Nunziata: “Per me la priorità sono i miei concittadini”
TORONTO – «Mi do da fare sul campo. E porto a termine le cose». Frances Nunziata ha nel DNA quella praticità tipicamente italiana: nata a Napoli, è emigrata in Canada da bambina. È stata eletta per la prima volta come fiduciaria scolastica (trustee) nel 1985, ha ricoperto la carica di consigliera della Città di York dal 1988 al 1994 ed è stata sindaca di York dal 1994 fino all’unificazione amministrativa del 1997. Da allora rappresenta il distretto di South York–Weston nel Consiglio Comunale di Toronto.
Con quasi 40 anni di servizio civico ininterrotto — durante i quali è stata anche presidente del Consiglio Comunale di Toronto per 16 anni, sotto tre sindaci: Rob Ford, John Tory e Olivia Chow — oggi punta ad un nuovo mandato, affermando di essere una consigliera pragmatica e di voler portare a termine molti dei progetti che ha avviato nel suo distretto. Perché la sua missione è «fare le cose» per la sua comunità.
Consigliera Nunziata, lei è in politica da quando York era un Comune. Pensa che Toronto sia diventata troppo grande per mantenere quel vero rapporto diretto tra consiglieri e residenti?
«Quando sono stata eletta per la prima volta, era per la Città di York, una piccola città. Sono diventata sindaca nel 1994 e poi, nel 1997, ci siamo unificati in un’unica città con Toronto. Quando eravamo un piccolo Comune, si riusciva a fare molto di più perché si aveva un rapporto diretto con il personale comunale e con i cittadini. Adesso, con una città più grande, anche i problemi sono diventati più grandi e le cose si sono fatte più difficili. Ma io continuo a fare quello che facevo quando esisteva la Città di York: la mia priorità sono ancora i miei elettori. Sono una consigliera che si dà da fare. Faccio moltissimo per i miei cittadini: organizzo incontri sul posto, vado a trovare le persone a casa loro, le aiuto. Chiunque chiami il mio ufficio, lo richiamo personalmente. Parlo direttamente con loro».
C’è qualcosa di cui va particolarmente orgogliosa, fra le cose che ha fatto nel suo quartiere?
«Mi sono assicurata che nel mio distretto, con tutte le nuove costruzioni residenziali che stanno sorgendo nella zona di Eglinton, Weston e Lawrence, ci siano investimenti da parte della Città. Voglio che i benefici per la comunità rimangano nel Ward 5. Sono anche una sostenitrice dei nostri giovani che stanno vivendo una situazione di forte disoccupazione e vengono reclutati in attività criminali. Io ho organizzato per loro fiere del lavoro, forum, tavole rotonde, incontri individuali. Uno dei miei principali impegni per i giovani è stato lavorare con la Città e con l’MLSE (Maple Leaf Sports & Entertainment) alla ristrutturazione e riconversione della Western Lions Arena, affinché diventi una pista di pattinaggio sul ghiaccio e una struttura sportiva polivalente gratuita a disposizione della comunità. Sto lavorando, e continuerò a lavorare, con i governi provinciale e federale per ottenere un sostegno finanziario e continuerò a collaborare con l’MLSE che si è impegnata nel progetto. In generale, voglio battermi per ottenere investimenti a York South – Weston. Sono orgogliosa di molte altre cose che sono riuscita a realizzare grazie alla mia esperienza e ai miei rapporti con tutti e tre i livelli di governo: per esempio, la ricostruzione del ponte di St. Clair e Scarlett Road è una delle mie massime priorità, ci lavoro da 20 anni, è un intervento complesso, e sono felice di vedere che è iniziato. Voglio anche assicurarmi che vengano costruite nuove case in grado di rispondere alle esigenze della nostra comunità, che è molto diversificata, e fare in modo che il master plan per il Weston Loop venga pienamente attuato: realizzare il conservatorio e portare avanti il progetto che renderà i 74 acri di parco più accessibili e accoglienti per la nostra comunità».
Qual è la sua posizione sulle piste ciclabili e cosa pensa che dovrebbe fare la Città di Toronto per affrontare i gravi problemi di traffico?
«Sono favorevole alla decisione di Doug Ford di rimuovere le piste ciclabili nei punti in cui riducono una corsia destinata al traffico. E voglio che i ciclisti siano al sicuro sulle nostre strade. Sono favorevole alle piste ciclabili che garantiscono la sicurezza dei ciclisti. E voglio assicurarmi che il traffico continui a scorrere, soprattutto sulle strade principali. Per esempio, mi è capitato di essere su Bloor Street mentre ambulanze e camion dei vigili del fuoco cercavano di passare e non ci riuscivano. Mettiamo le piste ciclabili dove non dobbiamo sacrificare una corsia di traffico. Oppure mettiamole sulle strade residenziali. Se realizziamo le piste ciclabili nelle strade secondarie, sarà più sicuro per i ciclisti e anche per automobili, autobus e altri veicoli».
