Canada

Bernardo, assassino e stupratore seriale di ragazzine, torna a chiedere la libertà condizionale

TORONTO – Per la quarta volta in otto anni, l’assassino e stupratore seriale di ragazzine Paul Bernardo, canadese di Scarborough, avrà la possibilità di presentarsi – il mese prossimo – davanti al Comitato per la Libertà Vigilata (il Parole Board of Canada), per chiedere la libertà condizionale.

Ripercorriamone brevemente la “carriera”: nel 1991, insieme all’allora moglie Karla Homolka, Bernardo rapì, torturò e uccise la 14enne Leslie Mahaffy nella loro abitazione di Port Dalhousie, in Ontario: parti del corpo della ragazza furono ritrovate immerse nel cemento nel lago Gibson, vicino a St. Catharines, lo stesso giorno in cui Bernardo e Homolka si sposarono. Un anno dopo, la 15enne Kristen French fu rapita mentre tornava a casa da scuola a St. Catharines: fu torturata e tenuta prigioniera per tre giorni prima di essere uccisa da Bernardo ed il suo corpo fu ritrovato in un fosso a Burlington, in Ontario. Altri crimini commessi da Bernardo si protrassero per diversi anni tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, e furono pure filmati.

Arrestato nel 1993, Bernardo è stato condannato per l’omicidio di primo grado di Mahaffy e French, per molteplici aggressioni sessuali (quattordici) ed anche per omicidio colposo in relazione alla morte, avvenuta nel 1990, della 15enne Tammy, sorella di sua moglie Homolka, che era stata drogata e aggredita sessualmente dalla coppia.

Oggi 62enne, ha trascorso più di 30 anni dietro le sbarre. Essendo stato condannato all’ergastolo senza possibilità di ottenere la libertà condizionale prima che fossero trascorsi 25 anni dal suo arresto, ha potuto preeentare la domanda di libertà per la prima volta nel 2018, poi nel 2021 e poi ancora nel 2024. Adesso, il prossimo 20 ottobre, ci riproverà, per la quarta volta.

L’avvocato delle famiglie delle vittime, Tim Danson, ha dichiarato a CTV (qui) che, sebbene le famiglie delle vittime ritenessero che Bernardo avesse diritto alle sue udienze per la libertà condizionale, la frequenza di tali udienze dovrebbe essere ridotta. «Riteniamo che le udienze per la libertà condizionale di persone come Paul Bernardo dovrebbero tenersi ogni sette anni e che, se in qualche modo ci fosse una svolta in campo medico o si verificasse qualcosa di significativo, il detenuto potrebbe chiedere al Comitato per la Libertà Vigilata un’udienza anticipata. Altrimenti, dovrebbero essere ogni sette anni», ha detto il legale, facendo riferimento al fatto che il Codice Penale canadese prevede udienze ogni due anni. In ogni caso, l’avvocato ricorda anche che «Paul Bernardo è stato designato come criminale pericoloso ed è stato diagnosticato come psicopatico sessuale sadico, e nessuno può contestare, dal punto di vista medico o scientifico, che non esista una cura – sottolinea l’avvocato – per la psicopatia sessuale sadica».

Quanto alle famiglie delle vittime, secondo Danson le madri di Kristen e Leslie, Donna French e Debbie Mahaffy, dovrebbero partecipare all’udienza, di persona oppure virtualmente. Alla domanda su quale sarà il loro messaggio per l’uomo che ha ucciso le loro figlie, Danson ha risposto: «Il prezzo che deve pagare per ciò che ha fatto è trascorrere il resto della sua vita naturale in carcere, e dovrebbe ritenersi fortunato che in Canada non esista la pena di morte».

Secondo l’avvocato, Bernardo gode peraltro di «molta più libertà» da quando è stato trasferito dal carcere di massima sicurezza Millhaven, Ontario, a quello di media sicurezza La Macaza, Québec, trasferimento avvenuto nel 2023 durante il governo di Justin Trudeau. «La differenza tra un istituto di massima sicurezza e uno di media sicurezza è notevole: in un carcere di media sicurezza le condizioni sono molto più rilassate per il detenuto. Ha molti diritti e privilegi all’interno del carcere e, ancora una volta, Bernardo dovrebbe ritenersi fortunato a non essere in un carcere di massima sicurezza, dove invece riteniamo che dovrebbe trovarsi», ha affermato l’avvocato.

Il trasferimento di Bernardo a La Macaza suscitò una forte reazione negativa da parte dell’opinione pubblica: anche il premier dell’Ontario Doug Ford espresse parole dure, affermando all’epoca che il famigerato assassino avrebbe dovuto «marcire in un carcere di massima sicurezza» per il resto della sua «miserabile esistenza». E invece, Bernardo torna a chiedere la libertà: il sistema canadese glielo permette.

Nella foto in alto, Paul Bernardo (foto: Kingston Penitentiary, Novembre 1995)

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