Crollo dei viaggi canadesi negli Usa: -42%
TORONTO – Altro che calo: è un crollo. La progressiva diminuzione dei viaggi dei canadesi degli Stati Uniti da quando è iniziato il secondo mandato presidenziale di Donald Trump è molto più significativa di quanto sembrasse. A dirlo è uno studio di tre ricercatori canadesi della School of Cities dell’Università di Toronto, Karen Chapple, Yihoi Jung e Jeff Allen, intitolato “Quanto è diminuito il numero di viaggi dei canadesi verso le città statunitensi?” e realizzato nell’ambito del progetto “Mapping Tariffs” che mira a misurare le conseguenze delle politiche commerciali trumpiane, delle minacce di annessione e delle successive tensioni politiche.
Come scrivono gli stessi ricercatori nello studio, le stime iniziali basate sui passaggi di frontiera dal Canada agli Stati Uniti (come registrate da Statistics Canada: qui) indicavano una diminuzione di circa il 25%, ma questa analisi anno su anno dei passaggi di frontiera non offre il quadro completo secondo i tre ricercatori che hanno invece esaminato l’attività dei telefoni cellulari nelle principali aree metropolitane degli Stati Uniti, riscontrando un calo mediano delle visite del 42% (anno su anno). “Questo – scrivono i tre ricercatori – significa che: a) i dati sui passaggi di frontiera non stanno rilevando l’intero calo dei viaggi canadesi legati ad affari e commercio, e b) quando i canadesi viaggiano negli Stati Uniti, visitano meno luoghi e vi rimangono per meno tempo rispetto al passato”.
Chapple, Jung e Allen hanno anche elaborato una classifica delle città americane che hanno registrato il calo più significativo di viaggi “canadesi”, confrontando il periodo 2024-25 con il 2025-26. Al ptimo posto c’è Myrtle Beach, nella Carolina del Sud, con un calo del 65,4%. Le città della Florida: Panama City, Orlando, Cape Coral, Miami, Naples e North Port sono tutte tra le prime dieci, così come Yuma (Arizona), Brownsville (Texas) e San Francisco. Importanti destinazioni turistiche e città di confine hanno subito impatti simili, secondo i dati dei telefoni cellulari. La ricerca suggerisce che ben cinquanta delle principali aree metropolitane statunitensi hanno registrato un calo dei viaggi pari o superiore al 50% nel periodo analizzato. Solo 3 delle 267 città esaminate hanno visto un aumento dei viaggi: Portland (Oregon), Gainesville (Florida) e Cleveland (Ohio).
Il trio di ricercatori ha elaborato i dati provenienti da cellulari canadesi monitorati tra aprile 2024 e marzo 2026. Per essere conteggiato come viaggio, un telefono doveva fermarsi in Canada, poi negli Stati Uniti e successivamente tornare in Canada. Questi dati tengono dunque conto anche del traffico merci, cosa che le stime basate sui passaggi di frontiera non fanno, hanno spiegato i ricercatori: il loro studio, dunque, evidenzia anche il calo di tale traffico da quando è iniziata la “guerra dei dazi”.
Tutti i dati raccolti sono disponibili online su https://mappingtariffs.org/canada-us-visits
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