Canada

Trump minaccia tariffe aggiuntive

TORONTO – Chi sperava in una possibile de-escalation è rimasto deluso. Messo alle spalle il fine settimana che doveva portare all’accordo sulle tariffe e che invece si è concluso con la rottura completa della trattativa, anche la giornata di ieri è stata caratterizzata dal muro contro muro tra Ottawa e Washington, con Donald Trump che ha minacciato l’attivazione di nuovi dazi doganali per l’inizio del 2027 e con il governo canadese che ha difeso compatto e con forza la decisione di non piegarsi al diktat del presidente americano. Come sempre, l’inquilino della Casa Bianca è intervenuto su Truth Social, prendendo di mira ancora una volta il nostro Paese.

“Aumenterò i dazi su tutte le auto, camion, grandi e piccoli, componentistica automobilistica e acciaio al 50 per cento il primo giorno dell’anno”. Il tycoon ha poi spiegato la sua strategia: “Costruisci negli Stati Uniti e ci sono tariffe zero. Il Canada non sarà più trattato come uno Stato! Sul commercio, e anche in altri modi, sono tra le peggiori nazioni al mondo con cui avere a che fare”.

“Si sentono in diritto di fare ciò che vogliono, eppure, non abbiamo bisogno del Canada, loro hanno bisogno di noi! Fanno il 95% dei loro affari con gli Stati Uniti, con noi, esattamente il contrario! Grazie per la vostra attenzione su questa questione!”.

Ma la giornata di ieri è stata caratterizzata anche da toni verbali mai sentiti, sintomo di una tensione crescente che non accenna a diminuire: “dittatore”, “re della bancarotta”, “lacchè”, “baciami il s…..e” sono solo alcune delle chicche che abbiamo ascoltato. Doug Ford ha attaccato a muso duro il presidente Usa, accusandolo di essere “un dittatore e il re della bancarotta”.

L’inquilino della Casa Bianca nel pomeriggio ha rincarato la dose con un altro post su Truth Social. “Tanta spavalderia da parte di Doug Ford, che è il Premier della provincia canadese dell’Ontario, ma che è meglio conosciuto come il fratello meno carismatico, intelligente e complessivamente poco impressionante del compianto grande Rob Ford. L’America ha portato il Canada da decenni, ma non più! Gli Stati Uniti saranno sempre molto più grandi, ricchi e forti del Canada. Senza gli Stati Uniti, il Canada non potrebbe sopravvivere — È da lì che ricevono tutti i loro soldi e, a causa della loro attuale cattiva leadership, principalmente il governatore Carney e il suo scagnozzo Ford, non potranno continuare a sfruttare gli Stati Uniti — la loro chiave per la sopravvivenza. Ricordate, gran parte dell’elettricità, del petrolio e del gas che il Canada riceve viene trasportata attraverso gli Stati Uniti. Qualcuno dovrebbe far “allineare questi pagliacci” o le conseguenze per il Canada saranno molto peggiori! Il tasso di disoccupazione in Canada è ora al 10% (il realtà è del 6,4%, ndr) e sta aumentando rapidamente. Le loro aziende stanno fuggendo verso gli Stati Uniti, e tutto questo è a causa delle loro politiche fallite e della loro leadership inetta! I giorni in cui si truffavano i nostri agricoltori e altre imprese sono finiti”.

Nel frattempo Pierre Poilievre, pur supportando la decisione del primo ministro di dire di no a quello che era considerato un “cattivo accordo”, ha chiesto ufficialmente a Mark Carney di convocare una seduta straordinaria del Parlamento per fare il punto della situazione.

“Caro primo ministro – ha scritto il leader dell’opposizione in una lettera aperta – dobbiamo mettere l’interesse nazionale al primo posto. Il fallimento nel garantire un accordo commerciale duraturo, insieme all’aumento dei dazi, minaccia ora una crisi economica più profonda, oltre a un decennio di costi in aumento e di crescita economica zero nell’economia canadese. I canadesi eleggono il Parlamento per difendere i propri interessi e decidere le questioni difficili. Quelle domande non possono più aspettare. L’Opposizione Ufficiale ha il dovere di porre domande e di chiedere conto al governo. Ecco perché vi scrivo per chiedervi di riconvocare il Parlamento senza ritardi”. “Il Parlamento – ha poi aggiunto – deve affrontare tre questioni urgenti: trasparenza sull’accordo abbandonato. Cosa c’era esattamente nell’accordo proposto che sembrava disposto ad accettare fino alla fine della scorsa settimana, quando improvvisamente ha deciso di interrompere i colloqui? Secondo, Il vero costo per le famiglie canadesi. Quanto costeranno ai canadesi le vostre politiche commerciali ed economiche in termini di prezzi più alti per generi alimentari, benzina e altro? Hai affermato che avresti imposto una ritorsione tariffaria dollaro per dollaro e che queste “tariffe sono tasse”.

“Terzo, la difesa dei posti di lavoro e dell’industria canadesi. Come proteggerai i posti di lavoro in acciaio, alluminio, legname e automobilistica minacciati dai dazi? Il Canada è stata l’unica economia del G7 ad entrare in recessione nell’ultimo anno”. Per ora il primo ministro non ha risposto a Poilievre.

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