Economia e sondaggi,
ancora messaggi in chiaroscuro
per Justin Trudeau

di Francesco Veronesi del 30 September 2022

TORONTO - Alla vigilia della Giornata nazionale della Verità e della Riconciliazione, arrivano ancora segnali in chiaroscuro per Justin Trudeau. Se il primo ministro da un lato può sorridere per i dati pubblicati ieri da Statistics Canada sulla crescita economia, dall’altro il leader liberale deve fare i conti con un nuovo sondaggio che mette in luce come la vittoria di Pierre Poilievre nella corsa alla leadership conservatrice potrebbe avere delle pesanti conseguenze in chiave elettorale.

Ma andiamo con ordine. Ieri StatsCan ha pubblicato i dati mensili sul Pil canadese. Contrariamente a tutte le previsioni - che parlavano di una probabile contrazione della nostra economia - a luglio il Prodotto interno lordo è cresciuto dello 0,1 per cento. Il dato è significativo perché allontana, almeno per ora, lo spettro della recessione, che tecnicamente si ha in un Paese quando lo stesso Pil registra una contrazione per due trimestri consecutivi.

Secondo Statistics Canada a trainare la crescita economica, seppur limitata, sono stati il settore minerario, quello della produzione petrolifera e quella del gas, che a luglio hanno segnato un più 1,9 per cento, rispetto al segno meno registrato nei due mesi precedenti.

A livello nazionale, il Prodotto interno lordo anche a giugno aveva segnato un più 0,1 per cento.

L’espansione della nostra economia è supportata da un mercato del lavoro ancora in salute, con un tasso di disoccupazione molto basso e tornato ormai ai livelli prepandemici e da un mercato immobiliare che, nonostante il calo generalizzato delle vendite e dei prezzi medi delle case, non ha registrato una bolla speculativa come qualcuno aveva predetto.

E queste sono le note positive. Si apre poi un altro capitolo per il primo ministro, quello delle nubi all’orizzonte che arrivano direttamente dai sondaggi.

Questa settimana altri studi demoscopici hanno messo in luce come i conservatori siano nettamente in testa nelle intenzioni di voto, con una forbice che va dal 5 al 7 per cento.

Ieri la Ipsos ha pubblicato un ulteriore sondaggio nel quale è stato chiesto ai canadesi chi, tra i vari leader di partito, vedessero come candidato migliore nel ruolo di primo ministro.

E per la prima volta la maggioranza degli interpellati ha risposto Pierre Poilievre, leader del Partito Conservatore, scelto dal 35 per cento del campione, contro il 31 per cento di Trudeau. A livello provinciale, il leader liberale mantiene un leggero vantaggio sul rivale solamente in British Columbia, Quebec e zone Atlantiche, mentre viene sconfitto in tutte le altre regioni. In Ontario, dove i tory federali hanno fallito la penetrazione politica sotto Erin O’Toole, Poilievre si trova al 41 per cento, mentre il primo ministro non supera il 34 per cento.

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