Verrazzano, l’esploratore italiano “dimenticato”
TORONTO – Sebbene sia piuttosto evidente che gli italiani e i loro contributi abbiano aiutato a plasmare gran parte del mondo occidentale moderno, alcune figure di rilievo lungo il percorso sono state dimenticate. Ad esempio, Antonio Meucci, il cui lavoro sul “telegrafo parlante” precedette di decenni quello di Alexander Graham Bell – ma perse l’opportunità a causa di un brevetto scaduto. Con l’etnografo Giovanni da Verrazzano, tuttavia, i suoi successi furono sepolti negli archivi francesi per secoli.
Un nuovo docufilm diretto da Matteo De Nicolò e Daniele Palmi, intitolato Janus – Giovanni de Verrazzano, attualmente si sta girando in Toscana. Il film racconta “un momento cruciale nella storia dell’esplorazione: lo sbarco dell’esploratore e antropologo Giovanni da Verrazzano nella baia di New York, offrendo una reinterpretazione contemporanea e cinematografica della sua impresa e del suo sguardo sul Nuovo Mondo”, secondo la sinossi.
L’esploratore italiano, spesso definito etnografo, fu il primo europeo a scoprire la baia di New York, 85 anni prima dell’arrivo dell’esploratore inglese Henry Hudson. Più significativamente, viaggiò lungo la costa atlantica tra la Florida e Terranova, essendo il primo a rilevare e stabilire la “natura continentale” del Nord America.
Il suo lavoro e le sue scoperte cambiarono profondamente la strategia globale europea, che prima del 1524 era stata impantanata nei miti medievali sul Nord America come una serie di isole. I rapporti di Verrazzano portarono la Francia a rivendicare la costa dalle Caroline a Terranova – che in seguito fu chiamata Nuova Francia. Fu anche il primo europeo (dopo i vichingi) a esplorare la Nuova Scozia, Terranova e Labrador.
La produttrice del film, Francesca Papini, afferma che l’obiettivo del progetto è “restituire alla figura di Verrazzano l’importanza storica che merita”. Il sentimento potrebbe riferirsi ad alcune delle finte ignoranze che storici e legislatori hanno perpetrato nel commemorare o attribuire i successi di Verrazzano. Descrivendola come pura ignoranza è essere generoso.
Il ponte Verrazzano-Narrow che collega Brooklyn a Staten Island fu scritto erroneamente (e molti credono con malizia) con una sola ‘z’ nel 1960. L’allora governatore di New York Nelson Rockefeller e l’architetto del ponte Robert Moses si opposero fermamente al nome, ritenendolo “troppo lungo e difficile da pronunciare”. E così, l’errore di ortografia è rimasto fino al 2018, quando è intervenuto il governatore Cuomo.
Oggi, il rilievo di Verrazzano è trattato come un breve preludio alle esplorazioni di Cartier, con poco un paragrafo o due dedicati all’italiano.
Al massimo è una nota a piè di pagina dimenticabile. Per non parlare del fatto che gran parte di ciò che si trova online su Verrazzano lo definisce un “esploratore francese”.
Francese, non lo era. E Jacques Cartier fu incaricato di effettuare tre viaggi più all’interno, a seguito delle scoperte di Verrazzano. In meno di 80 anni dalla mappatura italiana della costa orientale del Nord America, Samuel de Champlain fondò la prima colonia permanente ufficiale francese (Quebec) in Canada.
Con grande disappunto di molti, ne sono sicuro, le basi per il colonialismo francese in Canada… furono posate da un italiano.
Immagine per gentile concessione di Reeload Srl
Massimo Volpe, autore di questo articolo, è un filmmaker e scrittore freelance di Toronto: scrive recensioni di film/contenuti italiani su Netflix



