Alberta e Saskatchewan,
drammatico appello dei medici

di Marzio Pelu del September 30, 2021

EDMONTON - Alberta e Saskatchewan sono al collasso. Martedì, l'Alberta ha riportato 1.246 nuovi casi di Covid-19 e altri 18 decessi, dopo le migliaia di nuove infezioni del weekend; il Saskatchewan ha a sua volta registrato 446 nuove infezioni e 10 nuovi decessi. Numeri troppo alti, in rapporto alla popolazione delle due province (4.371.000 la prima, 1.174.000 la seconda). E, come abbiamo già scritto più volte negli ultimi giorni, gli ospedali di entrambe sono al limite.

Attualmente sono 1.100 gli abitanti dell'Alberta in ospedale con il Covid-19, 263 dei quali in terapia intensiva; il Saskatchewan ha 311 ricoverati, 65 dei quali in terapia intensiva. Una situazione esplosiva, con i posti-letto ICU quasi interamente occupati. Esplosiva a tal punto da spingere la Canadian Medical Association (CMA) a richiedere ufficialmente "misure straordinarie".

Ieri, la presidente della CMA, dottoressa Katharine Smart, ha scritto questa lettera, pubblicata su https://www.cma.ca e rilanciata sui social, che riportiamo integralmente.

"Stiamo ora assistendo ad una crisi sanitaria senza precedenti in Alberta e Saskatchewan ed i pazienti e gli operatori sanitari stanno vivendo scelte e conseguenze insondabili".

"Il primo allentamento delle misure di sanità pubblica ha lasciato dietro di sé due sistemi sanitari in rovina e le terribili realtà sono ora in piena vista. Quello che sta accadendo è tanto straziante quanto era prevenibile".

"Ora siamo in una situazione in cui tutto è utile ad affrontare lo stato di crisi. Perché alla fine, sono le persone dell'Alberta e del Saskatchewan – pazienti, famiglie, comunità e operatori sanitari – ad essere colpite da questo".

"Come canadesi, abbiamo il dovere e l'impegno di unirci, soprattutto nei momenti difficili. Ora più che mai, dobbiamo fare affidamento sulle dure lezioni apprese e avere la determinazione politica per intraprendere le azioni necessarie per ripristinare le capacità dei sistemi sanitari e mantenere le popolazioni al sicuro".

"La Canadian Medical Association chiede urgentemente ai governi provinciali e federali di lavorare insieme per: aumentare i tassi di vaccinazione attraverso la vaccinazione obbligatoria nelle strutture sanitarie; istituire misure di salute pubblica efficaci come una sorta di 'interruttori antincendio' o 'interruttori di circuito' per controllare in modo aggressivo i casi di Covid-19; aumentare la mobilità degli operatori sanitari tra le province e supportare il trasporto sicuro dei pazienti in altre giurisdizioni che hanno capacità di terapia intensiva".

"Tutte le misure disponibili devono essere applicate per frenare il tasso di mortalità, sostenere gli operatori e iniziare ad affrontare le conseguenze dei pazienti le cui cure sono ora sospese a tempo indeterminato. Questo è il momento per un'azione coraggiosa e per la politica di uscire dalla strada della necessaria collaborazione. Questo è il momento per i governi, le imprese e i cittadini di farsi avanti e fare la cosa giusta. Tempi straordinari richiedono misure straordinarie – e quel momento è adesso".

Entrambe le province hanno tassi di vaccinazione completa inferiori al resto del Canada, con Alberta e Saskatchewan che registrano soltanto il 73% della popolazione ammissibile completamente vaccinata. E le restrizioni anti-Covid sono entrate in vigore troppo in ritardo, dopo un'estate "open for good", secondo lo slogan del premier dell'Alberta, Jason Kenney.

Sul caso è intervenuto anche il primo ministro Justin Trudeau che, nell'annunciare che il governo federale è pronto ad aiutare le due province, ha aggiunto: “Ho chiesto al mio ufficio di contattare direttamente gli ufficiali del premier e spero di poter parlare domani (oggi, ndr) con il Premier Kenney – e presto anche con il Premier Moe – per ribadire ancora una volta il nostro impegno a sostenere le persone dell'Alberta e del Saskatchewan che stanno affrontando una situazione straordinariamente difficile e straziante in questo momento".

Intanto, ieri il premier Jason Kenney, parlando dell'aiuto federale offerto la scorsa settimana, ha dichiarato che "le forze armate canadesi hanno una capacità sanitaria minima... nel personale medico". E sull'altro fronte caldo, quello del Saskatchewan, il premier Scott Moe ha detto, durante un talk show radiofonico, che la sua provincia "potrebbe aver bisogno di aiuto presto. Non lo abbiamo ancora chiesto, ma questo non vuol dire che non ne discuteremo questa settimana". E forse sarebbe anche l'ora...

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