TCDSB: i soldi ci sono, non per le lingue
TORONTO – La decisione del Commissario nominato dalla Provincia, Frank Benedetto, di porre fine, a partire dal prossimo settembre, ai programmi di Lingue Internazionali diurne presso il Toronto Catholic District School Board (TCDSB) ha scatenato una vera e propria ondata di proteste, almeno nel mondo online e tra coloro che seguono la vicenda. Benedetto ha giustificato la sua decisione come una misura di contenimento dei costi, necessaria per riportare sotto controllo il deficit del TCDSB.
Quel deficit, però, sembra essere un bersaglio mobile. Ancora nel primo trimestre del 2024, il Provveditorato aveva presentato un avanzo di bilancio in corso d’anno pari a 100 milioni di dollari. Alla fine del quarto trimestre, quell’avanzo si è trasformato, quasi per magia, in un deficit di 40 milioni di dollari. Quando il Ministero se n’è accorto, il deficit era salito a 48 milioni e, nel momento in cui il Ministero ha posto il Consiglio sotto commissariamento, secondo dichiarazioni pubbliche attribuite al Ministro, era arrivato addirittura a 78 milioni di dollari.
Ma la storia diventa ancora più sorprendente. Secondo la stima più recente, basata su dati generati dall’intelligenza artificiale, il deficit sarebbe oggi di circa 35 milioni di dollari. Il motivo? (Aspettate di sentirlo…) L’aumento previsto di 1.500 iscritti a vari programmi non si è concretizzato. Di conseguenza, la soluzione individuata è stata quella di eliminare 77 posti di insegnante in 39 scuole che offrono il programma di Lingue Internazionali e di modificare gli orari delle campanelle (probabilmente per ottimizzare il trasporto scolastico), ottenendo così un risparmio di circa 7,7 milioni di dollari, ovvero poco più del 20% del deficit.
Fermiamoci un momento a riflettere. I documenti del Ministero indicano che ogni studente regolarmente iscritto (Average Daily Enrolment – ADE) genera circa 13.000 dollari di finanziamento per il Provveditorato. Non si tratta di denaro pubblico in senso generico, bensì di fondi provenienti dalle imposte versate dai proprietari di immobili e dalle imprese che hanno scelto e certificato il proprio sostegno al sistema scolastico cattolico. Circa il 22%, ovvero poco più di un proprietario di casa o imprenditore su cinque, rientra nella categoria di contribuenti che destinano le proprie imposte scolastiche al sistema cattolico, in base all’assetto costituzionale vigente. Le entrate complessive del TCDSB ammontano quindi a circa 1,3 miliardi di dollari. In confronto, 7,7 milioni rappresentano una cifra irrisoria. Seguite la “pallina magica” che continua a rimbalzare. I numeri sono tali da far girare la testa. Quei 77 insegnanti di lingue sembrano essere diventati i responsabili di tutte le cattive decisioni prese negli ultimi anni – il sarcasmo è del tutto intenzionale. Nessuno di questi insegnanti compare nella Sunshine List dell’Ontario, l’elenco pubblico che riporta i nomi e gli stipendi di tutti i dipendenti pubblici che percepiscono oltre 100.000 dollari all’anno. Il motivo è semplice: in media, nessuno di loro guadagna molto più della metà di quella cifra.
Ben diversa è la situazione dei loro “datori di lavoro”: gli esperti di pedagogia, i custodi dei valori religiosi che costituiscono il fondamento del sistema e i “maghi della finanza” che gestiscono l’organizzazione, cioè coloro le cui competenze hanno portato ai disastrosi deficit attuali. E no, non stiamo parlando dei consiglieri scolastici, che percepiscono un’indennità di circa 18.000 dollari, oltre ad alcune spese rimborsate.
Dieci dei ventidue principali dirigenti, le cui analisi hanno “informato il Ministero e il Commissario Benedetto” sulla situazione finanziaria del 2024-2025, hanno percepito complessivamente oltre 2,5 milioni di dollari. Nessuno di loro è stato licenziato né retrocesso.
Nel 2025-2026 tutti hanno ricevuto un aumento di stipendio, nonostante l’ADE continui a diminuire. Nessuno di loro sembra comprendere, o voler riconoscere, il valore dell’apprendimento di una lingua d’origine e il motivo per cui esso rappresenti un investimento e non un costo.
L’ex Direttore, oggi Amministratore Delegato (CEO), ha raccomandato – e ottenuto – per sé stesso un aumento dello stipendio fino a 317.000 dollari all’anno, oltre a un generoso pacchetto di ferie e benefici. E il Commissario Frank Benedetto?
Il Corriere ha cercato di contattare il CEO e le altre persone citate nell’articolo, ma non ha ricevuto alcuna risposta.
Nella foto sopra, da sinistra in alto, in senso orario: il Chief Executive Officer Brendan Browne ($ 317.000 all’anno), il Commissario Straordinario Frank Benedetto, il Chief Operating Officer Derek Boyce ($ 257.538 all’anno), il Chief Education Officer Adrian Della Mora ($ 257.538 all’anno), la Chief Communications Officer Shazia Vlahos ($225,484 all’anno), il Chief Financial Officer Ryan Putnam ($235,939 all’anno) – foto: TCDSB e premium.canadianlawyermag.com