La questione abitativa è davvero un problema a Toronto, considerando che ci sono così tante case vuote?
«Quello che le persone stanno dicendo in questo momento è che non ci sono abbastanza abitazioni a prezzi accessibili. Questo è il problema. Nel mio distretto ci sono circa 40 o 50 progetti immobiliari che sono stati approvati, alcuni dei quali riguardano condomìni. Ma il mercato è in difficoltà e gli sviluppatori non possono permettersi di costruire abitazioni a prezzi accessibili. Costruirle è troppo costoso. Molti di loro stanno ora chiedendo al governo federale e alla Città delle sovvenzioni che permettano loro di costruire una parte di abitazioni a prezzi accessibili e una parte di unità a canone di mercato. Nel mio distretto ci sono diversi sviluppatori che hanno presentato richieste di finanziamento. Se ottengono i fondi, inizieranno a costruire. Con alcuni di loro ho già ottenuto risultati. “Liuna” sta costruendo alloggi a prezzi accessibili a Weston ed Eglinton. Hanno ottenuto finanziamenti federali e hanno già iniziato i lavori».
Per quanto riguarda la sicurezza, di cosa ha più bisogno oggi Toronto?
«Di più polizia. Sono una grande sostenitrice delle forze dell’ordine. Ho fatto parte del Police Services Board per 16 anni. C’erano persone che volevano definanziare la polizia; io ho sempre sostenuto l’idea di darle più risorse e di aumentare il numero degli agenti in strada, la sicurezza è una priorità per me. Molti residenti mi chiamano perché le loro case sono state svaligiate, le loro auto scassinate, ci sono sparatorie… ache la metro può essere poco sicura, specie la sera. Il problema è che la polizia arresta le persone e poi queste tornano in strada. Quando ero nel Police Services Board, ho presentato un rapporto che chiedeva una riforma del sistema della libertà su cauzione, in particolare per i recidivi. Se una persona è pericolosa, non dovrebbe essere rimessa in libertà su cauzione. La Provincia ha sostenuto la proposta, ma il governo federale non l’ha ancora appoggiata perché riguarda il sistema giudiziario. Un altro problema è che abbiamo molte persone che dormono per strada. Non succede solo in centro: succede anche qui, nel nostro distretto. Ricevo telefonate ogni giorno. Poi, quando la città vuole costruire un rifugio, tutti si arrabbiano: “Non vogliamo un rifugio”. Ma non si possono avere entrambe le cose. Non si può lasciare che le persone dormano nei parchi. Bisogna metterle nei rifugi. E poi sicurezza significa anche sicurezza dei pedoni. Da quando sono state rimosse le telecamere per il controllo della velocità, molti residenti hanno detto che non è più sicuro per i bambini attraversare la strada per andare a scuola. Abbiamo bisogno di attraversamenti pedonali, semafori e strade più sicure. Attraverso il programma Vision Zero, stiamo realizzando attraversamenti pedonali e marciapiedi nelle zone in cui non ce ne sono, per rendere più sicuro il passaggio dei pedoni e dei bimbi che vanno a scuola».
In poche parole, perché si ricandida per un altro mandato come consigliera comunale?
«Mi ricandido perché ho avviato molti progetti che voglio vedere completati. Quando sarò pronta a lasciare, voglio che questa sia la mia eredità e voglio aver la certezza di aver portato a termine tutto questo lavoro. Molte cose sono iniziate ma non ancora completate, voglio finire ciò che ho cominciato. Lo so, la gente dice: “Sei lì da troppo tempo. Sei troppo vecchia”. Ma io ho molta energia. Porto a termine le cose. Le persone mi chiamano ogni giorno e vogliono che vada a casa loro, che guardi il loro vialetto, che guardi il loro albero. Lo apprezzano perché sentono questo rapporto personale. E piace anche a me. È la mia vita».
Una domanda ostica… sostiene la sindaca Olivia Chow?
«Beh, per me non è una domanda ostica, né difficile, perché non sostengo nessun candidato sindaco. Sono completamente indipendente. La mia lealtà è verso York South–Weston. Io sostengo la mia gente».
Intervista integrale in Inglese qui: “I Get Things Done”: Frances Nunziata on 40 Years of Serving Toronto
Qui sopra, la consigliera comunale Frances Nunziata, ricandidata alle prossime elezioni municipali; in alto, Frances nella nostra redazione (foto: Corriere Canadese)
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