Media online
e stampa indipendente:
serve equilibrio

di Priscilla Pajdo del February 9, 2022

TORONTO - Il mondo della comunicazione è in continua evoluzione. Oltre 3,6 miliardi di persone in tutto il mondo utilizzano i social media per rimanere in contatto, condividere contenuti e tenersi informati.

Le piattaforme digitali svolgono un ruolo importante in quanto sono i percorsi attraverso i quali le persone accedono alle loro notizie e informazioni (vedi grafico 1, sopra). La relazione simbiotica tra editori di notizie e piattaforme digitali dovrebbe essere vantaggiosa per entrambe le parti. Ma non è sempre così. Soprattutto, in un mondo in cui la pandemia sembra aver accelerato la trasformazione digitale nella società.

È diventato sempre più facile per le persone accedere alle informazioni scorrendo piattaforme come Facebook o motori di ricerca come Google. Di conseguenza, gli editori di notizie traggono vantaggio dall’aumento del traffico verso i propri siti e da un pubblico più ampio.

Tuttavia, quando si tratta di compartecipazione alle entrate tra piattaforme digitali e testate giornalistiche, le cose potrebbero non sembrare vantaggiose o eque per tutte le parti coinvolte. Una percezione importante sarebbe che i vantaggi si distorcono a favore delle fonti di ricerca online e delle piattaforme di social media. Hanno accesso a contenuti di notizie e un flusso di entrate redditizio, mentre le pubblicazioni di notizie (digitali e cartacee) e i creatori di contenuti digitali indipendenti sembrano ottenere poco in cambio.

È facile indicare alcuni dei partecipanti predominanti del settore come Google, Facebook, Netflix, Amazon, Twitter e Apple. Le persone si rivolgono più spesso a queste popolari fonti online per rimanere informate. Secondo il Canadian Media Concentration Research Project (CMCRP), questi giganti globali di Internet nel 2019 hanno registrato un fatturato combinato di 9,3 miliardi di dollari.

Nello stesso anno, le entrate totali della pubblicità online in Canada sono state di circa 8,8 miliardi di dollari, con un aumento di circa il 15% rispetto all’anno precedente. Non sorprende che le entrate pubblicitarie canadesi di Google siano state di $ 4,8 miliardi, che rappresentano oltre la metà di tutta la pubblicità online in Canada. Per quanto riguarda Facebook, le sue entrate pubblicitarie canadesi sono state di $ 2,6 miliardi (vedi grafico 2, qui sotto).

Le prime due piattaforme di media online combinate rappresentano oltre l’80% del mercato totale degli annunci online. Ciò lascia poco spazio ai concorrenti del settore per farsi largo e beneficiare degli introiti pubblicitari.

Sebbene i giornali continuino a essere una parte fondamentale del panorama delle notizie, è essenziale che continuino ad evolversi e ad adattarsi nell’era digitale. A tal fine, le organizzazioni dei media come i giornali investono risorse sostanziali per rendere i loro servizi più accessibili al pubblico tramite piattaforme digitali.

Come indicato dal professor Dwayne Winsek, professore alla School of Journalism and Communications presso la Carleton University, nonostante un aumento del traffico verso i loro siti Web e un aumento marginale dei ricavi tramite nuovi abbonamenti, i ricavi online dei giornali quotidiani e comunitari hanno registrato solo una crescita modesta.

I suoi commenti, pubblicati da CMCRP (maggio 2021) al Department of Canadian Heritage’s Consultation on Fair revenue sharing between digital platforms and news media, hanno anche sottolineato che le entrate pubblicitarie online per i giornali si sono aggirate intorno ai 300 milioni di dollari. Inoltre, sembra aver raggiunto il picco di $ 325 milioni nel 2018 prima di iniziare a diminuire.

Data la pletora di informazioni disponibili attraverso varie fonti mediatiche, incluse quelle ad accesso libero, sarà sempre più difficile per i media realizzare un profitto. Le pubblicazioni fanno affidamento da anni sulla pubblicità come principale fonte di finanziamento.

Man mano che per i gruppi di stampa indipendenti quella fonte si esaurisce, le politiche del governo, come quella della proposta di legge C-11, potrebbero rivelarsi utili nell’aiutare a sostenere le agenzie di stampa locali. Questo, ovviamente, se tali politiche tutelano anche la libertà di parola.

(traduzione in Italiano a cura di Mariella Policheni)

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