Istruzione: la differenza tra applauso e schiaffo
TORONTO – Quando due mani si incontrano, di solito è un segno di preghiera o di esultanza. Quando invece una mano colpisce la testa o il volto, di solito si tratta di uno schiaffo, magari espresso nella forma più benevola possibile come «una sveglia», un modo per far aprire gli occhi. Salve, Frank Benedetto, attuale supervisore dell’intera gestione operativa del Toronto Catholic District School Board (TCDSB).
Ci dica in quale delle due categorie rientra il pasticcio comunicativo descritto di seguito. I «fatti» sono pubblicamente disponibili su una pagina social del trustee [ed ex presidente] Markus de Domenico, in vista di una «sessione di dibattito/informazione» prevista a Etobicoke, nel Ward 2, a ottobre (nello screenshot sopra, il post). E sì, la questione riguarda il denaro. Il denaro dovuto ai contribuenti cattolici (i genitori) per l’istruzione dei loro figli.
Quando il ministro Calandra ha posto il TCDSB e altri sette Provveditorati sotto supervisione, nel giugno 2025, quindici mesi fa, lo ha fatto perché, dal punto di vista operativo, avevano convinto una società di revisione indipendente di essere amministrativamente inadeguati, probabilmente incompetenti sul piano finanziario e, dal punto di vista della governance, «privi di alcune carte fondamentali». Il ministro e il premier si sono premurati di precisare che il governo non stava intervenendo sui diritti confessionali.
Nel mirino c’era l’avanzo di bilancio previsto per l’esercizio in corso, pari a 100 milioni di dollari, annunciato nel febbraio 2024. Nel novembre 2024 si era trasformato in un deficit previsto e nel maggio 2025 era salito a 48 milioni di dollari, quando il ministro ha perso la pazienza e ha chiesto i poteri per trasferire tutta l’autorità operativa dei Provveditorati al suo «ufficio» o a delegati da lui nominati, come Frank Benedetto.
Chiunque sarebbe rimasto giustamente colpito da una variazione di 148 milioni di dollari, pari al 10% dei trasferimenti annuali del ministero al TCDSB. Invece di cercare una via d’uscita razionale o adottare un atteggiamento più prudente, De Domenico e la sua alleata Maria Rizzo, insieme ai loro sostenitori nel Board, hanno scelto di «deridere» le posizioni politiche del ministro, continuando nel frattempo con le loro spese.
Un esempio clamoroso è stata la decisione di trasferire gli studenti della Bishop Allen H.S., nel Ward 3, alla ormai vuota Dante Alighieri Academy/Don Bosco S.S., a undici chilometri di distanza, anziché alla Scarlet Heights S.S., sei chilometri a nord-ovest. I genitori si sono opposti con forza e si sono rivolti alla loro trustee, Teresa Lubinski. Ho personalmente partecipato a riunioni nelle quali i funzionari del Board hanno mostrato scarso rispetto per le richieste e i dati presentati dalla Lubinski.
Tra questi dati c’era il riferimento, fatto da un funzionario del Board, alla perdita di 600 studenti subita dalla Dante Alighieri Academy a causa del trasferimento dal campus di Yorkdale alla sede Don Bosco, distante undici chilometri. Considerando circa 14.600 dollari per studente, ciò rappresenta una perdita di entrate di almeno 8.760.000 dollari all’anno, ogni anno. «Costo del fare affari», come recita il detto.
L’ultimo rapporto di De Benedetto prevede per quest’anno e per gli anni successivi una perdita di iscritti di 600 studenti in tutto il Board (si vedano i nostri articoli sulle nascite in Canada) – un’altra carenza annuale di 8.760.000 dollari.
De Domenico, Rizzo e i loro alleati avevano sostenuto che i 26,4 milioni di dollari stanziati per l’acquisizione di [una parte della] Scarlet Heights S.S. sarebbero stati più che sufficienti per preparare la scuola ad accogliere gli studenti che avrebbero fatto «la fila davanti alle porte» per entrarvi.
Potrebbero aver comprato «a scatola chiusa». Secondo lo stesso De Domenico, la «stima attuale dei costi di ristrutturazione è salita da 26,4 a 48 milioni di dollari in due anni» (un aumento dell’81%).
È interessante notare che, fino a ieri, tutti elogiavano l’accordo ottenuto dal TCDSB da Toronto Lands, il braccio immobiliare del Toronto District School Board. Toronto Lands è gestita da John Filion, ex consigliere comunale ed ex datore di lavoro di Maria Rizzo, già sua elettrice e tuttora membro dello stesso «partito progressista» di Toronto.
Lingue internazionali, qualcuno ne parla?
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