma le due parti non sono ancora riuscite a trovare la quadra sulle questioni base che dovrebbero essere risolte prima di sedersi ufficialmente al tavolo della trattativa. “Il Canada – ha aggiunto il rappresentante americano al Commercio – si trova in una posizione diversa rispetto al Messico e in questo momento è davvero difficile prevedere cosa potrà succedere nell’immediato futuro”. Un immediato futuro che si avvicina molto velocemente, visto che la road map per il rinnovo del Cusma prevede il primo “tagliando” il prossimo 1 luglio, che coincide con il riesame collettivo dei primi sei anni del trattato nato dalle ceneri del Nafta.
I tre Paesi devono sedersi ufficialmente al tavolo per presentare le proprie posizioni scritte, valutare il funzionamento dell’accordo e confermare per iscritto se intendono estenderlo per altri 16 anni.
Qualsiasi Paese membro può teoricamente decidere di uscire in anticipo dal Cusam. Per farlo è necessaria una comunicazione ufficiale scritta con sei mesi di anticipo rispetto alla data di uscita desiderata. Il trattato include una “clausola di estinzione” (sunset clause) di 16 anni. Se durante i riesami periodici non si raggiunge l’accordo unanime per il rinnovo, il Cusma cesserà formalmente di esistere nel 2036.

