Canada in fiamme: oltre 950 roghi, evacuazioni e fumo sulle città
TORONTO – Come ormai avviene ogni estate, il Canada è nella morsa degli incendi. Secondo il bollettino nazionale sugli incendi boschivi (Canadian Wildland Fire Information System) ed il Canadian Interagency Forest Fire Center, oltre 950 roghi stanno devastando il Canada da una costa all’altra. Di questi, oltre 230 sono fuori controllo.
Come abbiamo visto negli ultimi giorni a Toronto, una delle conseguenze dei grandi roghi è l’emissione di fumo che poi invade le città: a Toronto da ieri la situazione è migliorata, e dopo tre giorni con una qualità dell’aria fra le peggiori al mondo, Environment Canada ha revocato la ‘allerta arancione’ Ma in altre zone del Paese sono stati emessi avvisi simili, dalla British Columbia fino al Québec, oltre che nei Territori del Nord-Ovest.
Ma vediamo la situazione degli incendi, al momento in cui scriviamo (domenica pomeriggio, 19 Luglio).
In British Columbia sono attivi quasi 112 incendi boschivi: secondo il BC Wildfire Service – come riportato da The Canadian Press / CTV – , la maggior parte è stata provocata dai fulmini. Circa due terzi degli incendi sono fuori controllo e la maggior parte dei nuovi focolai, degli ordini di evacuazione e degli avvisi riguarda l’interno meridionale della provincia. Venerdì scorso è stata ordinata l’evacuazione di circa 130 proprietà nei pressi di Big Bar Lake e Meadow Lake, nella regione meridionale del Cariboo, a nord di Vancouver, a causa di un incendio nelle vicinanze che interessava un’area di circa 40 chilometri quadrati. Molti gli avvisi sulla qualità dell’aria, mentre oltre 500 vigili del fuoco sono mobilitati per combattere le fiamme.
Nel nord del Manitoba sono attivi diversi incendi fuori controllo: uno di essi ha costretto circa 600 persone della remota comunità della O-Pipon-Na-Piwin Cree Nation all’evacuazione: l’incendio si estendeva su una superficie di 172 chilometri quadrati. Anche qui, diversi avvisi sulla qualità dell’aria: gli incendi in corso sono in totale 150.
Nei Territori del Nord-Ovest alla fine di giugno gli incendi hanno costretto circa 1.300 residenti di Fort Simpson e 130 abitanti di Wrigley ad abbandonare le proprie comunità. Gli sfollati non sono ancora rientrati e molti si trovano attualmente a Yellowknife, perché i due incendi sono ancora in corso, così come gli altri 200 attivi negli stessi Territori.
In Nova Scotia le squadre antincendio stanno combattendo un incendio fuori controllo a nord-est di Halifax, lungo Mooseland Road, che ha raggiunto una superficie di quasi 14 chilometri quadrati: giovedì scorso è stata evacuata una parte di quell’area (tra le 100 e le 150 persone).
In Saskatchewan gli incendi attivi sono una sessantina: molti di meno quelli in Yukon (22), Alberta (15), Newfoundland and Labrador (11) e New Brunswick (2), mentre in Quebec sono oltre 160 e nell’Ontario quasi 200: qui i roghi hanno già devastato una superficie superiore a quella interessata da tutti gli incendi dell’anno scorso (vedi servizio qui sotto). E siamo ancora a luglio.
Ontario, il premier Ford va Thunder Bay e risponde a Trump
che annuncia dazi per il ‘fumo canadese’: “Parole inaccettabili”
THUNDER BAY – Il premier dell’Ontario, Doug Ford, è andato sabato a Thunder Bay per verificare di persona la situazione-incendi e per lanciare un appello ai residenti delle zone colpite dai roghi, invitandoli a non rientrare nelle proprie case, per non compromettere le operazioni di spegnimento degli incendi.
L’avvertimento arriva dopo che una First Nation ha dichiarato che alcuni residenti, Nativi, stavano intervenendo personalmente per contenere gli incendi, temendo che la Provincia non stesse facendo abbastanza. «Non tornate nelle vostre case, troveremo per voi un alloggio, una stanza d’albergo, vi forniremo cibo e ci assicureremo che siate assistiti nel migliore dei modi» ha detto Ford sabato alle persone soggette a ordini di evacuazione, spiegando loro che gli aerei antincendio impiegati per combattere i quasi 200 incendi boschivi che stanno devastando la provincia non sganceranno acqua nelle aree in cui i piloti avvistano persone a terra. Ford ha aggiunto che la Provincia ha aperto centri di accoglienza, tra cui uno a Thunder Bay, per aiutare gli sfollati a trovare alloggio, cibo e assistenza sanitaria, oltre a organizzare il trasferimento verso altre città come Toronto e Niagara Falls, e sta altresì collaborando con il governo federale di Ottawa e con le Forze Armate Canadesi per predisporre servizi di trasporto, alloggio, alimentazione e registrazione degli evacuati.
Inoltre, il premier ha ribadito che oltre 150 squadre antincendio e più di 80 canadair ed elicotteri sono impegnati nella lotta contro gli incendi e che la Provincia non risparmierà per garantire la sicurezza della popolazione. Tuttavia, lo stesso Ford è stato criticato per il livello dei finanziamenti e delle risorse destinate alla risposta agli incendi boschivi, mentre il ministro delle Risorse Naturali, Mike Harris, è stato contestato per la gestione dell’evacuazione di due comunità delle First Nations (Whitesand e Namaygoosisagagun), i cui residenti sono dovuti fuggire in barca senza l’assistenza della Provincia – come riportato da The Canadian Press / CP24. Adesso i Nativi sono ospitati negli alberghi di Thunder Bay, ormai quasi pieni di evacuati. Sarebbero almeno 500 le persone in fuga dagli incendi, che stanno trovando rifugio in città.
Gli incendi boschivi in Ontario hanno già devastato una superficie più vasta rispetto a quella interessata da tutti gli incendi dell’anno scorso e hanno generato enormi colonne di fumo che hanno avvolto il cielo dell’intera provincia e di alcune zone degli Stati Uniti dove si è resa necessaria l’emissione di avvisi per la scarsa qualità dell’aria: il presidente americano Donald Trump ha attribuito al Canada la responsabilità del fumo che attraversa il confine, minacciando di imporre dazi come risposta. «Gli Stati Uniti sono inutilmente invasi da aria sporca, inquinata e malsana» ha detto Trump, suscitando la dura reazione di Ford, che ha definito tali dichiarazioni «inaccettabili». Il premier dell’Ontario ha ricordato che il Canada ha sempre contribuito a combattere gli incendi negli Stati Uniti perché «è quello che fanno i buoni vicini». Anche il primo ministro canadese Mark Carney ha risposto a Donald Trump, affermando che il cambiamento climatico è una responsabilità di tutti, compresi gli Stati Uniti.
In alto, la mappa” degli incendi in corso in Canada pubblicata ieri mattina dal Canadian Interagency Forest Fire Center: ogni pallino corrisponde ad un incendio ed il colore rappresenta la gravità: rosso fuori controllo, giallo sotto contenimento, blu sotto controllo, viola fuori controllo ma monitorato
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