Canada

Cusma, tariffe ed export: il Canada davanti a un bivio

TORONTO – Aperti a una maggiore integrazione con gli Stati Uniti, ma pronti ad allargare gli orizzonti commerciali del Canada. Sono questi i due binari paralleli indicati da Mark Carney durante il suo intervento al Global Progress Action Summit di Toronto.

Il primo ministro, in un discorso che ha ripreso alcuni temi lanciati nel famoso intervento a Davos, ha ribadito la volontà del Canada a chiudere positivamente la trattativa che porta al rinnovo del Cusma. Ma allo stesso tempo – ha sottolineato il leader liberale – persiste la consapevolezza che i rapporti con gli Usa sono entrati in una nuova fase, caratterizzata dall’incertezza e dalla contrapposizione commerciale: per questo motivo il Canada punta a raddoppiare l’export verso altri Paesi che non siano gli Stati Uniti.

Carney è intervenuto al Global Progress Action Summit 2026 a Toronto, a cui hanno partecipato i ministri Anita Anand, Melanie Joly e François-Philippe Champagne, oltre a politici statunitensi ed europei attuali ed ex, tra cui la leader del Pd Elly Schein, Pete Buttigieg e Magdalena Andersson.

Carney ha detto che “la perdita di controllo che le persone sentono riguardo alla crisi dell’accessibilità economica, all’immigrazione e all’intelligenza artificiale ha alimentato una politica del risentimento” che sta dividendo le persone in tutto il mondo.

Queste nuove sfide richiedono nuove soluzioni, haaggiunto Carney, toccando temi discussi al World Economic Forum di Davos, dove ha sostenuto che l’ordine internazionale basato su regole non funziona più e che i paesi di potenza media devono costruire nuove coalizioni.

Il primo ministro ha citato il filosofo canadese Marshall McLuhan, affermando che l’”era dell’ansia” di oggi è stata causata dal “tentativo di fare il lavoro di oggi con gli strumenti di ieri.”

Per il primo ministro il suo governo ha fatto sforzi per promuovere soluzioni moderne, come cercare accordi commerciali in Europa e oltre di fronte ai dazi statunitensi e creare l’agenzia Build Canada Homes, che mira a costruire migliaia di case su terreni di proprietà federale.

Carney ha ribadito che l’approccio del governo include la disponibilità ad accettare realtà dure, come l’uso di tutte le fonti di energia, “incluso un po’ di gas”, mentre si lavora per sistemi energetici più puliti e accessibili.

In alto, Mark Carney al Global Progress Action Summit (foto: X – Carney)

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