Canada

Suicidio assistito, arriva lo stop di Ottawa sulle malattie mentali

TORONTO – Stop del governo sull’accesso al suicidio assistito per chi soffre di malattie mentali. Ad annunciare la frenata dell’esecutivo su un tema delicatissimo ed estremamente divisivo è stato ieri John Fraser, che ha promesso la presentazione nei prossimi giorni di un disegno di legge che dovrebbe essere approvato dalla maggioranza nei prossimi mesi. Per inquadrare meglio la questione occorre fare un passo indietro.

Il Canada ha legalizzato la morte medicalmente assistita (Medical Assistance in Dying, o MAID) nel 2016, riservandola solamente ai malati terminali per una serie di patologie per le quali non era ipotizzabile un miglioramento del paziente o la stabilizzazione della malattia.

Quasi contemporaneamente alcune associazioni hanno iniziato a proporre un progressivo allargamento, con le singole Province che sono andate per la propria strada, con il Quebec che presto è diventata la regione più permissiva del Canada e l’Alberta a frenare e restringere i canali di accesso. Durante l’amministrazione Trudeau, venne stabilito il diritto di accesso al MAID anche per le persone che soffrivano di gravi disturbi mentali, deferendo però l’entrata in vigore dei cambiamenti al marzo del 2027, per permettere una lunga fase consultiva con medici, esperti ed associazioni. Ovviamente la decisione ha provocato polemiche a non finire, perché l’applicazione della legge avrebbe fatto diventare il Canada molto simile al Belgio e all’Olanda, dove l’eutanasia è praticata e legalizzata in modo estremo, anche per i minorenni.

Ieri il ministro della Giustizia ha decretato lo stop: con la futura legge, infatti, lo stop decretato fino al marzo 2027 diverrà permanente. Al momento, una persona non può richiedere il MAID se soffre unicamente di patologie come depressione maggiore, disturbo bipolare, schizofrenia o disturbi della personalità.

Una persona con una malattia mentale può comunque accedere al MAID se soffre anche di una patologia fisica grave e incurabile (ad esempio, un cancro in stadio terminale) e soddisfa tutti gli altri criteri legali. In questo caso, la richiesta viene valutata in base alla malattia fisica.

“Il Canada – ha dichiarato ieri Fraser – ha deciso di non andare avanti con l’estensione che era stata programmata nel codice penale per la morte medicalmente assistita nella circostanza in cui la malattia mentale sia l’unica base. Sebbene non vi sia un consenso perfetto su questo tema, riteniamo che il nostro sia l’approccio corretto alla questione”. Sullo sfondo resta l’immancabile polemica politica, con i conservatori che avevano già presentato un progetto di legge che ricalcava per filo e per segno quanto annunciato dal ministro e che avevano chiesto l’appoggio della maggioranza per una rapida approvazione. Appoggio che neanche a dirlo non è arrivato, alla faccia del bon ton istituzionale.

In alto: il ministro della Giustizia, Sean Fraser (foto: X – Fraser)

More Articles by the Same Author: