La “royal couple” della pizza contemporanea
ROMA – A Roma qualcuno potrebbe definirli la “royal couple” della pizza contemporanea. Pier Daniele Seu è uno dei pizzaioli italiani più affermati della sua generazione, Valeria Zuppardo la manager che ha contribuito a trasformarne il talento in un progetto imprenditoriale. La loro storia, iniziata nel 2015, è soprattutto quella dell’incontro tra due percorsi professionali molto diversi, cresciuti negli anni fino a diventare parti inseparabili di uno stesso progetto.
Seu non proviene da una famiglia di pizzaioli e arriva alla pizza quasi per caso, dopo un corso frequentato a Ostia. Seguono anni di gavetta, lavoro e sperimentazione, durante i quali comincia a mettere a punto una propria identità. La sua pizza non appartiene alla tradizione romana sottile e croccante — stile al quale dedicherà più tardi il progetto TAC — né può essere semplicemente definita napoletana: l’impasto, soffice e leggero, con un cornicione pronunciato, guarda a quella tradizione ma segue una ricerca personale che nel tempo è diventata sempre più riconoscibile.
Lo incontrai per la prima volta nel 2017 e nell’aprile dell’anno successivo, poche settimane dopo l’apertura di Seu Pizza Illuminati, lo intervistai. Era un momento molto diverso da quello attuale: il locale di via Angelo Bargoni aveva appena cominciato il suo percorso e Seu era ancora considerato una delle promesse della nuova scena italiana della pizza. Eppure alcuni elementi del suo lavoro erano già molto chiari: la ricerca sugli impasti, l’attenzione quasi maniacale ai topping e la volontà di usare la pizza come uno spazio gastronomico nel quale far convivere tecniche di cucina, ingredienti non convenzionali e riferimenti provenienti anche dalla musica, dalla moda e dalla cultura pop. All’epoca paragonai la sua pizza all’album My Beautiful Dark Twisted Fantasy di Kanye West: ambiziosa, complessa, costruita attraverso suggestioni apparentemente lontane tra loro.
A distanza di otto anni, rileggere quella conversazione permette però di cogliere anche un altro aspetto che allora era appena agli inizi. Dietro la crescita professionale di Pier Daniele stava prendendo forma un progetto più ampio, nel quale il ruolo di Valeria sarebbe diventato sempre più importante.
Pier Daniele e Valeria si erano conosciuti nel 2015. Entrambi vengono da Ostia, ma lei arriva da una formazione e da esperienze professionali completamente diverse: studi in Scienze della Comunicazione, anni trascorsi tra Londra e Milano e una carriera nel settore della moda e del lusso, fino al lavoro per Michael Kors.
È Valeria, proprio nel 2015, ad aprire il primo profilo Instagram di Pier Daniele, intuendo l’importanza di costruirgli un’identità professionale che non coincidesse esclusivamente con quella dei locali nei quali lavorava. Quello che inizialmente nasce come un lavoro sulla comunicazione si amplia progressivamente: con l’esperienza al Mercato Centrale di Roma i due costituiscono una società e, quando prende forma l’idea di aprire una pizzeria propria, Valeria si occupa anche del business plan, dell’amministrazione e dell’organizzazione.
Nel marzo del 2018 apre così Seu Pizza Illuminati, in via Angelo Bargoni 10, nella zona di Porta Portese, a pochi passi da Trastevere. Pier Daniele ha finalmente uno spazio nel quale sviluppare senza compromessi la propria idea di pizza, mentre Valeria lavora alla costruzione e alla gestione dell’impresa. Sarebbe tuttavia riduttivo descrivere il loro rapporto professionale attraverso la semplice contrapposizione tra il creativo e la manager: con il passare degli anni i rispettivi ambiti si sono intrecciati sempre di più, facendo della proposta gastronomica, del servizio, della comunicazione e dell’identità del locale parti di uno stesso progetto.
I riconoscimenti arrivano in tempi relativamente brevi e Seu Pizza Illuminati entra stabilmente nelle principali guide e classifiche di settore. La crescita, tuttavia, non porta la coppia a limitarsi a replicare una formula già affermata. Nel gennaio del 2024 apre a Mostacciano, nella zona sud della capitale, TAC – Thin and Crunchy, un’insegna dedicata questa volta alla pizza romana tonda, sottile e croccante, reinterpretata secondo lo stile di Seu.

