Canada

Fentanyl, Usa vs Canada: “Lo snodo è il porto di Vancouver”

TORONTO – I “precursori chimici”, vale a dire gli ingredienti utilizzati per la produzione di fentanyl, la potentissima droga sintetica responsabile di tante overdose, entrerebbero in Canada attraverso il porto di Vancouver, per poi essere inviati a laboratori gestiti dai cartelli della droga. È quanto ha denunciato a Washington il direttore della Drug Enforcement Administration (DEA), Terrance Cole, nel corso di un’audizione al Senato statunitense.

Secondo Cole, le autorità americane sarebbero “molto consapevoli” della produzione di fentanyl in Canada destinata all’esportazione verso gli Stati Uniti. Negli ultimi due mesi, ha aggiunto, sarebbero stati registrati “significativi sequestri” di sostanze stupefacenti sul territorio canadese. Nel corso dell’audizione davanti alla commissione Bilancio del Senato, come riferisce la CBC, il capo della DEA ha sottolineato come l’attenzione delle forze dell’ordine americane non sia rivolta solo al confine meridionale con il Messico, tradizionale snodo del traffico di droga, ma anche a quello settentrionale. “Dobbiamo monitorare anche il confine nord. Vediamo sempre più ‘precursori’ arrivare attraverso il porto di Vancouver e quindi in Canada”, ha dichiarato Cole, spiegando che i trafficanti canadesi trasferirebbero poi queste sostanze chimiche in varie aree del Paese per la produzione di fentanyl, anche in collaborazione con cartelli messicani.

Sulla questione c’è, com’è noto, alta tensione tra Ottawa e Washington: il traffico di fentanyl dal Canada è stato infatti uno dei temi centrali delle critiche del presidente statunitense Donald Trump, che lo ha indicato come una delle ragioni alla base dell’imposizione di dazi sui prodotti canadesi. Tuttavia, secondo dati della U.S. Customs and Border Protection, la realtà sembra ben diversa: il volume di fentanyl sequestrato al confine nord – riferisce sempre la CBC – resta nettamente inferiore rispetto a quello registrato al confine sud, cioè con il Messico: nel 2025 a nord sono stati sequestrati 35 chilogrammi contro oltre 5.200 al sud. Nel primo semestre del 2026, il divario appare ancora più marcato, con circa 2,7 chilogrammi intercettati al confine canadese contro oltre 2.600 al confine messicano.

Le dichiarazioni di Cole hanno dunque suscitato l’inevitabile replica da parte delle autorità canadesi. Il Vancouver Fraser Port Authority ha sottolineato la collaborazione con polizia locale, Royal Canadian Mounted Police (RCMP), Canada Border Services Agency (CBSA) e gli operatori portuali per garantire la sicurezza delle merci in transito. “La sicurezza del commercio è una priorità condivisa e lavoriamo in coordinamento con diverse agenzie”, ha dichiarato un portavoce dell’ente portuale alla CBC alla quale la CBSA ha a sua volta ribadito che “il Canada non è una fonte significativa di fentanyl” e ha ricordato l’impegno del governo federale nel rafforzamento dei controlli di frontiera, anche attraverso l’assunzione di nuovi agenti. Da parte sua, l’americana DEA, che attualmente ha due uffici a Ottawa e Vancouver, ha annunciato l’intenzione di aprirne altri due entro il 2027, confermando una crescente preoccupazione verso il fronte settentrionale del traffico di droga.

Foto di Matt Hanns Schroeter da Unsplash 

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