“Da anni risorse insufficienti contro gli incendi in Ontario”: un’emergenza sottovalutata?
TORONTO – Il governo dell’Ontario sarebbe stato avvertito già da anni delle criticità del proprio programma di lotta agli incendi boschivi, ma molti dei problemi segnalati continuerebbero a pesare sulla capacità della Provincia di affrontare stagioni sempre più estreme. Come quella in corso, nella quale si è già battuto il record di ettari bruciati in Ontario, da quando è iniziata la registrazione dei dati, nel 1972.
È quanto emerge da un’inchiesta pubblicata ieri da Global News (qui), che ricostruisce una serie di documenti interni e raccoglie una serie di testimonianze. Secondo quanto riferisce l’emittente canadese, già nel 2016 “un rapporto interno” del governo metteva in evidenza come i Fire Rangers stessero lasciando il servizio ad un ritmo allarmante, che il personale fosse mediamente meno esperto rispetto al passato e che gli stipendi risultassero poco competitivi rispetto ad altre professioni analoghe. Le stesse criticità sarebbero state ribadite in rapporti successivi del 2018 e del 2019, mentre un memorandum interno del 2022 avrebbe segnalato «un aumento del numero di persone che lasciano la nostra organizzazione per opportunità di lavoro altrove».
Negli ultimi anni, prosegue l’inchiesta di Global News, numerosi vigili del fuoco boschivi ed il sindacato che li rappresenta hanno rilanciato l’allarme, sostenendo che senza interventi strutturali l’Ontario rischierebbe di trovarsi impreparato quando si verificano incendi di grandi dimensioni. E così, a quanto pare, è stato, visto che l’Ontario attualmente è in fiamme, con 185 incendi attivi (al momento in cui scriviamo, secondo i dati aggiornati in tempo reale dal Canadian Interagency Fire Forest Centre), numero superato solo dai Territori del Nord Ovest che contano 211 roghi in corso (il totale degli incendi attivi in Canada è 902). Una situazione, quella dell’Ontario, di totale emergenza, con migliaia di persone evacuate e centinaia di migliaia di ettari di territorio già andati in fumo: oltre 735.000, e siamo ancora nel mese di luglio – il nostro precedente articolo in proposito è qui.
L’Ontario Public Service Employees Union (OPSEU) chiede da tempo consistenti aumenti salariali, il riconoscimento dei vigili del fuoco boschivi come pompieri a tutti gli effetti – e non come tecnici delle risorse naturali – ed un incremento dei posti di lavoro permanenti, in modo da garantire occupazione durante tutto l’anno. Ma, secondo le testimonianze raccolte da Global News, all’interno del servizio antincendio cresce la convinzione che gli avvertimenti lanciati negli ultimi anni siano stati sostanzialmente ignorati.
Un ex alto funzionario del servizio antincendio boschivo, intervistato in forma anonima, sostiene che il problema non riguardi soltanto i fondi straordinari stanziati durante le emergenze, ma soprattutto gli investimenti destinati alla preparazione della stagione degli incendi. Sono quelli, i più importanti, a mancare. Così come manca un altro aspetto fondamentale per la tenuta del servizio antincendio: la fidelizzazione del personale.
Eric Davidson, vicepresidente della sezione locale 728 dell’OPSEU, ha spiegato a Global News che molti vigili del fuoco lasciano il servizio per entrare nei corpi dei pompieri urbani, dove gli stipendi consentono condizioni economiche decisamente più favorevoli. «Ho amici che oggi lavorano nei vigili del fuoco di Toronto e molti mi dicono: “Sarei rimasto, ma non potevo permettermelo economicamente”», ha dichiarato Davidson. Secondo il sindacalista, quindi, il vero problema non riguarda tanto le risorse destinate allo spegnimento degli incendi quanto quelle dedicate alla preparazione della stagione. «Per lo spegnimento degli incendi i fondi arrivano quando servono. Il problema è la preparazione: salari, durata dei contratti, attrezzature. È così che perdiamo le persone più esperte, e le perdiamo così rapidamente che non c’è più il tempo di trasmettere le competenze ai nuovi assunti», ha affermato.
In una dichiarazione riportata da Global News, il Ministero delle Risorse Naturali dell’Ontario sostiene che la Provincia parte ogni anno da uno stanziamento iniziale destinato agli incendi d’emergenza e che, una volta valutata l’evoluzione della stagione, richiede tutte le risorse aggiuntive necessarie per sostenere le operazioni. Il Ministero evidenzia inoltre che il finanziamento strutturale è passato da 70 milioni di dollari nel 2018 agli attuali 150 milioni, permettendo di attivare rapidamente i contratti necessari durante la stagione degli incendi. Il governo sottolinea inoltre di aver aumentato la retribuzione dei vigili del fuoco boschivi e dei capisquadra.
«Le attività antincendio si basano sulle necessità. Sebbene il budget di base sia di 150 milioni di dollari all’anno, spendiamo molto di più quando è necessario», ha dichiarato Ford, accusando l’opposizione di politicizzare il tema e di diffondere informazioni inesatte.
Insomma, il dibattito sul tema è “caldo”. E l’Ontario, intanto, continua a bruciare.
Nella foto in alto, un incendio in Ontario: l’immagine è tratta dalla pagina Twitter X del Ministero delle Risorse Naturali dell’Ontario (@ONresources)
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