Ontario, il fuoco avanza. E divampano le polemiche
TORONTO – L’emergenza incendi nel nord dell’Ontario continua ad aggravarsi: sono ormai quasi 200 i roghi attivi nella provincia e le superfici devastate dalle fiamme hanno raggiunto i 735.000 ettari, in netto aumento rispetto ai circa 650.000 ettari registrati solo la scorsa settimana. «La situazione si sta evolvendo molto rapidamente», ha dichiarato ieri il premier dell’Ontario Doug Ford, intervenendo a Toronto insieme alla ministra per la Preparazione e la Risposta alle Emergenze, Jill Dunlop, ed al ministro delle Risorse Naturali, Mike Harris.
La maggior parte degli incendi è concentrata nella parte nord-occidentale della provincia, dove 51 roghi risultano ancora completamente fuori controllo, secondo gli ultimi dati diffusi dalle autorità provinciali. E con i roghi divampano anche le polemiche: da una parte, le comunità indigene costrette a lasciare i propri villaggi accusano la Provincia di avere reagito troppo lentamente all’emergenza, intervenendo in ritardo anche nei soccorsi alle popolazioni; dall’altra, è finita sotto accusa anche la gestione economica dell’emergenza, visto che per l’anno fiscale in corso il governo dell’Ontario ha stanziato 150 milioni di dollari per la lotta agli incendi, cioè la metà dei quasi 300 milioni spesi nella stagione del 2025.
Il Ministero delle Risorse Naturali ha risposto che la priorità resta la sicurezza della popolazione e dei vigili del fuoco, assicurando che tutte le risorse disponibili sono impiegate per proteggere le comunità e le infrastrutture essenziali. Il premier Doug Ford ha a sua volta assicurato che il governo spenderà tutto il necessario, indipendentemente dagli stanziamenti iniziali, annunciando l’acquisto di undici nuovi velivoli destinati alle operazioni antincendio.
Secondo Noah Freedman, veterano delle squadre antincendio boschive della provincia, il problema è però strutturale. Con il cambiamento climatico gli incendi stanno diventando sempre più frequenti e intensi, rendendo indispensabili investimenti preventivi e una pianificazione di lungo periodo. «Dovremmo prepararci prima che si verifichino queste emergenze, acquistando gli aerei quando non servono ancora e non quando siamo già nel pieno della crisi», ha dichiarato alla CBC. «Conosciamo questi problemi da anni, ma non siamo ancora riusciti ad anticiparli davvero…».
Lo stesso Ford ha riconosciuto che la Provincia si trova ormai ad affrontare emergenze simili «praticamente ogni anno», aprendo alla possibilità di elaborare una strategia nazionale contro gli incendi boschivi. E qui entra in gioco il governo federale, con il primo ministro Mark Carney che ha confermato di essere in costante contatto con le Province e le amministrazioni locali e garantirà ulteriore assistenza, comprese le operazioni di evacuazione, qualora si rendesse necessaria.
Lo stesso Carney, domenica – prima di partire per New York dove ha poi assistito alla finale dei Mondiali di Calcio – si è recato a Ottawa per incontrare i dipendenti federali impegnati nel coordinamento delle operazioni contro gli incendi boschivi che stanno devastando il nord-ovest dell’Ontario ed altre aree del Paese (dove gli incendi attivi sono ancora più di 900, secondo i dati del Canadian Wildland Fire Information System e del Canadian Interagency Forest Fire Center consultati al momento in cui scriviamo, nel pomeriggio del 20 luglio 2026, lunedì).
Al termine della visita, Carney ha definito quella in corso «una delle stagioni degli incendi più intense della storia canadese», attribuendola alle eccezionali ondate di calore e alla siccità record che stanno colpendo il Paese. Il primo ministro ha sottolineato che il Canada ha mobilitato oltre 5.000 vigili del fuoco e quasi 300 mezzi aerei, tra canadair, elicotteri e velivoli per le evacuazioni, impegnati nelle operazioni di contenimento e spegnimento dei roghi. «Si tratta di uno sforzo immenso e complesso che si regge sull’impegno e sul coraggio di migliaia di persone che lavorano senza sosta per garantire la sicurezza dei canadesi», ha concluso.
Fumo ‘canadese’ negli Usa, nuovo scontro fra Trump e Ford
TORONTO – Donald Trump torna alla carica e Doug Ford risponde per le rime. Continua il botta e risposta a distanza fra il presidente statunitense ed il premier dell’Ontario, relativamente al fumo degli incendi attivi in Canada, che “invade” gli Stati Uniti peggiorando la qualità dell’aria “americana”.
Dopo una prima minaccia di nuovi dazi al Canada da parte di Trump, respinta al mittente da Ford, il presidente Usa ha rilanciato l’attacco, subito dopo la finale dei Mondiali di Calcio, alla quale lo stesso Trump ha assistito insieme al primo ministro canadese Mark Carney. «Gliel’ho detto (a Carney). Voglio dire, dovete impedire che questi incendi continuino a propagare il loro fumo fino a noi, avvelenando la nostra aria. La nostra aria è stata avvelenata», ha detto Trump domenica sera, dopo la partita, alla Joint Base Andrews, vicino a Washington. «Se possiamo aiutarli, li aiuteremo. Ma forse dovrebbero pagarci dei risarcimenti o qualcosa del genere, oppure dovremmo imporre dei dazi».
Carney aveva in realtà già respinto in precedenza le critiche di Trump, affermando che la gestione degli incendi boschivi provocati dai cambiamenti climatici è una responsabilità condivisa da tutti i Paesi del mondo, compresi gli Stati Uniti.
La risposta “battente” è invece arrivata ancora una volta da Ford, che ieri mattina, in una conferenza stampa, ha definito una «montagna di sciocchezze» la minaccia del presidente degli Stati Uniti di imporre nuovi dazi al Canada a causa del fumo degli incendi boschivi nel nord dell’Ontario che ha attraversato il confine verso gli Stati Uniti. «Invece di stare lì a lamentarsi, perché il presidente Trump non ci manda un po’ di aiuto? Mandate degli aerei antincendio, mandate dei vigili del fuoco specializzati negli incendi boschivi. Ma, d’altra parte, negli Stati Uniti in questo momento ci sono migliaia di incendi e non sentirete mai il Canada lamentarsi per questo», ha sottolineato Ford, che ha poi ribadito il concetto già evidenziato in precedenza da Carney: gli incendi sono «un fenomeno della natura. Succede in tutto il mondo… che sia in Francia, in Irlanda, in Australia o in qualsiasi altro luogo. Noi crediamo nel sostenere i nostri vicini. Ed è un peccato che il presidente (Trump) non creda nel sostenere i propri vicini», ha dichiarato Ford.
Il premier dell’Ontario ha poi ricordato a Trump ed agli altri esponenti politici statunitensi critici nei confronti degli sforzi per contenere gli incendi che l’Ontario si era offerto di aiutare la California durante la stagione degli incendi dello scorso anno. Non solo: la Provincia aveva inviato decine di tecnici della Hydro One nello Stato della Georgia per contribuire al ripristino dell’energia elettrica dopo il passaggio dell’uragano Helene nel 2024. Ma evidentemente negli Usa, per usare parole dello stesso Ford, “hanno la memoria molto corta”…
In alto, il primo ministro Mark Carney a Ottawa nel centro federale di coordinamento delle operazioni contro gli incendi (foto da Twitter X – @MarkJCarney)
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