Canada

“Cusma, no a concessioni preventive”

TORONTO – Il Canada non è disposto a fare alcun tipo di concessione preventiva agli Stati Uniti prima dell’avvio del negoziato per il rinnovo del Cusma. Lo ha dichiarato ieri mattina Mark Carney, prima della riunione del gruppo parlamentare liberale, ribadendo come Ottawa abbia tutta l’intenzione di ridiscutere seriamente l’accordo di libero scambio con gli Usa e con il Messico senza però rinunciare a una trattativa giusta, bilanciata e conveniente per il Canada.

Il primo ministro ha indirettamente risposte alle voce e alle speculazioni che si erano rincorse negli ultimi giorni secondo le quali l’amministrazione Trump avrebbe chiesto al Canada di fare alcune concessioni commerciali prima dell’avvio del negoziato per il rinnovo del Cusma.

Una pretesa, quella dell’inquilino della Casa Bianca, che era stata accompagnata dalle parole del segretario Usa al Commercio Howard Lutnick: sul Cusma – era stato questo il suo ragionamento – tutte le opzioni sono sul tavolo, noi non ne abbiamo bisogno, a differenza del Canada, la cui economica dipende dal trattato di libero scambio.

Carney quindi ha ricalibrato la questione, rispedendo al mittente l’ipotesi di concessioni preventive e rilanciando l’idea di un negoziato che possa non solo rinnovare il Cusma, ma che lo possa addirittura migliorare.

Martedì lo stesso primo ministro aveva nominato i nuovi componenti del Comitato Consultivo sulle relazioni Canada-Usa, un organismo composto da esperti, rappresentanti di categoria, esponenti del mono industriale, imprenditoriale e sindacale che avrà il compito di accompagnare con il suo expertise la trattativa per il rinnovo del Cusma. “Gli Stati Uniti – ha aggiunto Carney – non dettano i termini del libero scambio con il Canada”. Il primo ministro ha poi aggiunto che la delegazione canadese è consapevole di ciò che gli Stati Uniti “definirebbero irritanti commerciali” e che “anche noi ne abbiamo alcuni dalla nostra parte.”

“Siamo ben preparati su questi temi. Ci sederemo e lavoreremo su queste questioni con un approccio più ampio nelle negoziazioni. Abbiamo fatto controproposte, di cui sono a conoscenza. E arriverà il momento di rimboccarci davvero le maniche”.

Il Cusma rappresenta il più importante trattato commerciale del nostro Paese, un accordo che ha fatto da ombrello a circa l’85 per cento dei prodotti canadesi esportati negli Usa durante le fasi più acute della guerra commerciale con gli Stati Uniti. L’ipotesi di una accantonamento del Cusma a Ottawa non è nemmeno presa in considerazione, anche se persistono numerosi segnali che indicano come serve cambiare marcia e accelerare sul fronte negoziale.

Anche perché gli Stati Uniti hanno deciso di portare avanti la trattativa su un doppio binario: non un negoziato trilaterale, ma due negoziati bilaterali paralleli Usa-Canada e Usa-Messico. E come ha ribadito per l’ennesima volta il rappresentante americano al Commercio Jamieson Greer, la trattativa Washington-Città del Messico si trova in una fase nettamente più avanzata rispetto a quella con Ottawa.

Insomma, i segnali che arrivano sono in chiaroscuro. Di certo il governo federale sa che la priorità principale resta il rinnovo del trattato e non è nemmeno ipotizzabile un futuro in cui il Cusma possa cessare di esistere.

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