Furti d’auto in calo in tutto il Canada, ma resta l’allarme tecnologia
TORONTO – Il mercato nero delle auto rubate ha subito una battuta d’arresto. Come riportato dalla Canadian Press, i dati della Équité Association registrano un calo del 10% del numero di furti denunciati nella prima metà del 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con il valore più significativo riportato in Alberta, pari al 15,1%. La costa atlantica, invece, ha riportato la diminuzione più bassa: da 910 nella prima metà del 2025 a 873 nei primi sei mesi del 2026, con una diminuzione del 4,1%.
Bryan Gast, vicepresidente nazionale dei servizi investigativi e di intelligence della società, ha dichiarato che i dati, simili al livello pre-pandemia, sono incoraggianti, ma il pericolo resta alto per le auto di lusso, che rimangono l’obiettivo principale della criminalità organizzata.
“Le parti interessate devono continuare a fare ciò che stanno facendo perché se allentiamo la presa, i criminali capiranno che si tratta di un crimine ad alto rendimento e basso rischio”, ha detto Gast, sottolineando che è necessario un intervento veloce per prevenire ulteriori crimini.
Secondo il sondaggio istituito da Angus Reid riguardo l’impatto del fenomeno nella nazione, la stragrande maggioranza dei canadesi, nonostante il calo dei furti denunciati, ritiene che la tecnologia antifurto dei propri veicoli non sia ancora sicura. Il sondaggio ha infatti indicato che il 60% dei canadesi vorrebbe dispositivi di sicurezza obbligatori per legge nei nuovi veicoli, perché con le nuove tecnologie, le bande organizzate hanno iniziato ad utilizzare software sofisticati per il clonaggio dei telecomandi (il key fob cloning) e attacchi informatici ai sistemi di bordo, riuscendo a sottrarre SUV e berline di lusso in pochi secondi senza lasciare segni di scasso. Una questione che rischia di sabotare l’intero mercato automobilistico canadese per alimentare quello illegale, specialmente rivolto all’Africa, al Medio Oriente ed Europa dell’Est.
A febbraio, infatti, Équité Association ha pubblicato un rapporto in cui affermava che, nonostante il numero di veicoli rubati in tutto il Paese fosse diminuito drasticamente nel 2025, i furti registrati sono stati quasi 47.000, con oltre un terzo dei veicoli che non è mai stato recuperato.
Nel 2024, il governo federale ha annunciato un nuovo piano d’azione nazionale per “contrastare, smantellare e perseguire” i gruppi della criminalità organizzata attraverso pene più severe, maggiori ispezioni dei container e una migliore revisione e condivisione delle informazioni riguardo i veicoli rubati. Eppure, sebbene la strategia sembri funzionare, i cittadini restano esposti alla minaccia delle bande criminali anche per il boom di truffe sui finanziamenti auto emerse durante i controlli nei porti di Montreal e Halifax.
Il quadro, dunque, mostra una realtà su due fronti: da un lato l’efficacia iniziale delle strategie governative e doganali, dall’altro la persistente vulnerabilità dei cittadini di fronte a reti criminali sempre più sofisticate. Se la flessione dei furti e il rafforzamento dei controlli nei porti indicano che la rotta tracciata dal piano d’azione nazionale è quella giusta, il dato sui veicoli mai recuperati e l’emergere delle frodi sui finanziamenti confermano che la criminalità organizzata sta già diversificando i propri metodi. La vera svolta per il futuro del Paese potrebbe quindi non dipendere solo dall’azione delle forze dell’ordine, ma da un intervento normativo radicale.
In alto, la polizia in azione per contrastare il fenomeno

