Dal Canada a Roma sulle rotte di Caboto: Maioni al timone di JCU per portarla nel mondo
ROMA – Una grande carriera in Canada, con incarichi di prestigio ed esperienze accademiche ai massimi livelli. Poi, un giorno, la svolta: accettare una nuova sfida, cambiando radicalmente la propria vita. Antonia Maioni (nella foto qui sopra), professoressa e ricercatrice italocanadese nata e cresciuta a Montréal, da un paio di settimane è la settima presidente della John Cabot University (JCU) di Roma e la prima donna a guidare l’ateneo internazionale americano con sede nella capitale italiana.
Bilingue inglese-francese ed italofona, la professoressa Maioni ha ricoperto incarichi internazionali come William Lyon Mackenzie King Professor all’Harvard Weatherhead Center for International Affairs e Fellow alla Johns Hopkins SAIS di Bologna ed è stata a lungo un pilastro della prestigiosa McGill University di Montréal, dove è stata Dean della Faculty of Arts (2016-2021), prima donna alla guida della più grande facoltà dell’università, Associate Vice-Principal for Research and International Relations e Direttrice del McGill Institute for the Study of Canada.
Dal primo luglio scorso è in Italia. Ha deciso di accettare l’incarico offertole dalla JCU, trasferendosi a Roma dove porta, oltre alla sua esperienza accademica incentrata sulle scienze politiche e le politiche pubbliche socio-sanitarie, anche l’impegno che ha sempre contraddistinto la sua carriera: rendere la ricerca accademica accessibile a tutti.
L’abbiamo intervistata tramite videochiamata e ci ha accolto con un sorriso che ha cancellato in un istante la distanza oceanica fra Toronto e Roma.
Professoressa Maioni, cosa l’ha convinta ad accettare la guida della John Cabot University a Roma, proprio adesso che era all’apice della sua carriera in Canada?
“Mi ha attirato l’idea di lavorare in un’università internazionale, con studenti provenienti da tutto il mondo, qual è appunto la John Cabot University. E poi questa realtà è molto diversa da quella in cui ero immersa in Canada: là, un’università di studi e ricerche, più focalizzata sulle scienze; qui, un ateneo per studenti alla loro prima laurea, con materie umanistiche e programmi di business. Dunque, campi di studio diversi ma anche una differente tipologia di allievi… qui sono alla loro prima esperienza universitaria e vorrei dar loro l’appoggio di cui hanno bisogno: credo molto in un tipo di insegnamento che metta la persona al centro”.
Lei è anche la prima donna alla guida dell’ateneo: ha un significato particolare per lei?
“Sì, è vero, sono la prima donna a presiedere questa prestigiosa università americana a Roma, ed è una sfida. Ma non è la prima volta per me: prima di venire qui, avevo un ruolo simile alla McGill University, anche in quel caso ero la prima donna a rivestirlo”.
Che tipo di ambiente ha trovato alla JCU?
“Ho trovato una comunità unita, accogliente, inclusiva e tollerante, che è difficile incontrare nelle grandi università e nelle metropoli. Qui tutti si sentono parte della stessa, unica squadra: professori, studenti, impiegati, ognuno di loro ha come obiettivo lo stare bene insieme e contribuire al successo di questa università che è come una piccola grande famiglia”.
Cosa vorrebbe da Presidente della JCU?
“Vorrei aprire questa università al mondo e far sapere al mondo che siamo qui! Cominciando dal nome: Giovanni Caboto (l’esploratore italiano noto per la spedizione del 1497 che lo portò sulle coste del Nord America, contribuendo all’esplorazione europea del continente, ndr). Dobbiamo essere più presenti nella comunità nordamericana e nella comunità internazionale. Siamo conosciuti qui a Roma, dove gli insegnanti e gli studenti (molti sono stranieri) sono particolarmente integrati nella comunità locale. Adesso dobbiamo farci conoscere di più all’estero, in particolare in Nordamerica”.
