Italia, Bianchedi è la nuova capo delegazione
ROMA – La rivoluzione, nell’ambiente Figc, è ancora in corso. O meglio, era in corso, perché nella mattinata di ieri è arrivata un’altra conferma ufficiale: Diana Bianchedi è la nuova capo delegazione della Nazionale.
Lo ha annunciato ai microfoni della Gazzetta dello Sport il presidente della federcalcio Giovanni Malagò, che ha sottolineato come questa scelta “risponde a un’esigenza e ad una richiesta degli appassionati, della gente, degli italiani: il calcio non deve essere più percepito come una realtà a parte”. Il ruolo della Bianchedi, dunque, è ormai stabilito ed è già solidissimo, in quanto “gode di prestigio e credibilità internazionale”, ha detto Malagò nell’intervista, che ha definito questa decisione “una rivoluzione culturale”.
Sì, culturale, non solo strutturale: dopo la nomina di Roberto Mancini come ct, Claudio Ranieri come dt e Gianfranco Zola come coordinatore delle nazionali giovanili, il puzzzle è stato completato dall’ultima tessera, rappresentata dalla prima donna della storia a ricoprire questo incarico. Per di più, lontana dall’ambiente calcistico, dato che si tratta di una schermitrice: Bianchedi conta 10 medaglie ai Mondiali (5 ori, 1 argento, 4 bronzi) e 4 medaglie agli Europei (2 ori, 1 argento, 1 bronzo), ai quali si aggiunge la vittoria della Coppa del Mondo di fioretto nel 1993. Ma è alle Olimpiadi che il suo curriculum vanta i migliori successi: Nel 1992, a Barcellona, Bianchedi conquistò l’oro in squadra con Giovanna Trillini, Francesca Bortolozzi, Margherita Zalaffi e Dorina Vaccaroni, replicandosi a Sydney nel 2000 con Giovanna Trillini e Valentina Vezzali. Ad Atlanta 1996, invece, il suo cammino fu più sfortunato, piazzandosi al nono posto nel fioretto e costretta al ritiro per un grave infortunio al tendine d’Achille e, dopo il ritiro avvenuto nel 2001, è stata inserita nella Hall of Fame della Federazione internazionale della scherma nel 2017.
Adesso, la nuova capodelegazione è chiamata ad un ruolo importante all’interno della Figc, che, però, ha già scatenato delle polemiche. Anzi, dei veri e propri scontri. Bianchedi, infatti, è la vicepresidente vicaria del Coni e, in base all’articolo 7 comma 4 dello statuto del comitato olimpico, parrebbe incompatibile per conflitto di interessi permanente. Aspetto che lo stesso Coni ha sottolineato in un comunicato ufficiale: “In relazione a quanto apparso oggi su alcuni organi di stampa relativamente ad un annunciato incarico di rilievo in ambito Figc per il vicepresidente vicario del Coni, si comunica che, ai sensi dello Statuto e delle eggi vigenti, sono stati prontamente attivati gli uffici preposti e gli organismi competenti al fine di valutare eventuali profili di opportunità, inconferibilità e incompatibilità, a tutela della Giunta Nazionale”.
Un’incompatibilità che costringerebbe Bianchedi a rifiutare tale incarico, ma in risposta, alcune fonti della Figc hanno affermato che “non c’è né norma statale né statutaria che preveda incompatibilità tra il ruolo di membro di Giunta del Coni e un incarico federale; né si ritiene che l’incarico possa configurare il conflitto di interessi permanente richiamato dallo statuto del Coni.”. Inoltre, hanno sottolineato le fonti Figc, “l’incarico affidato a Bianchedi viene considerato di mera rappresentanza e accompagnamento istituzionale della Nazionale e della Figc”.
Insomma, il clima resta ancora teso e movimentato dopo la bufera creatasi attorno al caso Pirlo, ma sembra che questo nuovo tassello dell’organico Figc non sia destinato ad avere conseguenze negative. D’altronde, una figura come quella di Diana Bianchedi è proprio quella su cui la dirigenza Figc ha puntato sin dall’inizio di questa rivoluzione. Una figura polarizzante, istituzionale, con alle spalle ruoli dirigenziali e di leadership che vanno oltre l’ambiente calcistico, per portare di nuovo l’Italia ai fasti di un tempo.
In alto, Diana Bianchedi (foto di Chiara Mico / Wikipedia)

