Si torna a scuola: gli insegnanti sulle barricate
TORONTO – Scuola, si riparte: gli studenti tornano nelle aule oggi, ma per gli insegnanti dell’Ontario il nuovo anno scolastico comincia senza un nuovo contratto di lavoro, con le trattative ancora in salita e con l’ombra di scioperi.
È in questo clima che ieri Toronto ha celebrato il Labour Day con la tradizionale Labour Day Parade, alla quale hanno partecipato anche numerose organizzazioni del mondo dell’istruzione. Una presenza tutt’altro che marginale: tra le delegazioni c’erano gli Elementary Teachers of Toronto (ETT), gli insegnanti occasionali di ETFO, OECTA Toronto & York Regions e OSSTF District 12 Toronto.
La parata non è una manifestazione organizzata esclusivamente dagli insegnanti. È il grande appuntamento annuale del movimento sindacale di Toronto, promosso dal Toronto & York Region Labour Council, al quale prendono parte lavoratori e sindacati di diversi settori. Per gli insegnanti, tuttavia, è arrivata in un momento particolarmente significativo. I contratti collettivi dei principali sindacati dell’istruzione dell’Ontario sono scaduti il 31 agosto, proprio alla vigilia del nuovo anno scolastico. Il nodo, al momento, non riguarda soltanto salari e condizioni di lavoro. Una delle questioni centrali è stabilire quali temi debbano essere negoziati direttamente con la Provincia e quali debbano invece essere lasciati ai singoli school board, i Provveditorati locali.
Alcuni sindacati hanno portato la questione davanti all’Ontario Labour Relations Board, chiedendo che sia l’organismo competente a stabilire l’ambito delle trattative. Una situazione che mantiene alta la tensione, anche se per ora non significa che le scuole siano dirette verso uno sciopero.
Parallelamente alla mobilitazione sindacale generale, l’Ontario English Catholic Teachers’ Association (OECTA) ha lanciato anche una propria campagna. Si chiama “Know More” e punta i riflettori sulle condizioni delle scuole dell’Ontario, sui finanziamenti e sulle difficoltà che insegnanti e studenti affrontano ogni giorno. La campagna è arrivata anche nel cuore della città, il 2 settembre scorso a Union Station, dove l’OECTA ha scelto di parlare direttamente a pendolari e cittadini. Il messaggio è chiaro: secondo il sindacato, anni di sottofinanziamento hanno lasciato il segno nelle aule. «I bambini e il nostro futuro devono essere considerati un investimento», ha dichiarato il presidente dell’OECTA, René Jansen in de Wal, chiedendo che agli studenti vengano garantiti gli strumenti necessari per raggiungere il loro potenziale. Nel mirino ci sono soprattutto le classi troppo numerose, la carenza di assistenti educativi e personale specializzato, l’educazione speciale, i servizi di salute mentale e le condizioni degli edifici scolastici. «La sicurezza di un bambino a scuola non dovrebbe essere una questione da negoziare», ha detto Jansen in de Wal. «Ma noi lotteremo per questi aspetti.»
Il presidente dell’OECTA parla di conseguenze concrete dei tagli. «Gli effetti dei 6,5 miliardi di dollari di tagli stanno danneggiando i bambini», ha sostenuto, denunciando la mancanza di supporti per la salute mentale, personale e persino materiali di base nelle classi.
La versione della Provincia è diversa. Il governo dell’Ontario sostiene di avere aumentato in modo significativo le risorse destinate all’istruzione e indica 30,6 miliardi di dollari di finanziamenti di base per l’anno scolastico 2026-27, definendolo un livello storico. Tra le misure introdotte c’è anche un Classroom Supplies Fund da 750 dollari, destinato agli insegnanti delle elementari per l’acquisto di materiali scolastici. La Provincia – che nei mesi scorsi ha anche commissariato alcuni Provveditorati considerati “gestiti male” – sostiene di aver introdotto nuove misure per migliorare i risultati degli studenti e rendere più uniforme l’esperienza educativa.
Il confronto, insomma, è netto e la partita è appena cominciata: l’anno scolastico 2026-27 si preannuncia “caldo”.
In alto, alcuni insegnanti ieri alla Labour Day Parade (foto: Twitter X – @OECTAProv)
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