Pirlo salta, Maldini e Leonardo si dimettono
TORONTO – La candidatura di Andrea Pirlo come ct della Nazionale è ufficialmente tramontata. Dopo il caos dei giorni scorsi legato al sito di scommesse russo Fonbet, l’ex centrocampista del Milan ha reso nota la decisione della FIGC di cambiare rotta sulla questione. “Dopo aver appreso ieri sera di non essere più il candidato alla panchina della Nazionale italiana, ritengo doveroso chiarire alcuni aspetti”, ha dichiarato sul suo profilo Instagram.
“Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono.”
Una bufera che ha scosso anche la dirigenza. Maldini e Leonardo, insoddisfatti dopo aver visto sfumare il loro progetto tecnico, hanno rinunciato al loro incarico dopo appena 16 giorni.
Nella giornata di lunedì, il presidente della FIGC Giovanni Malagò ha messo sul tavolo le possibili soluzioni per trovare un punto di incontro dopo il dietrofront su Pirlo e, in questi termini, il nome più in lizza era quello di Thiago Motta, profilo in linea con la politica di rifondazione promossa da tutte le parti. Ma ciò non è bastato.
La tensione, adesso, si sposta in vista del consiglio federale di martedì, in cui il presidente FIGC dovrà rimediare ad un caso che il ministro dello sport Andrea Abodi ha definito una “brutta figura” parlando a margine della presentazione dell’Hub Rete di Piacenza. “Abbiamo appreso dalla tv delle dimissioni di Maldini e Leonardo, ne abbiamo preso atto. Sorpreso? Direi di no, era nell’aria. Maldini aveva scelto Pirlo, che però non sarà il ct. Mi spiace perché secondo me era una grande scelta Maldini, una persona di valore e avrei gradito, per tutto il movimento calcio, che fosse ancora a bordo”, ha dichiarato Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Serie A, all’uscita dalla riunione federale di lunedì.
Diverse le parole del presidente della Lega nazionale dilettanti, Giancarlo Abete, che ha avuto una reazione spiazzante: “Non siamo abituati a certe situazioni. Lo abbiamo saputo nel finale della riunione delle componenti, da notizie dei media. Fino a 45 minuti fa pensavamo alle alternative volute dal dt e dall’advisor. Il colloquio di oggi è partito dalla trattativa con Guardiola e successivamente l’indicazione di Pirlo dopo i quali sono emersi i problemi che ormai tutti conoscono, attività non note alla Federazione quando ha fatto questo tipo di scelta. C’è delusione per Maldini che aveva detto che la Nazionale non si può rifiutare? Questa situazione non era prevista. Maldini ha parlato di 10 anni e sono passati quattro giorni, ma sono dei cortocircuiti che possono capitare. Ora dobbiamo ripartire da un progetto serio”.
I rumors che girano attorno ai possibili scenari sono tanti. La nomina di direttore tecnico dovrebbe ricadere su Giorgio Chiellini, già consigliere federale FIGC, mentre per la carica di ct in pole ci sarebbero Roberto Mancini, preferito da Malagò, e Antonio Conte, ruolo che hanno ricoperto entrambi in passato. Ma la scossa che ha colpito gli uffici di via Allegri è stata più forte che mai.
Dopo la riunione, Malagò ha lasciato la sede della FIGC da un’uscita secondaria, evitando qualsiasi tipo di dichiarazione in vista del consiglio federale di domani che dovrebbe portare ad un esito ufficiale.
Ma con le dinamiche di oggi, il clima è più teso e rovente che mai.
In alto, Andrea Pirlo: non sarà lui il ct della Nazionale azzurra (foto: X – Pirlo)