Ancora più significativa è la scelta compiuta l’anno successivo, quando Pier Daniele e Valeria decidono di chiudere temporaneamente Seu Pizza Illuminati nonostante il successo raggiunto, con l’obiettivo di ripensarne l’impostazione. Dopo alcuni mesi di lavori, il locale riapre il 30 ottobre 2025 con il nome più essenziale di Seu Pizza, un numero inferiore di coperti, un servizio più strutturato e tre percorsi di degustazione, pur mantenendo la possibilità di scegliere liberamente dalla carta.
È una decisione che racconta bene il modo in cui i due hanno portato avanti il progetto: il successo non viene considerato una formula da conservare immutata, ma un punto di partenza dal quale continuare a sperimentare. Nel 2026 arrivano nuovi riconoscimenti, con Seu Pizza al secondo posto, ex aequo, nella classifica italiana di 50 Top Pizza e l’Assoluto di Melanzane premiata come Pizza dell’Anno.

Nel frattempo, il progetto ha da tempo oltrepassato i confini romani. La collaborazione con Bvlgari Hotels & Resorts risale al 2020, quando Seu porta la propria pizza al Bvlgari Resort Dubai. Nel 2026 quel rapporto si amplia con il Pizza Bar – Pier Daniele Seu, progetto itinerante che debutta a Milano per poi approdare in diverse proprietà internazionali del gruppo.
L’incontro tra la pizza e l’hôtellerie di lusso potrebbe apparire insolito, ma rappresenta in realtà uno sviluppo coerente con il percorso costruito negli anni da Pier Daniele e Valeria. Da una parte c’è un prodotto profondamente legato alla cultura gastronomica italiana; dall’altra un lavoro costante sull’identità, sul servizio e sull’esperienza complessiva che ha progressivamente portato Seu Pizza oltre i confini della pizzeria tradizionale.

Per Valeria questa collaborazione assume inoltre un significato particolare. Dopo gli anni trascorsi nella moda e nel lusso, il mondo dal quale proveniva torna infatti a incrociare il suo percorso professionale, ma da una prospettiva completamente diversa: non più lavorando per un grande marchio internazionale, bensì portando all’interno di quel mondo il progetto costruito negli anni insieme a Pier Daniele.
È anche per questo che oggi torna alla mente una frase pronunciata da Seu durante quella nostra intervista del 2018. Mi disse che per lui “la cucina è amore e ossessione” e parlò della fortuna di avere accanto una persona con cui poter condividere tutto questo. Quella persona era Valeria e, riletta alla luce del percorso compiuto da allora, quella frase sembra raccontare molto più di quanto potesse apparire in quel momento.
La loro storia non è infatti soltanto quella dell’affermazione di uno dei pizzaioli più conosciuti della sua generazione, ma quella della costruzione di un’impresa nella quale due esperienze professionali molto diverse hanno finito per rafforzarsi reciprocamente.
Dalla gavetta di Ostia all’apertura della prima pizzeria, dai riconoscimenti italiani alle collaborazioni internazionali, Pier Daniele Seu e Valeria Zuppardo hanno costruito insieme un’identità che oggi va ben oltre il singolo locale.
“In pizza we trust”, recita la scritta al neon diventata negli anni il simbolo del locale. A distanza di tempo, però, forse la parola che racconta meglio la loro storia non è nemmeno “pizza”, ma “we”. Noi. Nel basket il talento individuale può cambiare una partita, ma per costruire una squadra servono intesa, visione e fiducia reciproca. Pier Daniele Seu e Valeria Zuppardo sembrano averlo capito fin dall’inizio: il loro segreto non è stato soltanto credere nella pizza, ma crederci in due.