E per i suoi studenti cosa vorrebbe? Quali consigli darebbe a chi intraprende un percorso di studi oggi, con tutti i grandi cambiamenti in atto soprattutto a livello tecnologico?
“Essere flessibili, il più possibile, perché lo strumento che apprendi oggi, fra cinque anni – o forse meno – non varrà più. Il segreto, quindi, è costruirsi delle solide basi per pensare criticamente, essere in grado di comunicare, andare a fondo del problema. E poi direi di scegliere un’università come la nostra! Non una ‘fabbrica’ di diplomi, ma un ateneo che appoggia gli studenti, che li sostiene non solo nel loro percorso accademico ma anche in quello personale: è fondamentale e fa la differenza”.
Lei è italocanadese. Quali sono le origini della sua famiglia?
“Ho avuto quattro nonni tutti italiani! Dalla parte di mio padre, nonno abruzzese e nonna marchigiana. Dalla parte di mia madre, tutti marchigiani compresa mia mamma che è nata in provincia di Fermo, ha fatto gli studi in Italia e poi è diventata insegnante: è stata lei a trasmettermi la passione per l’insegnamento. E naturalmente anche l’amore per l’Italia…”.
Quindi a Roma si trova bene, a suo agio?
“A parte il caldo di questi giorni… mi trovo benissimo: è una città meravigliosa ed estremamente interessante. Essendo Caput Mundi, è piena di organizzazioni internazionali e questo la rende particolarmente attraente sia agli occhi degli insegnanti che a quelli degli studenti. E poi per me è un riavvicinamento alle mie origini italiane, alle mie radici più profonde”.
Nel segno di Giovanni Caboto, lungo le stesse rotte fra Europa e Canada, ma all’inverso. Per una sfida che sa di ritorno.
Un’offerta internazionale con 16 corsi di laurea in inglese
ROMA – La John Cabot University di Roma propone un’offerta formativa basata sul modello universitario statunitense, con 16 corsi di laurea (Bachelor of Arts) interamente erogati in lingua inglese. Il titolo, comparabile ad una laurea triennale europea, si consegue con 120 crediti e si distingue per un approccio interdisciplinare e flessibile, che consente agli studenti di personalizzare il proprio percorso attraverso l’aggiunta di un secondo indirizzo di studi (Double Major o Double Degree) e fino a tre percorsi di specializzazione (Minor). L’Università offre inoltre due Master accademici, uno in Storia dell’Arte ed un altro in Relazioni Internazionali, entrambi comparabili a percorsi di laurea magistrale.
(Per maggiori dettagli sull’offerta formativa, cliccare qui)
L’offerta della JCU comprende aree disciplinari che spaziano dalle arti e design alle scienze informatiche, dall’economia al marketing, dalle relazioni internazionali alle scienze politiche, fino a comunicazione, lingue e letterature, italianistica ed economia e finanza. I programmi sono caratterizzati da un forte orientamento internazionale, classi di dimensioni contenute, apprendimento pratico, tirocini e stretto collegamento con il mondo delle professioni.
Elemento distintivo dell’ateneo è l’impostazione tipica delle liberal arts, che integra competenze specialistiche con una formazione trasversale e multidisciplinare, favorendo lo sviluppo del pensiero critico, delle capacità comunicative e delle competenze interculturali. Gli studenti hanno inoltre la possibilità di partecipare a programmi di studio all’estero attraverso una rete di università partner negli Stati Uniti e in altri Paesi.
I percorsi formativi sono progettati per preparare gli studenti a carriere in ambiti quali impresa, finanza, diplomazia, organismi internazionali, tecnologia, comunicazione, arti, editoria e ricerca.
Per informazioni sui corsi: telefono +39 06 681 91 200, e-mail orientamento@johncabot.edu
Per sfogliare la brochure della John Cabot Univesity, cliccare qui
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